Giorno 9 - Da Fosnavag a Skjåk (280 Km)
Salutato il nostro amico Thon Hotel al mattino è tempo di fare qualche chilometro tra tunnel sottomarini, strade lungo fiordo e sbagliare strada rispetto a quello programmata dopo aver litigato con Furio.
Può innervosire una cosa del genere, visto che non è che da queste parti uno ci possa capitare spesso, ma il problema si risolve quando capisci che qui le strade sbagliate non esistono.
La strada sbagliata infatti ci farà scoprire uno spettacolare punto panoramico, il Ljøen utsiktspunkt Geiranger Fjord, assolutamente imprevisto, ma da dove è possibile ammirare ben 2 diramazioni del famosissimo Geirangerfjord.
Un po di strada tra le montagne fino a Stranda, dove prendere il primo traghetto sul Geiranger
Breve tratto di strada e poi di nuovo in traghetto a Linge per riattraversare il solito enorme fiordo
E tutto questo traffico solo per riagganciarsi alla Scenic Route "Geiranger - Trollstigen".
E' il momento di completarla puntando verso l'abitato di Geieranger, con sosta obbligatoria alla terrazza della Ørnesvingen, il punto panoramico prima della serie di tornanti che scendono fino al fiordo
A seguire poi una lunghissima discesa (perchè come al solito i valichi sono in realtà altopiani) tra laghi e montagne fino a Fossbergom, per ammirare finalmente una delle famose chiese in legno in stile vichingo.
Se ne impara sempre una nuova !
Giorno 10 - Da Skjåk a Lærdalsøyri (300 Km)
Pronti attenti via da Fossbergom, direzione la scenic route "Sognefjiellet" per salire al passo più alto della Norvegia.
La strada è bella, sale lentamente e la prima sosta (rigorosamente fuori programma) è in quel di Boverdalen per vedere la "Colonna della Saga",
Non è antica, ma è comunque scenografica. Tutta scolpita modello "colonna traiana", per raccontare le saghe nordiche piazzata in mezzo al nulla grazie al contributo dell'hotel adiacente.
Merita comunque una sosta e una foto con le moto sotto !
Poi la strada sale, sale lentamente fino ai 1434 metri del Sognefjellet, attrezzato con un rifugio e con dei perfetti punti sosta per un buon picnic
Dopo la lunga salita, segue una lunghissima discesa fino al mare, in quel di Skjolden, dove arriva uno dei rami del Sognefjord, il più grande della Norvegia (e secondo al mondo), che tanto per cambiare ospita una nave da crociera
La strada poi prosegue placida lungo il fiordo fino a Gaupne, dove termina la scenic route, al monumento principale del paesello, la chiesa in legno e pure bruttarella.
Terminata una scenic, si va cercarne un'altra attraversando di nuovo strade e montagne da favola, senza ignorare la caratteristica della regione, le chiese in legno che a Kaupanger ci ricompenserà della delusione di Gaupne.
La Stavkirke di Kaupanger è decisamente più bella (ed una delle più importanti)
Traghettato il fiordo e preso alloggio a Lærdalsøyri in un alberghetto ricavato da una tipica abitazione norvegese, resta ancora abbastanza luce per affrontare la successiva scenic, la "Aurlandsfjellet".La strada di nuovo sale lentamente, rimasta solo come strada turistica resa superflua dal tunnel che passa sotto le montagne.
Proseguendo, fino al mare si arriva ad Aurland sul fiordo e qui altra curiosità, per tornare indietro c'è il tunnel suddetto, che non è un tunnel qualsiasi, ma il Laerdaltunnel ossia il tunnel stradale più lungo del mondo ! Ben 24,5 Km per tornare a Laerdal, oltretutto è un'opera d'arte con le sue grotte-sosta (ben 3) illuminate in maniera artistica per mantenere viva l'attenzione !Raggiunta la vetta e passato l'altopiano, la maggiore attrazione è la terrazza panoramica dello "Stegastein", un pezzo di bravura architettonica, una passerella affacciata sull Aurlandfjord con tanto di balaustra finale in vetro e inclinata in avanti .... roba per chi non soffre di vertigini !
Usciti dalla infinita galleria una deviazione di 20 km porta a Borgund, dove c'è una delle più importanti chiese in legno della Norvegia. Sappiamo che arriveremo fuori orario, certo è che a questa non ci si avvicina se non pagando un biglietto, ma sarà una parziale delusione, ce la aspettavamo molto più grande ...
E con il buio che si avvicina non resta che tornare a Laerdal e chiudersi nella "casa norvegese"Giorno 11 - da Lærdalsøyri a Bergen (380 Km)
Al mattino per cominciare, subito un bel ripasso del Laerdaltunnel, un po noioso, ma necessario per abbreviare i tempi di percorrenza e poi si comincia a salire tra tornanti e gallerie sull'altopiano che porta verso Hagafoss.
E qui, confusi dalla desinenza "foss" ci aggiriamo con fare perplesso alla ricerca della "famosa" cascata, fino a quando non ci decidiamo di chiedere ad un indigeno concretizzando la maggior figuraccia dell'anno !
L'indigeno con aplomb tutto norvegese infatti ci risponderà "se cercate la cascata di Hagafoss allora siete nel paese sbagliato, quella è in Islanda, non in Norvegia, ma se volete alla fine di questa strada c'è la Vøringfossen, la maggiore cascata della Norvegia !".
Ecco, appunto ... allora ringraziato il norvegese, per mitigare la figuruccia ci concediamo la visita alla chiesa in legno di Hagafoss, del secolo scorso e recentemente restaurata.
E nonostante tutto, ne vale la pena. Oltretutto abbiamo avuto anche la fortuna di trovarla aperta. Luterana e rigorosa, pochi fronzoli, ma apprezzabile nella sua semplicità e nei suoi colori pastello.
Smaltita la figuraccia e ripresa la strada inizia la scenic route "Hardangervidda" e ci concederemo una breve sosta pranzo al Varderstoppl, valico a circa 1000 metri, battuto dal vento e con una caratteristica curiosa.
All'altezza del piazzale di sosta c'è un lago in cui da tempo i passanti costruiscono pilette di sassi in stile "tibetano" tant'è che ormai ce ne sono a migliaia, dando al tutto un aspetto decisamente atipico.
Ancora un po di strada e si arriva finalmente all'indicazione "Vøringfossen"
Lasciate le moto nel parcheggio (gratuito) si comincia a cercare il punto giusto per l'affaccio. Infatti alla Vøringfossen, che in pratica è una bella cascatona che si butta in un enorme canyon, essendo uno dei punti panoramici più apprezzati della Norvegia, è stato costruito a beneficio dei visitatori tutto un sistema di terrazze, affacci e passerelle per poter godere dello spettacolo naturale in ogni modo.
Ovviamente essendo così famosa la zona è attrezzata per accogliere i pullman e una copiosa quantità di turisti, il che rende "trafficato" il sentiero e le piattaforme da cui affacciarsi.
Lo spettacolo però è di una bellezza notevole e qualsiasi sacrificio è assolutamente sopportabile.
Una volta ripartititi la strada scorre piacevole in una discesa lenta fino al livello del mare a Edfjord, uno dei rami del più grande Hardangerfjord, e per il tratto di litoranea verremo accompagnati da una nave da crociera fino al ponte di Hardanger, uno dei più lunghi ponti strallati che ha la caratteristica di iniziare e finire in galleria .... e con tanto di rotatorie sotterranee !
Passati ponte e galleria in quel di Granvin, ci buttiamo a pesce sull'altra scenic, ossia la "Hardanger" che ci delizia con una bella strada semideserta che corre lungo il fiordo.
Ultima sosta della giornata all'altra cascata famosa, ma poco interessante di Steinsdalsfossen, a cui dedicheremo poco tempo perchè nel frattempo il cielo si è fatto minaccioso.
Con la pioggia sempre più vicina, non resta che puntare alla destinazione di Bergen (la città più piovosa d'Europa) dove arriveremo accompagnati da una leggera, ma insistente pioggerella che stroncherà sul nascere qualsiasi velleità di fare un giro serale in città.
Giorno 12 - Da Bergen a Stavanger (230 Km)
La pioggerella della sera precedente ha lasciato il posto ad un cielo grigio, ma con qualche sprazzo di azzurro. Nell'attesa (e nella speranza) che il tutto migliori ci concediamo una colazione con calma e poi una volta in moto in poco tempo siamo in centro a Bergen alla ricerca del posteggio. Trovato posto su un marciapiede tra altre moto norvegesi è ora di fare due passi per il centro del paese la cui attrazione principale sono i vecchi magazzini colorati schierati lungo il porticciolo, una delle foto classiche delle agenzia turistiche.
Girellato un po per il molo, carino ma ormai un turistificio (davanti alle "casette" colorate ci scaricano orde di croceristi), trasformato in hotel e negozi di souvenir, meglio spostarsi verso la città vecchia, allegra e colorata come una bomboniera !
La città è comunque piacevole, animata e probabilmente il sole ha fatto il suo mestiere facendo esplodere i colori.
A fine mattinata, un boccone al vole e inizia il lungo trasferimento verso sud, che per mancanza di tempo sarà il più diretto possibile, quasi autostradale, ma comunque con due passaggi in traghetto !
Il trasferimento senza indugi ci consentirà di arrivare a quello che consideravamo fin dall'inizio uno degli obiettivi irrinunciabili, ossia lo Sverd i fjell.
Monumento non certo millenario, ma coreografico in una maniera spettacolare, in più avendo avuto la fortuna di arrivarci al tramonto con una luce perfetta, fa si che ne saremo catturati per la solita sessione di millemila foto !
Una piccola spesa e poi direzione albergo e letto, che domani c'è da da faticare !
Giorno 13 - Preikestolen ! (95 Km + 8 a piedi !)
Intanto dopo pochi chilometri abbiamo il privilegio di passare in un altro tunnel da record, il Ryfylketunnelen, ossia il tunnel sottomarino più lungo (14,5 Km) e profondo (-290 m sotto il mare), sempre bello con le sue aree sosta colorate e coreografiche e anche un po inquietante quando leggi il cartello della profondità in alto sulla volta.
Comunque, dopo un po di strada e sovrastati da un cielo grigio si arriva al parcheggio attrezzato del Preikestolen che ci accoglie con una corsia riservata a moto e cicli e un parcheggio dedicato; bravi norvegesi !
Indossati abiti adatti alla scarpinata è ora di lanciarsi in questa bella avventura con l'entusiasmo a 1000
L'entusiasmo è necessario per sostenerci quando capisci che i 4 km per arrivare al Preikestolen sono in gran parte in salita ...
Oltretutto essendo una delle mete più gettonate della Norvegia la camminata è impegnativa per la quantità di persone che si incontrano, si arriva anche agli ingorghi pedonali !Però niente potrà farci desistere e mano a mano che si sale i passaggi si fanno sempre più particolari
Fino ad arrivare a destinazione, al pulpito di roccia da dove si dovrebbe ammirare (nebbione permettendo) la maestosità del Lysefjord.
Da bravi turisti standard non mancheremo di partecipare al piccolo rito collettivo, che è la coda (ordinatissima) per poter fare la foto da soli sul bordo del Preikestolen |
E con un po di pazienza, una volta consumate le scorte avremo anche la fortuna di uno sprazzo di azzurro, prima che le nubi ricomincino a scendere
Ma la cosa non finisce qui, c'è da rimettersi le gambe in spalla e tornare a valle (altri 4 Km) e fermarsi a comprare i meritati souvenirs a perenne memoria della nostra piccola impresa !



































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