venerdì 31 luglio 2026

2026 - Dalla Norvegia a Casa (Norvegia 3)

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Giorno 14 - Da Forus a Saeby (DK) - 480 Km

Ultimo giorno della vacanza in Norvegia, fissato il traghetto da Kristiansand a Hirtshals per il pomeriggio inoltrato non resta che impegnare la giornata da Forus verso il porto d'imbarco in maniera costruttiva.

Non è un caso che il programma preveda di percorrere l'ultima delle scenic route norvegesi ossia la Jæren, 

Il meteo oggi non è particolarmente invitante, ma tant'è ci proviamo ! Prima sosta, come da guida, alla spiaggia di Borestranda. Qualche passo dal parcheggio deserto per arrivare alla classica spiaggia nordica, immensa distesa di sabbia, mare grigio, cielo ingrugnato e vento teso. Perfetto se vuoi sederti a meditare sull'infinito, con una nota di malinconia, un po meno se hai il concetto di spiaggia mediterranea.

Riprese le moto, la strada corre tranquilla (a parte il vento) tra campi e ogni tanto qualche vista mare, ma niente di particolarmente entusiasmante. E' sicuramente una strada piacevole da fare in bici, ma in moto va bene solo per perdere tempo.

La spiaggia successiva su cui ci affacciamo è la Orrestranda, niente di più, niente di meno della precedente. Solito parcheggio semideserto, solito immenso spiaggione battuto dal vento. Forse in caso di sole, ma col tempo bigio la sosta è breve.

Tanto per dire la terza spiaggia segnata dalla Scenic, la salteremo a piè pari per andare a cercare il punto successivo, ossia il faro "Friluftsfyret" di Kvassheim, in legno costruito nel 1912 che con un po di luce di taglio potrebbe essere un perfetto quadro di Hopper !

La Scenic poi prosegue in maniera poco interessante, per cui a Egersund abbandoniamo la scenic per dirigerci verso uno dei landmark della zona, caratterizzata da vecchi ponti in lastre di pietra.

Il più lungo e famoso è il "Terland Klopp" che non potevamo farci sfuggire ! Lì per lì pensavamo che fosse una cosa molto più antica, tipo vichinga o quasi, invece anche se dall'aspetto elementare e vetusto scopriamo che è del XIX secolo e che la particolarità è solo il metodo di costruzione. Solo in un paese fatto di pietra è possibile pensare di fare un ponte fatto da lastroni di pietra enormi posate su colonnine di sassi.


Sosta comunque apprezzabile con la solita dose di fotografie, poi col cielo che si scurisce prima e che ci farà prendere una prima spruzzata di vera pioggia da quando siamo in terra scandinava ruote puntate verso il porto di Kristiansand, dove arriveremo con un pallido sole.

Saliti a bordo dell'ultimo traghetto della vacanza per attraversare il famoso Skagerrak (immancabile nei libri di geografia scolastici), non mancheremo di farci riconoscere accaparrandoci l'omaggio dedicato ai bambini per ingannare il tempo (circa 3h) della traversata.

Sbarcati a Hirtshals in Danimarca che è già sera non resta che attraversare la penisola dello Jutland fino a Sæby dove passeremo la notte.

Giorno 15 - da Sæby a Vejle - 360 Km

Una buona colazione e poi via per i chilometri che ci separano da uno dei punti più punti che ci siano in Europa, ossia la punta mobile della Danimarca, Grenen !

Lasciate le moto al parcheggio dedicato (con posti in abbondanza) e indossate scarpe comode è ora di farsi una bella passeggiata sulla spiaggia per raggiungere la punta dello Jutland, la punta dove si incontrano il Kategatt e lo Skagerrak, ossia il mare del nord e il mar baltico.

La passeggiata (ci vorrà circa una mezz'ora) inizia coi resti di un bunker, ricordo dell'ultima guerra e prosegue piacevolmente su una sabbia dura e compatta. nonostante non sia per niente caldo e si sia al cospetto del Mar Baltico la voglia di metterci i piedi è superiore a tutti ed è inevitabile togliersi le scarpe e affrontare il gelido pediluvio !


Lungo la strada per la punta poi avremo occasione anche di imbatterci in dei cuccioli di foca, segno che la zona è frequentata da questi simpatici animali, dove intorno si accalcano i numerosi turisti.

La magia vera arriva al traguardo ! E' davvero possibile camminare sulla lingua di sabbia che separa i due mari che non si mescolano, mettere un piede nell'atlantico e un piede nel baltico, vedere le onde che convergono da destra e sinistra e scontrarsi ! Fantastico ! E' un posto sicuramente unico e non penso ne esistano molti altri nel mondo !

Per i più pigri c'è anche il coreografico servizio dei "Sandormen" bus trainati da trattori per affrontare la sabbia, ma per niente al mondo avrei rinunciato alla passeggiata sulla spiaggia.

Riguadagnate le moto è d'obbligo un giro per le vie di Skagen, paese della luce e dei pittori, un vero villaggio turistico tutto negozietti colorati e ristoranti. Non mancheremo di fare una pausa al "Captain's Corner", pub in stile marinaro con TV godendoci la pausa guardando l'arrivo della tappa del Tour de France.



Ultima visita della zona al Råbjerg Mile, una immane duna di subbia, quello che è praticamente tutta la penisola dello Jutland !

Col tempo in peggioramento poi è strada verso la nostra destinazione, saltando giocoforza il previsto "passo" danese nei dintorni di Aarhus per sopraggiunto buio e avverse condizioni meteo.

Arrivati a Vejle fradici e risolto il problema del parcheggio (che in Danimarca è più una missione che una cosa normale), non resta che cenare e dedicarsi a una sessione di asciugatura !

Giorno 16 - da Vejle a Laatzen (Hannover) - 490 Km

Giornatina bruttarella, ma almeno non piove, il che al nord vero è come dire che è una bella giornata. Prima di dirigerci verso il nostro obiettivo di giornata, un giro a Vejle che scopriamo essere sede di alcune realizzazioni architettoniche importanti, la Fjordenhus adibita ad uffici e il complesso residenziale "The Wave" ossia l'onda che definire spettacolare è riduttivo !


Dotata di una terrazza panoramica non mancheremo di dedicargli il giusto numero di foto.

Ma bando alle ciance, pochi chilometri ci separano da Billund la sede della LEGO !!!


Approfittando della domenica per prima cose ci permetteremo di gironzolare liberamente tra gli edifici dell'iconica ditta. Tra uffici, magazzini e parti di fabbrica, tutte arredate in tema LEGO, dalle palazzine alle decorazioni tutte a tema mattoncini !

La full immersion prosegue con una visita alla hall del LEGO resort e altri alberghi tematici dove tornare bambini è un'attimo ! Costruzioni giant-size, gadget e merchandising. Due motociclisti brutti, sporchi e puzzoni contrastano un po con l'ambiente giocoso, colorato e bambinesco non mancheremo di attirare l'attenzione dei bambini che in queste lande abbondano !



Non si può non mancare l'occasione della foto davanti all'ingresso di LEGOLAND, il parco divertimenti a tema lego che con gli occhi di un adulto non sembra poi così grande.

Eviteremo di entrare perchè non abbiamo la giornata a disposizione e poi il primo stand oltre la biglietteria è il noleggio passeggini il che la dice lunga sul target del parco !

Dedicheremo maggiore attenzione e tempo invece alla LEGO House, dove trovare shop, ristorante e lego che strabuzzano per ogni dove ! Ma il plus è l'edificio stesso, un pezzo di bravura architettonica, nato per richiamare lo schema a mattoncini !



Ovviamente all'interno non manca il set Lego-house che lo riproduce fedelmente !

E al pomeriggio non resta che prendere il coraggio a 2 mani e iniziare la corsa per il rientro in Italia con una lunga sessione stradale subacquea fino a Laatzen nei dintorni di Hannover dove troveremo riparo per la notte e un'altra sessione di asciugatura !

Giorno 17 - da Laatzen a Monaco - 630 Km

Colazione con calma e via di nuovo in autostrada (tedesca, quindi gratis e dal fondo perfetto) per una nuova tappa di avvicinamento. Tuttavia la voglia di rientrare ai 40°C dell'estate italiana scarseggia, per cui matura la decisione di fare tappa a Monaco di Baviera ! 

Arrivati al pomeriggio e trovato alloggio in un albergo in zona decentrata con parcheggi gratuiti per le moto e metropolitana vicina, non resta che mettersi le scarpe comode e dedicarsi ad un tour serale per il centro di Monaco, con conclusione alla storica birreria HB con l'inevitabile boccale di birra gustato tra la baraonda festosa e l'orchestrina bavarese !



Con la birra che mette allegria è bene tornare all'albergo in metropolitana ! (Che è carissima, circa 4€ a corsa !)

Giorno 18 - da Monaco a Folgaria - 430 Km

Tornare a Firenze partendo da Monaco non sarebbe un problema se non un gioco di pazienza e sopportazione autostradale, ma la voglia ancora scarseggia e con la scusa di evitare le autostrade austriache per non pagare il bollino settimanale, si decide di fare "du' passi" in Austria ... in fin dei conti siamo ancora motocilisti !

Direzione Garmisch-Partenkirchen per sconfinare in Austria e fare una breve sosta a Seefeld in Tirol che è una vera e propria cartolina.

Dopodiche finalmente si punta decisi verso uno dei passi più rilassanti (non ci sono tornanti impossibili) e panoramici, il Kühtai con tanto di foto alle mucchine che sono il simbolo della località e se ne girano libere al fresco dei 2000 metri.

Valicato il passo, una strada scovata da Furio ci fa attraversare una serie di paesini sulla statale fino a portarci all'inizio del Brenner pass (strada statale, NO autostrada) che fatto nel tardo pomeriggio col traffico praticamente inesistente è una roba da criminali ! Ci piace assai.

Ma non finisce qui ! Dopo aver sopportato un'ingente dose di autostrada (o ci dovremo pur avvicinare a casa) uscita a Trento Sud e dopo poco su per le bellissime curve (e asfalto rifatto da poco) del Passo Sommo per arrivare a destinazione all'albergo in quota per l'ultima notte al fresco delle montagne a San Sebastiano, una delle frazioni di Folgaria.

Giorno 19 da Folgaria a Firenze - 310 Km

Ultimo giorno di vacanza, sveglia comoda, colazione infinita, due chiacchere con l'albergatore, borse a posto e via per strada. Bocciate in partenza eventuali deviazioni per andare a vedere o il nuovo "Drago Vaia" o qualche altra opera di Martalar in zona, bocciato anche il santuario della madonna della Corona è evidente che una volta sulla via di casa la stanchezza si fa padrona.

Ci accontenteremo di rifare il passo Sommo in discesa con vista su Castel Beseno che non è proprio da buttar via !

Inutile rischiare oltre i limiti, il fisico ha detto stop e allora un banale rientro via autostrada che si concluderà in garage con all'attivo quasi 7500 Km percorsi ! La Scandinavia è davvero lontana, ma l'avventura è terminata senza intoppi ed è questo l'importante ! 

E come ogni fine che si rispetti ora spazio alla lavatrice e ai progetti futuri !

Note finali

E' un viaggio da fare ? Si certamente, panorami assolutamente unici e una grande tranquillità, la Scandinavia è decisamente un posto rilassante, si impara a rallentare sia in strada che altrove e a fermarsi a godere del mondo. Dal punto di vista motociclistico offre centinaia di chilometri in mezzo al nulla (piatte e tra gli alberi in Svezia, rocce, acqua e verde in Norvegia), panorami inconsueti ma tutte strade facili (e ben asfaltate), l'impresa non sta tanto nelle strade in se, ma nella distanza che serve per raggiungerle. Ad esempio anche la famosa Trollstigen e i suoi tornanti è tutt'altro che impegnativa. Per quanto riguarda i costi, la Svezia è decisamente più abbordabile, più cara la Norvegia. Inavvicinabili i ristornati, prezzi (per noi) mostruosi per cose da mangiare non ben definite ! Meglio nutrirsi di scorte fatte al supermercato. Prezzo della benzina livellato sui nostri, giusto un po più cara che in Italia in Norvegia, Danimarca e Germania

Trasporti e pedaggi

Urlaubs express : sulla carta si presenta come una comoda alternativa per risparmiare a moto e conduttore la traversata della Germania. E' un po' caro (anche se viaggiando di notte consente di risparmiare un giorno di viaggio abbondante) e i posti sono limitati, va prenotato con molto anticipo. Per esempio noi lo abbiamo prenotato a dicembre per la partenza a luglio ! Inoltre le carrozze sono quelle dei vecchi treni notte, senza aria condizionata e con scompartimenti da 6 posti il che trasforma la notte in una serie di acrobazie e sopportazioni che nel caso di coinquilini fastidiosi potrebbe rendere la notte infernale ! 

Nota pedaggi :

Ponte Storebaelt , tra Odense e Copenaghen : A pedaggio, circa 16€ https://storebaelt.dk/en/

Ponte Oresund : pedaggio, pagamento al casello oppure pagamento tramite registrazione targa e accesso free-flow circa 35€ per le moto https://www.oresundsbron.com/tickets e si risparmia circa il 30%

Pedaggi Svezia - Norvegia (riguarda alcune tangenziali, ponti, gallerie, traghetti) telecamere a riconoscimento targa e fatturazione a casa oppure registrazione su Epass24 https://www.epass24.com/it/

Traghetti Norvegia : possibilità di registrarsi su https://ferrypay.no/ e accedere mediante scansione della targa


Infine per i parcheggi abbiamo usufruito un paio di volte dell'app Easypark che ha un mese di prova gratuito (subito disinstallata e account cancellato appena rientrati a casa)

2026 - Da Vestkapp al Preikestolen (Norvegia 2)

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Giorno 9 - Da Fosnavag a Skjåk  (280 Km)


Salutato il nostro amico Thon Hotel al mattino è tempo di fare qualche chilometro tra tunnel sottomarini, strade lungo fiordo e sbagliare strada rispetto a quello programmata dopo aver litigato con Furio.
Può innervosire una cosa del genere, visto che non è che da queste parti uno ci possa capitare spesso, ma il problema si risolve quando capisci che qui le strade sbagliate non esistono.
La strada sbagliata infatti ci farà scoprire uno spettacolare punto panoramico, il Ljøen utsiktspunkt Geiranger Fjord, assolutamente imprevisto, ma da dove è possibile ammirare ben 2 diramazioni del famosissimo Geirangerfjord.
Un po di strada tra le montagne fino a Stranda, dove prendere il primo traghetto sul Geiranger

Breve tratto di strada e poi di nuovo in traghetto a Linge per riattraversare il solito enorme fiordo

E tutto questo traffico solo per riagganciarsi alla Scenic Route "Geiranger - Trollstigen".
E' il momento di completarla puntando verso l'abitato di Geieranger, con sosta obbligatoria alla terrazza della Ørnesvingen, il punto panoramico prima della serie di tornanti che scendono fino al fiordo


Breve sosta all'abitato di Geiranger per la ricerca di qualche gadget (offerta poco soddisfacente a parte il classico adesivo) e poi si ricomincia a salire sulle montagne. Un paio di soste alle terrazze panoramiche per vedere il fiordo dall'altro lato, ma poi lo sguardo si volge verso le montagne e la neve sempre più vicina, per una spettacolare pausa pranzo al valico nei pressi del "Circolo dei Ghiacciai" a Djupevatn


A seguire poi una lunghissima discesa (perchè come al solito i valichi sono in realtà altopiani) tra laghi e montagne fino a Fossbergom, per ammirare finalmente una delle famose chiese in legno in stile vichingo.
 

Chiesa tutta in legno finemente scolpita e caratterizzata dalle immagini di draghi agli spigoli del tetto, che scopriremo rappresentare il "male" scacciato dalla croce che è al centro della struttura

Se ne impara sempre una nuova !

Giorno 10 - Da Skjåk a Lærdalsøyri (300 Km)



Pronti attenti via da Fossbergom, direzione la scenic route "Sognefjiellet" per salire al passo più alto della Norvegia.

La strada è bella, sale lentamente e la prima sosta (rigorosamente fuori programma) è in quel di Boverdalen per vedere la "Colonna della Saga", 
Non è antica, ma è comunque scenografica. Tutta scolpita modello "colonna traiana", per raccontare le saghe nordiche piazzata in mezzo al nulla grazie al contributo dell'hotel adiacente.
Merita comunque una sosta e una foto con le moto sotto !
Poi la strada sale, sale lentamente fino ai 1434 metri del Sognefjellet, attrezzato con un rifugio e con dei perfetti punti sosta per un buon picnic



Dopo la lunga salita, segue una lunghissima discesa fino al mare, in quel di Skjolden, dove arriva uno dei rami del Sognefjord, il più grande della Norvegia (e secondo al mondo), che tanto per cambiare ospita una nave da crociera

 La strada poi prosegue placida lungo il fiordo fino a Gaupne, dove termina la scenic route, al monumento principale del paesello, la chiesa in legno e pure bruttarella.

Terminata una scenic, si va cercarne un'altra attraversando di nuovo strade e montagne da favola, senza ignorare la caratteristica della regione, le chiese in legno che a Kaupanger ci ricompenserà della delusione di Gaupne.
La Stavkirke di Kaupanger è decisamente più bella (ed una delle più importanti)
Traghettato il fiordo e preso alloggio a Lærdalsøyri in un alberghetto ricavato da una tipica abitazione norvegese, resta ancora abbastanza luce per affrontare la successiva scenic, la "Aurlandsfjellet".


La strada di nuovo sale lentamente, rimasta solo come strada turistica resa superflua dal tunnel che passa sotto le montagne.
Raggiunta la vetta e passato l'altopiano, la maggiore attrazione è la terrazza panoramica dello "Stegastein", un pezzo di bravura architettonica, una passerella affacciata sull Aurlandfjord con tanto di balaustra finale in vetro e inclinata in avanti .... roba per chi non soffre di vertigini !


Proseguendo, fino al mare si arriva ad Aurland sul fiordo e qui altra curiosità, per tornare indietro c'è il tunnel suddetto, che non è un tunnel qualsiasi, ma il Laerdaltunnel ossia il tunnel stradale più lungo del mondo ! Ben 24,5 Km per tornare a Laerdal, oltretutto è un'opera d'arte con le sue grotte-sosta (ben 3) illuminate in maniera artistica per mantenere viva l'attenzione !

Usciti dalla infinita galleria una deviazione di 20 km porta a Borgund, dove c'è una delle più importanti chiese in legno della Norvegia. Sappiamo che arriveremo fuori orario, certo è che a questa non ci si avvicina se non pagando un biglietto, ma sarà una parziale delusione, ce la aspettavamo molto più grande ... 
E con il buio che si avvicina non resta che tornare a Laerdal e chiudersi nella "casa norvegese"


Giorno 11 - da Lærdalsøyri a Bergen (380 Km)


Al mattino per cominciare, subito un bel ripasso del Laerdaltunnel, un po noioso, ma necessario per abbreviare i tempi di percorrenza e poi si comincia a salire tra tornanti e gallerie sull'altopiano che porta verso Hagafoss.
E qui, confusi dalla desinenza "foss" ci aggiriamo con fare perplesso alla ricerca della "famosa" cascata, fino a quando non ci decidiamo di chiedere ad un indigeno concretizzando la maggior figuraccia dell'anno !
L'indigeno con aplomb tutto norvegese infatti ci risponderà "se cercate la cascata di Hagafoss allora siete nel paese sbagliato, quella è in Islanda, non in Norvegia, ma se volete alla fine di questa strada c'è la Vøringfossen, la maggiore cascata della Norvegia !".
Ecco, appunto ... allora ringraziato il norvegese, per mitigare la figuruccia ci concediamo la visita alla chiesa in legno di Hagafoss, del secolo scorso e recentemente restaurata.

E nonostante tutto, ne vale la pena. Oltretutto abbiamo avuto anche la fortuna di trovarla aperta. Luterana e rigorosa, pochi fronzoli, ma apprezzabile nella sua semplicità e nei suoi colori pastello.

Smaltita la figuraccia e ripresa la strada inizia la scenic route "Hardangervidda" e ci concederemo una breve sosta pranzo al Varderstoppl, valico a circa 1000 metri, battuto dal vento e con una caratteristica curiosa.
All'altezza del piazzale di sosta c'è un lago in cui da tempo i passanti costruiscono pilette di sassi in stile "tibetano" tant'è che ormai ce ne sono a migliaia, dando al tutto un aspetto decisamente atipico.

Ancora un po di strada e si arriva finalmente all'indicazione "Vøringfossen"

Lasciate le moto nel parcheggio (gratuito) si comincia a cercare il punto giusto per l'affaccio. Infatti alla Vøringfossen, che in pratica è una bella cascatona che si butta in un enorme canyon, essendo uno dei punti panoramici più apprezzati della Norvegia, è stato costruito a beneficio dei visitatori tutto un sistema di terrazze, affacci e passerelle per poter godere dello spettacolo naturale in ogni modo.

Ovviamente essendo così famosa la zona è attrezzata per accogliere i pullman e una copiosa quantità di turisti, il che rende "trafficato" il sentiero e le piattaforme da cui affacciarsi.
Lo spettacolo però è di una bellezza notevole e qualsiasi sacrificio è assolutamente sopportabile.

Una volta ripartititi la strada scorre piacevole in una discesa lenta fino al livello del mare a Edfjord, uno dei rami del più grande Hardangerfjord, e per il tratto di litoranea verremo accompagnati da una nave da crociera fino al ponte di Hardanger, uno dei più lunghi ponti strallati che ha la caratteristica di iniziare e finire in galleria .... e con tanto di rotatorie sotterranee !

Passati ponte e galleria in quel di Granvin, ci buttiamo a pesce sull'altra scenic, ossia la "Hardanger" che ci delizia con una bella strada semideserta che corre lungo il fiordo.

Ultima sosta della giornata all'altra cascata famosa, ma poco interessante di Steinsdalsfossen, a cui dedicheremo poco tempo perchè nel frattempo il cielo si è fatto minaccioso.
Con la pioggia sempre più vicina, non resta che puntare alla destinazione di Bergen (la città più piovosa d'Europa) dove arriveremo accompagnati da una leggera, ma insistente pioggerella che stroncherà sul nascere qualsiasi velleità di fare un giro serale in città.

Giorno 12 - Da Bergen a Stavanger (230 Km)

La pioggerella della sera precedente ha lasciato il posto ad un cielo grigio, ma con qualche sprazzo di azzurro. Nell'attesa (e nella speranza) che il tutto migliori ci concediamo una colazione con calma e poi una volta in moto in poco tempo siamo in centro a Bergen alla ricerca del posteggio. Trovato posto su un marciapiede tra altre moto norvegesi è ora di fare due passi per il centro del paese la cui attrazione principale sono i vecchi magazzini colorati schierati lungo il porticciolo, una delle foto classiche delle agenzia turistiche.
 



Girellato un po per il molo, carino ma ormai un turistificio (davanti alle "casette" colorate ci scaricano orde di croceristi), trasformato in hotel e negozi di souvenir, meglio spostarsi verso la città vecchia, allegra e colorata come una bomboniera !

La città è comunque piacevole, animata e probabilmente il sole ha fatto il suo mestiere facendo esplodere i colori.
A fine mattinata, un boccone al vole e inizia il lungo trasferimento verso sud, che per mancanza di tempo sarà il più diretto possibile, quasi autostradale, ma comunque con due passaggi in traghetto !
Il trasferimento senza indugi ci consentirà di arrivare a quello che consideravamo fin dall'inizio uno degli obiettivi irrinunciabili, ossia lo Sverd i fjell.
Monumento non certo millenario, ma coreografico in una maniera spettacolare, in più avendo avuto la fortuna di arrivarci al tramonto con una luce perfetta, fa si che ne saremo catturati per la solita sessione di millemila foto !

 

 Una piccola spesa e poi direzione albergo e letto, che domani c'è da da faticare !

Giorno 13 - Preikestolen ! (95 Km + 8 a piedi !)

Viveri e vestiti adatti nello zaino, e al mattino siamo pronti per l'impresa !
Intanto dopo pochi chilometri abbiamo il privilegio di passare in un altro tunnel da record, il Ryfylketunnelen, ossia il tunnel sottomarino più lungo (14,5 Km) e profondo (-290 m sotto il mare), sempre bello con le sue aree sosta colorate e coreografiche e anche un po inquietante quando leggi il cartello della profondità in alto sulla volta.
Comunque, dopo un po di strada e sovrastati da un cielo grigio si arriva al parcheggio attrezzato del Preikestolen che ci accoglie con una corsia riservata a moto e cicli e un parcheggio dedicato; bravi norvegesi !
Indossati abiti adatti alla scarpinata è ora di lanciarsi in questa bella avventura con l'entusiasmo a 1000
 

L'entusiasmo è necessario per sostenerci quando capisci che i 4 km per arrivare al Preikestolen sono in gran parte in salita ...

Oltretutto essendo una delle mete più gettonate della Norvegia la camminata è impegnativa per la quantità di persone che si incontrano, si arriva anche agli ingorghi pedonali !

Però niente potrà farci desistere e mano a mano che si sale i passaggi si fanno sempre più particolari


Fino ad arrivare a destinazione, al pulpito di roccia da dove si dovrebbe ammirare (nebbione permettendo)  la maestosità del Lysefjord.


Da bravi turisti standard non mancheremo di partecipare al piccolo rito collettivo, che è la coda (ordinatissima) per poter fare la foto da soli sul bordo del Preikestolen |



 E con un po di pazienza, una volta consumate le scorte avremo anche la fortuna di uno sprazzo di azzurro, prima che le nubi ricomincino a scendere


Ma la cosa non finisce qui, c'è da rimettersi le gambe in spalla e tornare a valle (altri 4 Km) e fermarsi a comprare i meritati souvenirs a perenne memoria della nostra piccola impresa !

 --->>> Continua