sabato 30 luglio 2022

2022 - Spagna 2, Terre di confine

 <<<---- Spagna 1

Giorno 7 - Oviedo e Galizia

Oggi lasciamo i Picos, non senza un ultimo passaggio per i passi che portano alla pianura, ci godiamo le strade del Puerto de Tarna, ci lamentaiamo della strada del Puerto de las Senales e ci divertiamo di nuovo sul Puerto San Isidro, apprezzata stazione sciistica asturiana, ma d'estate completamente deserta.

Una volta arrivati in centro a Oviedo, lasciamo le moto in un parcheggio coperto e alleggeriti ci concediamo un giro per il centro. Apprezzeremo la vivacità della città e le numerose statue disseminate tra il parco e le vie del centro. Tra le più apprezzate ovviamente la Mafalda

Mafalda
E nella piazza della cattedrale, "La Regenta", ovviamente non mancheremo alla foto che fanno tutti !
La Regenta
Poi dopo qualche giro tra i negozi, riprendiamo le moto per dirigerci verso il monte Naranco, terrazza panoramica della città, corredato da alcune chiese antichissime, la più famosa delle quali è la bella Santa Maria del Naranco

Infine in cima al monte, grazie a un bel venticello fresco che arriva dall'oceano ci concederemo una pausa pranzo degna di un re !

Ripartiti da Oviedo la prossima sosta asturiana è il paese di Cudillero che l'ente del turismo spagnolo spaccia come fosse qualcosa di paragonabile alle nostre 5 terre.

Ora parliamone, è vero è un paese di pescatori arroccato sulla scogliera, ma il problema è che è veramente poca cosa, oltretutto è condito da edilizia brutta a base di cemento armato.

Cudillero
Ce ne andremo abbastanza delusi, ma conieremo un neologismo per indicare una cosa che sembra bella , ma in realtà non lo è .... insomma se ti rifilano una sòla ora è diventato un Cudillero !
Il tempo perso a Oviedo si fa sentire, per cui per il prossimo obiettivo strada veloce via, si entra in Galizia e la prima sosta è alla Praia das Catedrais, dove dovremmo vedere dalla spiaggia una serie di archi di roccia che richiamano l'interno delle cattedrali gotiche.
C'è però un ma .... la voglia di vederle si scontra con la mentalità mediterranea .... la spiaggia c'è, ma solo di mattina poi sale la marea e la spiaggia sparisce !
Praia das Catedrais, la praia tornerà domani

Quindi, niente catredais, ci dovremo accontentare di fare la foto alla foto di come dovrebbe essere .... fermarsi un giorno qui farebbe saltare in aria tutto il programma di viaggio che abbiamo che è già abbastanza stretto.
Autoscatto di come dovrebbe essere
Contrariati, ma con la consapevolezza che prima o poi torneremo a vederle riprendiamo la litoranea per farci cullare dalle curve fino a Cariño, dove pernotteremo, non senza concederci finalmente un bel piatto a base di polpo presso il nostro Hostal. E la fortuna ci arride, l'hostal "La Cepa" serve un ottimo e abbondante Pulpo a feira (o Polpo alla Gallega) . Da leccarsi i baffi !!!
Pulpo a feira a La Cepa


Giorno 8 - Limiti. Cabo Ortegal, Finisterre e Santiago de Compostela

Dopo tanto sole, fa strano alzarsi la mattina col tempo grigio, ma fa parte del luogo, siamo sull'angolo in alto a sinistra della Spagna, praticamente quasi in mezzo all'Atlantico.
Poco lontano da Cariño infatti c'è Cabo Ortegal , una delle punte più punte che ci siano sul continente e come da tradizione condita da vento, cielo grigio e pioggia incombente.
Un faro circondato dal niente, malinconico ma suggestivo
Osvaldo a Cabo Ortegal


Si riscende verso sud seguendo più o meno la costa e per fortuna il tempo migliora, tappa successiva è la decantata La Coruña. La prima impressione non è un gran che, ma come prima sosta ci fermeremo ad ammirare la famosa Torre di Hércules, forse l'unico faro romano sopravvissuto fino ai nostri tempi.
Dopo la torre, un breve passaggio per il lungomare che costeggia l'immensa spiaggia, ci fa storcere la bocca, l'estetica della città, lascia moooooolto a desiderare.
La Coruña
Ma noi puntiamo alla curiosità della passeggiata, ossia la statua del polpo, simbolo della Galizia.
Il polpo
Cincischiare alle prime tappe fa perdere tempo, per cui strada veloce e senza indugi verso il limite successivo, verso Muxia e alla sua punta dove c'è il santuario della Virgen de la Barca, caro ai marinai e corredato di numerosi Ex Voto.
Il santuario è praticamente in mare ed è uno dei punti che si disputa l'essere il Km 0 del Cammino di Santiago, la fine del mondo conosciuto.
In pratica è uno dei tratti aggiuntivi del Cammino, quello che deve fare un pellegrino dopo aver abbracciato il Santo a Santiago, proseguire fino alla fine del mondo. Ebbene uno di questi "fine del mondo" è qui .... 
Virxe da Barca



 Avremo il piacere di far 2 parole con una simpatica venditrice di souvenir che ci omaggerà del timbrino da pellegrino al Km 0, e dopo le nostre rimostranze in quanto non degni di ricevere un simbolo del genere ci risponderà con una bellissima frase ....
... "Ogni cammino è un cammino" ...

Ce ne andremo contenti e soddisfatti di aver ricevuto una bellissima lezione, ora anche se non era il nostro intento primario ci sentiamo un po' pellegrini anche noi.

Ripartiti felici col nostro timbrino in tasca, dopo poco si arriva ad un'altra "fine del mondo", forse una delle più famose, a tanti Km da casa siamo a Finisterre.
Finisterre 


Faro di finisterre



Un faro, una scogliera proiettata nel mare, nessun panorama memorabile, ma uno dei luoghi più iconici che ci siano, non ci resta che scrutare l'orizzonte nebbioso e pensare che laggiù davanti a noi c'è ... l'America.
Di nuovo in sella verso il fulcro del Camino, Santiago di Compostela, dove prenderemo alloggio in uno dei molti alberghi per pellegrini (anche se in moto oramai siamo pellegrini anche noi) e ci resterà il tempo per un passaggio serale alla piazza della cattedrale
Santiago de Compostela

Infine col buio che si avvicina un ultimo assaggio di Galizia con un pulpo gallego e siamo pronti per il meritato riposo.

Giorno 9 - verso il Portogallo

Al mattino, prima di rimettersi in viaggio è d'obbligo un ripasso alla cattedrale di Santiago per vederne l'interno, con passaggio obbligatorio alla cripta che contiene la tomba del Santo


Un ultimo giro per i negozietti di souvenir intorno alla cattedrale e siamo pronti per ripartire verso sud.
La Daniela, che ha una passione per il suono delle gaite ha inserito come tappa la città di Pontevedra, capitale della Gaita Galiziana.
Dopo un minimo di orientamento parcheggiamo le moto sul marciapiede di fronte al Mercado Municipal, e la curiosità ci spinge dentro a sbirciare.
Facile farsi avvolgere dall'animazione e dai colori del mercato, frutta, verdura e sopratutto pesce e pescato. Banchi che sembrano dipinti e una simpaticissima Pilar che ci fa prima "conoscere" la merce
prendere un granchio, anzi 2


... e poi ci "rivela" un segreto. Possiamo comprare il suo pescato e farlo cuocere al piano superiore del mercato !!!
Non è ancora ora di pranzo, ma non resisteremo ad un invito del genere !
Comprati un granchio e gamberoni rossi ad un prezzo (per noi) scandalosamente basso, correremo con la nostra merce al piano superiore
Dove per una modica spesa (5 € a tipo di marisco), faremo una specie di seconda colazione a base di gamberoni .... gamberoni freschissimi, cotti in maniera perfetta .... Uno spettacolo !!!!
La degna fine dei gamberoni

E sorpresa nella sorpresa, mentre finivamo di ciucciare i gusci si sente in lontananza il suono delle gaite, e allora via di corsa in paese dove scopriremo almeno tre gruppi folcloristici in giro per il paese ad allietare residenti e turisti con la musica tradizionale, manco a dirlo a base di Gaita Galiziana. 
Vedere Daniela saltellare come una bimba dietri i musici, non ha prezzo.
Gaite di Pontevedra


Un breve giro per le vie del centro ci porta a scoprire il monumento principale della città, la cappella de la Virgen pellegrina e i relativi stand dove vengono venduti gaite e parti di ricambio insieme al necessario per suonarle, il tutto rigorosamente artigianale.
Strappata la Daniela dal suono delle gaite, riprendiamo le moto per un passaggio a Vigo, a curiosare un po e a fermarsi alla statua "particolare" che omaggia uno delle pietre miliari della nostra infanzia, ossia Jules Verne.
Vigo, Jules Verne

Ma il tempo perso a Pontevedra ci costringe a tagliare i tempi per cui, naso tappato, autostrada e via verso il Portogallo, 
Portogallo

Poco tempo da perdere, autostrada fino a Porto, scarico dei bagagli in albergo, abiti e scarpe leggere e poi è metropolitana per il centro, perché come avremo modo di constatare, circolare e parcheggiare a Porto è praticamente impossibile.
Moto ferme e pomeriggio da turisti ! Una volta scesi dalla metro a Sao Bento, avremo modo di apprezzare le decorazioni dei monumenti a base di maiolica, faticare per le strade tutte in salita della città, rimanere prigionieri dei cantieri che la devastano (rendendo problematica la circolazione anche a piedi) per la costruenda nuova linea della metropolitana.

 Però, anche se un po cadente, la città è vivacissima e colorata !
Atrio della stazione Sao Bento

Torre dei Chierici

Chiesa di Sant'Ildefonso
Quello che ci procurerà la maggiore delusione è la famosa Libreria "Lillo", tutta in art decò, ma che scopriremo ora che è diventata un monumento, richiede un biglietto per accedere, prenotabile solo tramite internet .... manco a dirlo il primo posto disponibile è tra qualche giorno. Dovremo giocoforza rinuciarvi.
Fatto il nostro dovere di turisti culturali è tempo di cambiare sponda !

tramonto su Porto
Accompagnati dalla luce del tramonto attraversiamo il Duero sul bellissimo ponte Dom Luis I, costruito nientepopodimeno che da Eiffel per raggiungere il quartiere delle bodegas, dove c'è la movida serale !
Sul ponte Dom Luis I

Ponte Dom Luis I

Tra street food e localini vari un piacevole passeggio, anche perchè la zona è tutta pedonalizzata. Termineremo la serata con un gustoso assaggio di vino porto, 5 assaggi di 5 porti diversi per 5 €. 
Mi porti i porti, grazie !

 Perfetto per tornare in albergo barcollando .... meno male che siamo con la metropolitana !!!

Giorno 10 - Si torna indietro, rientro in Galizia

Ripartiti da Porto in direzione Spagna, dopo pochi chilometri abbiamo subito un fuoriprogramma, distratti e attirati dai cartelli marroni in autostrada, decidiamo di uscire per andare a vedere Braga, la città barocca. 
La città non è grande, due passi per il centro bastano per farsene un'idea, perà è pulita, ordinata e gradevole. Inevitabile l'affaccio davanti alla cattedrale 

Alla piazza principale

un'occhiata a qualche negozietto e qualche informazione all'ufficio turistico, dove scopriremo che la maggior attrazione si trova fuori città ed è un santuario che occupa gran parte della collina.
Riprese le moto, merita un'occhiata il famoso Palácio do Raio, barocco e tutto decorato in maioliche
Palácio do Raio

Ma il nostro obiettivo è un'altro, il santuario Bom Jesus do Monte, con la sua bellissima scalinata !
Bom Jesus do Monte
Un breve giro, giusto per scoprire che dentro la chiesa si sta celebrando un matrimonio e poi è di nuovo strada verso la Spagna.
Salteremo a piè pari la città termale di Ourense (che era nel nostro programma iniziale) visto il tempo speso a Braga e ci dirigiamo verso il nostro prossimo obiettivo, le "famose" gole del Sil.
Diciamo che per apprezzarle forse occorre usufruire dei battelli che le attraversano perché dal punto di vista motociclistico non è che offrano un gran che. 

La strada che le percorre non è brutta, anzi, ma alla fine è una strada di montagna (assomiglia molto a un passo appenninico) che corre in mezzo al bosco, offrendo ben poche vedute memorabili.

Altro discorso , invece per il successivo punto, ossia il complesso di "Las Medulas", visibile in tutto il suo splendore dal Mirador de Orellan. Ora, il bel panorama è si gratuito, ma  va conquistato lasciando le moto al parcheggio e facendo una camminatella di circa 20 minuti (rigorosamente in salita) fino alla terrazza panoramica.
E la fatica viene ricompensata ! Las Medulas sono una particolare formazione di rocce rosse che spuntano dal bosco .... coreografiche al massimo !
Las Medulas dal Mirador de Orellán
Oltre che formazione geologica il sito è anche importante dal punto di vista archeologico, qui infatti c'era una miniera d'oro attiva fin dai tempi dei romani !


Accompagnati infine da uno stupendo tramonto, con effetti speciali causati dal fumo intenso degli incendi boschivi di questo periodo
Tramonto tra il fumo degli incendi

Scenderemo poi in paese, su una bella strada veloce tuttacurve fino a Ponferrada per la notte.

 
--->>> Spagna 3

Da ricordare
Hostal "La Cepa" a Cariño, camere ampie, proprietari gentilissimi e un ottimo polpo gallego a prezzi decisamente buoni !

Mercado Municipal de Pontevedra : acquistare gamberoni freschissimi da Pilar Farto e farseli cucinare da Los Olmos al piano superiore è una cosa da provare !





2022 - Spagna 1, Lungo la costa atlantica e sui Picos d'Europa

Rimandata a tempi migliori (e più economici) la Norvegia, dove quest'anno a causa della guerra in Ucraina la benzina sfiora i 3 € al litro, la scelta cade sulla Spagna, la parte verde e "fresca" della Spagna ossia la costa atlantica, praticamente una specie di Camino di Santiago in moto, non trascurando i Picos d'Europa che già dai tempi della prima escursione pirenaica occupano un posto di primo piano tra gli obiettivi motociclistici.

Giorno 1 - Trasferimento da Firenze alla Provenza

La strada per la Spagna è lunga, per ottimizzare i tempi partenza il venerdì pomeriggio dopo il lavoro, appuntamento con la Daniela a Piani d'Invrea sulla A10 e poi una dose infinita di autostrada fino a Garéoult in Provenza dove troveremo alloggio all'inquietante B&B Chez Mimi e ChouChou, dove dormiremo con gli incubi in una stanzetta (sottotetto e caldissima) circondati da centinaia di bamboline e feticcetti vari che ci guardano in maniera inquietante.

Giorno 2 - Tappa sui Pirenei inseguendo il Tour de France

Al mattino ci svegliamo vivi e vegeti, per fortuna la bambola assassina ci ha risparmiato e Mimi&Couchou si riscattano con una colazione superlativa tutta a base di prodotti locali e roba fatta in casa. Altra dose di inevitabile autostrada, un passaggio in città a Tolosa per apprezzarne il verde e a pomeriggio inoltrato finalmente si attaccano i Pirenei, col mitico Col'Aspin, strada perfetta in attesa del Tour de France !


Dopo tanta strada dritta ora si che si gode sulle fantastiche strade dei Pirenei, sempre belli, fino all'apoteosi del Col du Tourmalet, raggiunto al tramonto in perfetta solitudine

Daniela al Tourmalet
Scioccati per l'assenza del monumento al ciclista, visto che il rifugio è in piena ristrutturazione, dopo la meritata pausa durante la discesa non può non mancare un'occhiata all'amico Pic du Midì che ci saluta dalla cima della montagna.
Pic du Midì

Poi col buio che arriva giù fino a Lourdes che vanta un'ottima offerta alberghiera.


Giorno 3 - Attraverso i Paesi Baschi

L'aver dormito a Lourdes, ci consente la mattina di dare un'occhiata al santuario che merita sempre e acquistare qualche "santo" souvenir diventa quasi obbligatorio.

Osvaldo a Lourdes

Ma prima di sconfinare definitivamente in Spagna c'è ancora da divertirsi un po' sulle strade dei Tour de France, pertanto se ne vanno in sequenza prima il Col de Soulor e poi il fantastico Col d'Aubisque e stavolta fatto col sole ! 

Col d'Aubisque

A seguire il deludente Col di Marie-Blanque (l'ultimo della Route du Cols francese) e infine il Col du Somport che ci da il benvenuto in Spagna !!!
Osvaldo al Col du Somport

In discesa un'occhiata alla stazione belle-epoque di Canfranc, saltiamo Pamplona, già visitata in precedenza e seguendo il suggerimento di un simpatico benzinaio motociclista ci dirigiamo verso la costa sulla "per loro" bellissima N121-A. solo a posteriori ci accorgeremo che è la strada che avevamo pensato per raggiungere la costa, ma ci sovviene un dubbio sul concetto di "bello" tra i motociclisti spagnoli: la 121A è a tutti gli effetti una camionale alternativa all'autostrada senza niente di interessante se non un po' di verde in più e nessuna curva decente. 
In ogni caso il nostro obiettivo è fare un ripasso panoramico sul monte Jaizkibel che la volta precedente affrontammo insieme ad una guida indigena a velocità warp senza neanche guardare il panorama.
Dopo la delusione della 121-A, una soddisfazione, la salita al Jaizkibel è davvero una bella strada e il panorama oceanico dalla cima sempre invidiabile.
Jaizkibel
Peccato che la domenica il piazzale panoramico sia invaso da camperisti e famigliole con bimbi urlanti.
Tappa successiva nella sottostante San Sebastian, con obiettivo il Mirador di Monte Igueldo, dove scopriremo con disappunto che per accedere occorre pagare 3 € a persona !
Versato l'obolo sbuffando, avremo però la possibilità di ammirare tutto il golfo di San Sebastian 
San Sebastian

Il disappunto che ci assale è il fatto di aver scoperto che il Monte Igueldo è in realtà un cocuzzaro rumoroso e puzzolente, in pratica un luna park permanente
Disappunto al Monte Igueldo
Col tramonto che incombe ci allontaneremo poi da San Sebastian per trovare alloggio lungo strada a prezzi ragionevoli.

Giorno 4 - Verso la Cantabria, Bilbao e Santander

Una buona colazione e di nuovo in strada, ma per poco, la nostra prima sosta della giornata è a Guernica, città tristemente famosa a causa degli eventi della guerra civile spagnola, eventi che sono rimasti alla memoria anche grazie all'opera di Picasso, la cui riproduzione è esposta nel centro del paese
Guernica
Di nuovo in marcia verso la costa, dove avremo modo di apprezzare gli effetti della marea (bassa la mattina, ma non ce ne ricorderemo quando ci servirà) in quel di Mundaka un estuario che è un profondissimo fiordo.
Fiordo di Mundaka
Un piacevole scorrere lungo la costa atlantica fino alla nostra sosta successiva, il santuario in mezzo al mare di San Juan Gaztelugatxe
Parcheggiato all'ombra (la mattina non ci sono problemi) e indossati abiti leggeri per affrontare la camminata ci dirigiamo belli contenti verso la scalinata. Però .... complice il covid e le scarse informazioni in nostro possesso scopriremo che l'ingresso alla passeggiata è contingentato e prenotabile solo via internet; ovviamente primi posti disponibili solo tra 2 settimane. Delusione, ma grazie alla gentilezza di una delle ragazze a guardia dell'ingresso verremo a scoprire che c'è un punto panoramico in alto liberamente accessibile ed è lì che ci dirigeremo.
Certo siamo lontanucci, ma in fin dei conti neanche tanto e il panorama col santuarietto sullo scoglio è davvero notevole !
San Juan Gaztelugatxe
Consapevoli comunque di aver risparmiato una camminata sotto il sole festeggeremo con uno sguazzo rinfrescante sulla spiaggia del paese vicino, mettendo le gambe a mollo nelle fredde acque dell'oceano. 
Debitamente rinfrescati riprenderemo la strada per raggiungere il centro di Bilbao, al cospetto del famoso museo Guggenheim. Un'architettura ardita e particolare che cambia ad ogni angolo, uno spettacolo, molto più delle opere d'arte moderna racchiuse al suo interno.

Museo Guggenheim

Districati tra la circolazione impossibile della città, tutta a 30 Km/h e semafori anche nelle rotatorie, usciremo con un sospiro di sollievo per entrare in Cantabria e raggiungere di nuovo l'oceano in quel di Cabo Ajo dove un artista locale ha ben pensato di decorare il faro rendendolo una carinissima attrazione turistica.
Faro di Cabo Ajo

Un piacevole intermezzo accompagnato da una bottiglietta di sidro e poi di nuovo in strada verso Santander dove ci fermeremo per la notte.
Le lunghe giornate estive ci consentiranno di fare il giro della città tra l'Arco del Banco Santander che non vedremo, coperto dai ponteggi perché sottoposto ad un immenso lavoro di restauro e ristrutturazione fino ad arrivare a Cabo Mayor, col suo faro e la terrazza piena di movida
Faro di Cabo Mayor

E infine un affaccio serale sulla famosa Playa del Cammello (che poi non siamo riusciti a trovare), fiore all'occhiello della città.
Playa del Cammello

Cena e a nanna che la prossima giornata si prospetta impegnativa. 

Giorno 5 - Verso i Picos e la Ruta del Cares

Di nuovo in sella per un breve trasferimento verso Comillas dove ha sede la casa di Gaudì, detta El Capricho, ma ancora non ci siamo abituati agli orari spagnoli, dover attendere la tarda mattinata per entrare ci farà rinunciare alla visita. Ci accontenteremo di rubare qualche foto da fuori del recinto.
El Capricho
Purtroppo non abbiamo tempo da perdere oggi, si va verso l'interno per affrontare una serie di gradevoli passetti per avvicinarsi agli agognati Picos. Si comincia col Collado de Carmona, poi Collau Jozalba e Collaado de Joz tutta robetta tra i 5 e i 600 metri ma contornati di montagne che vanno via via a farsi sempre più alte.

La strada "secondaria" termina a La Hermida, dove iniziano le gole che portano fino al centro visite del parco dei Picos d'Europa

Un po di traffico turistico (parecchi autobus) fino a Potes, centro principale del parco e da lì inizia la goduria del passo più famoso, il Puerto di San Glorio.

Una bella e lunghissima strada, larga ben tenuta e senza curve arcigne ... insomma un gran bello scorrere fino alla vetta.


Dal valico inoltre, parte una stradina (asfaltata) con indicazione di un punto panoramico verso il Collado de Llesba... un invito a cui è ben difficile resistere.

E non verremo delusi. La stradina termina in uno spiazzo da cui è possibile ammirare tutta la muraglia di montagne che sono i Picos ! Foto ? Ne abbiamo ... ma non rendono e non renderanno mai la magnificenza di queste montagne!
Preso alloggio al gradevolissimo Hotel San Glorio, alleggeriti negli abiti e nei bagagli il pomeriggio si riparte in direzione Cain per fare una passeggiata sulla famosa Ruta del Cares, uno dei sentieri più belli della Spagna.
La strada per Cain è tutt'altro che monotona, una volta svalicato il Puerto de Pandetrave, siamo nel mezzo della catena di montagne che ci sovrastano da tutti i lati
Scendendo il Puerto de Pandetrave

Il punto panoramico più famoso comunque è più avanti verso Cain, è lo spettacolare Mirador del Tombo
Mirador del Tombo

La strada per Cain è strettina, ma è ben tenuta e durante i giorni feriali trovare parcheggio non è un problema. Fatto rifornimento d'acqua freschissima alla fonte del paese siamo pronti per questa nuova scoperta, a piedi stavolta.
L'itinerario da Cain a Poncebos, attraversa tutti i picos ed è molto lungo, ma la parte più spettacolare è quella che parte da Cain e basta un'oretta di cammino per raggiungere i maggiori punti panoramici per poi tornare indietro sulla stessa strada.
Sorriso, macchina fotografica al collo, scarpe leggere e via sul sentiero ben indicato.
Superato il laghetto e la diga che lo forma si entra in un mondo magico, fatto di gallerie, sentieri scavati nella roccia, pareti verticali, gole strettissime e ponti da brivido ....




Puente de Los Rebecos



Veramente uno spettacolo  e percorsa il tardo pomeriggio senza il sole che martella è uno spettacolo.
Non resta che riprendere le moto e tornare verso il San Glorio su queste strade spettacolari ed è d'obbligo una nuova sosta al Mirador del Tombo con la luce del tramonto.


Giorno 6 - Giro dei Picos

I Picos si sono confermati uno spettacolo, per cui per il nostro secondo giorno in questo territorio ci dedicheremo ad esplorare le strade del parco che poi non sono tantissime.

Scesi dal San Glorio, subito un passaggio tra le rocce presso Llánaves de la Reina, e poi di nuovo in salita fino al Puerto del Ponton. Al Ponton incrociamo la bella 625, strada occidentale dei Picos che ci porta fino alle gole de Los Beyos

Tralasceremo la deviazione sullo "Stelvio di Casilles" perchè la strada è veramente infame.

A Cangas de Onis prima deviazione verso il famoso santuario di Covadonga sede di una grotta sacra dedicata all'apparizione e una basilica di tutto rispetto.

Sacra grotta di Covadonga

Basilica di Covadonga

Quello che non ci è piaciuto è il fatto che per salire in quota al mirador dei laghi occorre pagare, ma l'accesso alle moto è vietato fino alle 21. E allora niente; altro obiettivo fallito, ma non per colpa nostra. Questa cosa del pagare qualsiasi cosa sta diventando molto fastidiosa.
Passo successivo, vedere la ruta del Cares dall'altro lato andando verso Poncebos. Anche da questo lato la strada corre tra due pareti verticali di roccia, ma è molto più trafficata dell'altro versante, è da questo lato che arrivano persino i pullman. A Poncebos, deviazione su una stradina stretta tutta arrotolata su e stessa fino al Mirador del Urriellu per ammirare il complesso roccioso e (purtroppo in lontananza) il Picos più picos che c'è, il Naranjo de Bulnes
Naranjo de Bulnes con maglietta

Scesi dal mirador, la curiosità ci spinge verso Sotres, sulla CA-1. Sappiamo benissimo che è una strada senza sfondo, ma dopo i primi tornanti sale regolare e e si insinua prima tra le montagne per poi proseguire in cresta .... traffico assente, insomma è uno SPE TT A COLO !!!!!

Beati da quelle curve e quelle montagne non desisteremo fino alla fine della strada in quel di Tresviso.

Constatata la fine della strada, non ci resterà poi che tornare indietro fino a Poncebos, ma questa strada solitaria la rifarei cento volte.
Continuando il giro dei Picos, a Potes altra deviazione verso Fuente Dè, dove la strada termina in mezzo a una corona di montagne e .... altro spettacolo ! Non è una strada, è una pista, ma pista veloce e col traffico scarso del tramonto i venti chilometri volano via.

Fuente Dè col sorriso

Infine cosa c'è di meglio per concludere la giornata se non risalire al San Glorio in perfetta solitudine ? Strade spettacolari che riconciliano con la moto.


Da ricordare : Pernotto di 2 giorni all'Hotel San Glorio, http://hotelsanglorio-picos.com/, siamo stati benissimo, a 1400 metri, fresco, hanno ristorante alla carta e a menù fisso a prezzo vantaggioso. Senza neanche chiederlo ci hanno messo a disposizione un garage per ricoverare le moto la notte.