giovedì 26 settembre 2019

2019 - Mitteleuropeo - Lungo Danubio e Budapest

Qualche giorno di ferie settembrine, ma stavolta niente mare ... la curiosità ci spinge ancora verso est, verso le terre del Danubio, il grande fiume con cui avevamo fatto amicizia l'anno scorso in Romania, visitandone il delta. E allora, 2 bagagli e via in macchina stavolta puntando nuovamente verso l'Ungheria e la sua capitale.

Giorno 1 : Firenze -  St Veit im Jauntal (A) 

Partenza dopo il lavoro e via in autostrada fino in Austria per la prima sosta, troveremo code, lavori e tempo infame fino al nostro punto di sosta notturna non lontano da Klagenefurt e precisamente a St. Veit im Jauntal, dove la proprietaria del carinissimo B&B Pension Lipusch ci farà trovare la chiave della nostra stanza nel cassettino fuori dalla porta, come al solito il nostro arrivo avverrà ad un'ora improba (per gli standard nordici).

Giorno 2 : St Veit im Jauntal - Gyor (H) - Kisoroszi 

Ancora pioggia e lavori in autostrada, l'incedere lento farà si che dovremo tagliare alcuni posti che avevamo pensato di visitare ed arriveremo alla città di Gyor solo nel pomeriggio.
Visita di Gyor, obiettivamente poco interessante, qualche bella chiesa, una bella piazza, ma forse anche complice il maltempo poca gente in giro.
Chiesa dei Carmelitani di Gyor

Da Gyor ripartiamo per quella che dovrebbe essere una delle più belle strade d'Ungheria, il lungodanubio fino a Visegrad, ma affrontato praticamente al buio e sotto una pioggia battente non permette un gran che. Arriveremo al punto sosta prescelto, al Magyar Golf Club a Kisoroszi  con la speranza che il giorno successivo il maltempo conceda una tregua.

Giorno 3 : Visegrad -  Esztergom -  Sturovo (SK) - Budapest 

Al mattino non piove, ed è già un bel passo avanti rispetto ai giorni scorsi. Visto che Budapest non è lontana, approfittiamo per percorrere a ritroso il lungo Danubio. Prima sosta al castello di Visegrad. Icona ungherese, uno dei posti in cui è nata la nazione, un antico castello custode della corona d'Ungheria per alcuni secoli e una "teoricamente" eccezionale vista panoramica sull'ansa del Danubio ... certo che se ci fosse un po di sole.
Il Danubio dal castello

Castello di Visegrad
Ripresa la macchina dal parcheggio (300 HUF l'ora), e scesi a valle impossibile non fermarsi in una delle numerose spiagge lungo il fiume per "toccare" il Danubio !!!
Ciao Danubio !!
Pochi chilometri e si arriva a Esztergom, sede vescovile con l'imponente cattedrale di Nostra Signora e Sant'Adalberto, che avevamo intravisto illuminata nel buio della sera precedente. Posta su un promontorio proprio sopra un'ansa del Danubio, è impressionante per dimensioni e ricchezza, peccato che come ormai nostro solito la troveremo adornata di ponteggi ....

Liszt ha suonato qui !

Un breve giro per dare un'occhiata alla cattedrale e poi la tentazione, a Esztergom c'è uno dei pochi ponti che attraversando il Danubio porta in Slovacchia ! Tra l'altro il ponte "Maria Valeria" è uno spettacolo architettonico.
Ponte Maria Valeria a Esztergom
Qui il Danubio è un confine fisico vero e proprio ed è obbligatorio attraversarlo solo per il gusto di dire "ho messo piede in Slovacchia". Giusto quello, visto che il paese slovacco al di la del confine, Sturovo, è abbastanza insignificante.
Sconfiniamo in Slovacchia !

Cattedrale di Esztergom dalla sponda Slovacca

E' ora di puntare verso la capitale, ma avremo modo di apprezzare la bella strada da Visegrad a Szentendre che taglia il parco nazionale e che assomiglia ad un bel passo appenninico, boschi e curve fino a valle, sulla statale 11 che conduce in città. Giusto il tempo per piazzare la macchina al parcheggio dell'albergo (Atlantic Hotel appena fuori dal centro, ma vicino alla metropolitana di Janos Papa Ter) e può iniziare l'esplorazione di BUDAPEST !!!
Biglietto per i mezzi valido 72h fatto in 5 minuti alle macchinette e pagato con carta di credito e subito via in metropolitana diretti verso il Parlamento. Il palazzo del parlamento è sicuramente il più bell'edificio della città, una selva di guglie in stile neogotico che non smetteresti mai di guardare alla ricerca di un particolare diverso da ogni angolazione.
Parlamento
A pochi passi dal parlamento, un monumento forse piccolo, ma estremamente evocativo e toccante, centinaia di scarpe in bronzo sulla riva del Danubio a memoria delle vittime della ferocia dei passati regimi che non mancavano di disfarsi degli "scomodi" anche gettandoli nelle acque limacciose del grande fiume.


brividi ...
Ed è un monumento "vivo", oltre ad essere visitato da centinaia di persone non mancano lumini, fiori e piccoli omaggi ... impossibile non farsi venire la pelle d'oca.
Altri due passi da turisti per ammirare uno dei simboli della città, il ponte delle catene
Ponte delle catene
E poi quel capolavoro "art nouveau" che è il Palazzo Gresham, ora un Four Seasons Hotel
Palazzo Gresham

Hall di palazzo Gresham

Giorno 4 : Buda e Bagni Gellert

Tempo bigio, occorre uscire con l'ombrello e mentre ci lasciamo Pest alle spalle, non si può non rimanere impressionati dalle dimensioni del Danubio
Danubio dal ponte delle catene
E tanto per ribadire che è una giornata fortunata, troveremo la storica funicolare per il castello chiusa per manutenzione !
Ripieghiamo sul comodo "16" che fa servizio navetta per quartiere fortezza e appena scesi nella piazza principale ci troviamo davanti alla casa natale di Houdini !
Casa Houdini
 Pochi passi e si arriva alla chiesa di Mattia, la cattedrale di Buda
E se piove, poco importa, approfitteremo per visitare la cattedrale, tutta decorata a stencil  "art nouveau", insolita, ma bella


La Sissi !
Dopo un caffè, tanto per attendere che la pioggia dia tregua, approfitteremo per un giro per le strade del quartiere della città alta, imbattendoci anche in quella che ormai è un icona dei paesi dell'ex blocco socialista ....

La simpatica Trabant
Una veloce occhiata al "Bastione dei Pescatori"
Bastione dei pescatori
E poi al castello, dove avremo la fortuna di assistere al cambio della guardia davanti a Palazzo Sandor, residenza del presidente della repubblica.
Guardia a palazzo Sandor
Dal castello, un affaccio un po umido, ma suggestivo ci fa apprezzare le bellezze di "Pest" sull'altra sponda del Danubio
Ponte delle catene e Santo Stefano

Due passi per scendere dalla collina passando dal vecchio cimitero turco e dalla vecchia taverna del "Cervo d'oro",

e con un paio di  fermate di tram (siamo diventati subito espertissimi dei trasporti pubblici ) e si arriva finalmente davanti agli storici "Bagni Gellert", che da un po di tempo avevamo nel mirino, una perfetta combinazione di due begli elementi Terme&Stile Liberty.
Hotel Gellert
Vetrate Liberty dell'Hotel Gellert


Dal momento che piove, casca a fagiolo passare la seconda parte della giornata a mollo nell'acqua calda delle terme circondati da mosaici e sculture degli inizi del novecento
Happy Daniela all'affaccio sulla piscina centrale dei Gellert

Bagni termali

Cupola in vetro dell'atrio
Piscina con l'onda .... ma piove
Degna conclusione di una bella giornata da turisti, nonostante la pioggia.

Giorno 5 : Budapest e Bagni Szecheny

Finalmente il sole ... e allora forti del nostro abbonamento 72 ore per i mezzi pubblici, faremo in modo di sfruttarlo al massimo ripassando anche nei posti dove ieri ci siamo dovuti accontentare di immagini cupe, grige e e piovose.
Pronti attenti, via ed eccoci subito al "parlamento" ... col sole ! Che è una bellezza

Un'occhiata alla città che si trasforma curiosando nel centro commerciale di piazza Battyany che una volta era una stazione ferroviaria art decò
Poi di nuovo sull'oramai amico bus n. 16 per risalire al quartiere del castello per una doverosa foto con i colori vivacizzati dal sole alla chiesa di Mattia e al bastione dei pescatori
Bastione
Chiesa di Mattia col sole

Che affaccio !
Di corsa, di nuovo sul "16" per scendere alla base della collina, una fermata di tram (siamo sempre più esperti) per vedere il padiglione (rigorosamente stile Liberty) d'accesso ai giardini del castello di Buda
Tram, ponte delle catene e Parlamento

Padiglione della scala a chiocciole

Altra fermata di tram e si ripassa davanti ai Gellert

Ponte della Libertà
Poi tocca alla metro, dalla psichedelica fermata Gellert,
Metro 4 - Gellert

una sola fermata solo  per per passare il Danubio e andare a curiosare al "Mercato centrale", struttura in ferro di inizio secolo, riattata a food market (per turisti)
Mercato centrale
Giusto il tempo di prendere qualcosa da mangiare, ma il girovagare col sole non conosce soste !
Ora tocca ai grandi viali, ma non si può camminare senza sgranocchiare passeggiando  il mitico ....
KURTOS !!!!
Non è per niente male camminare con lo sguardo in su apprezzando i colori, l'architettura e le decorazioni dei grandi palazzi
Parisi Udvar


E il nostro girovagare ci porterà prima alla grande sinagoga,
Sinagoga
e poi alla cattedrale di Pest, dedicata a Santo Stefano
Facciata di Santo Stefano
Un'occhiata ai negozietti della Via Vaci, tanto per far cadere l'occhio su quelli ironici
e poi verso la linea 1 della metro, quella che a quanto pare è la più antica d'Europa, piccola, tutta ancora originale in stile liberty a piastrelle e pilastri in ferro inchiodati

All'uscita, un'occhiata al Piazzale degli eroi
Piazzale degli Eroi
e poi passo deciso verso l'obiettivo di fine giornata .... i bagni Szecheny !



Altro capolavoro dei primi del novecento, dove ci faremo cullare dalle acque calde rigorosamente fino all'ora di chiusura .... al solito, sbattuti fuori per ultimi !!!

Giorno 6 : Budapest, Museo Casa del Terrore e Memento Park

Ultimo giorno a Budapest, dedicata alla sezione museale. Ci aveva incuriosito fin da subito il museo "Casa del Terrore" . Atipico, ma un gran pezzo di storia.


In questo tristo palazzo di via Andrassy 60, si sono alternate le sedi del partito nazista (le Croci Frecciate) che ha prodotto le sue nefandezze durante la guerra e poi quella della polizia politica stalinista.

A parte tutte angherie nei confronti della popolazione, colpisce scoprire che gran parte degli aguzzini rimasero gli stessi limitandosi a cambiare solo la casacca ....

Angosciante, ma irrinunciabile, visitare per conoscere e scoprire un pezzo di storia d'Europa meno nota, ma ugualmente importante.

Ripresa la macchina con un po di consapevolezza in più, in uscita dalla città faremo sosta prima all'istituto di Geologia per vedere il suo bel tetto in piastrelle blu
Per poi dirigerci verso la "Cittadella", il parco in cima alla collina Gellert, meno raggiungibile con i mezzi pubblici, ma da cui si gode un superbo panorama della città
e l'incontro ravvicinato con "la statua della libertà"
Statua della Libertà
Ultima tappa, poi appena fuori Budapest, al curioso "Memento Park", un parco all'aperto dove sono raccolte le statue del passato regime comunista una volta per le strade di Ungheria. Un idea geniale invece di distruggerle, raccoglierle in un punto e farne un'attrazione turistica e tenere viva la memoria del periodo.
Tra l'altro alcune delle statue, a prescindere dal loro significato politico, sono davvero belle, e possono servire a rievocare l'atmosfera del regime.
Ironia non manca

Daniela in Trabant

Questa stava sotto la statua della libertà


Ironia stile South Park
Il parco merita sicuramente una visita, e speriamo che duri perché quando l'abbiamo visitato noi era praticamente deserto.

Al tramonto ci lasceremo alle spalle Budapest con un bel ricordo e punteremo le ruote verso la Croazia diretti ai famosi laghi di Plivitce.
 


mercoledì 21 agosto 2019

2019 - Annecy e Savoia

Qualche giorno a disposizione, un torrido agosto cittadino, la voglia di passare qualche notte al fresco e perché no ... un'occhiata a posti mai visti ed altri noti. No... stavolta non sono le Dolomiti, ma le Alpi francesi, sicuramente non deserte, ma certamente non impraticabili.

Giorno 1 - Genova - Deux Alpes GMAP (380 Km)

A parte la noiosa, ma necessaria, autostrada fino a Cuneo, cos'altro c'è da aggiungere ?
Basta solo un breve elenco di nomi per rammentare che siamo in uno dei più bei parchi giochi motociclistici universalmente riconosciuti .
Anche queste sono strade oramai arcinote a chi va in moto da "qualche anno", ma sono sempre un piacere.
Colle della Maddalena (cima Nuvolari), Col de Vars, Col d'Izoard ...
Izoard

Curve perfette, ottimo asfalto, panorami superlativi e come al solito .. non scenderesti mai dalla moto.
A sera però tocca scendere e godersi il fresco dei 1600 metri della stazione sciistica delle Deux Alpes, dove sosteremo all' Hotel des Neiges Les 2 Alpes.
In piena stagione estiva ovviamente è tutto aperto, ottima accoglienza e nessun problema.

Giorno 2 - Deux Alpes - Le Grand-Bornand  GMAP (250 Km)


Dopo un'ottima e abbondante colazione, con un sole splendente che mette di buon umore, torneremo sui nostri passi per risalire il veloce Col du Lautaret e passare dal mitico Col du Galibier, stavolta avendo la possibilità di vedere il panorama anzichè la nebbia !!!

La strada è stretta (e utile solo a fini turistici e per il Tour de France), ma regala viste mozzafiato sulle montagne circostanti
Strada del Galibier

Al passo
Sosta obbligatoria per far vagare lo sguardo sui 360 gradi del cocuzzolo. Una meraviglia 
Strada del Galibier
Scesi a valle, passando dal Col du Telegraphe, un breve tratto di statale ci porta al cospetto della strada scoperta grazie al Tour de France, i "Lacets de Montvernier" .... una spettacolare strada costruita su una parete quasi verticale, una serie di tornanti strettissimi estremamente coreografici.
I Lacets (foto internet)
Non è una strada facilissima, ma non manca l'entusiasmo
Happy moto, prima dei Lacets
 

La strada è stretta, ma non c'è traffico a parte qualche moto e qualche sparuto e coraggioso ciclista, e alla fine è anche divertente; permette di allargare progressivamente la vista sulla valle sottostante e cosa non secondaria, porta al Col de Chaussy, perché il "passometro" va incrementato !
 Rifornimento d'acqua alla fontanella del colle predisposta per i ciclisti e poi discesa verso La Chambre per la strada recentemente asfaltata grazie al solito "tour de France".
A fondovalle si ricomincia a salire fino ai 2000 metri del Col de la Madeleine, un buon posto per fermarsi a fare pic nic al fresco !
Grazie Tour !!!
L'intenzione sarebbe quella di arrivare ad Annecy, la Venezia francese, ma a fondo valle fa caldo, in più scarseggiano alloggi ad un prezzo accettabile in questi giorni di ferie, con abile mossa approfitteremo per rimanere "in quota", con un continuo su e giu per graziosi e scarsamente trafficati passi secondari .... la strada ci porterà al semplice Col du Marais, per poi passare al divertente Col de la Croix Fry e la deviazione al Col de Merdassier .
Imbarazzo al MERDAssier
Preso alloggio al Villaggio Vacanze Savoy  (della interessante catena Ternelia) a  Le Grand-Bornand, ovviamente in quota, resta il tempo per una divagazione all'impervio, Col des Annes
Dal bar al Col des Annes
dove approfitteremo per acquistare del burro appena fatto, da usare a colazione !

Giorno 3 - Le Grand-Bornand - Annecy - Tignes GMAP (185 Km)



Nonostante un imprevista sveglia alle 5 di mattina a causa di un falso allarme incendio, direzione Annecy per qualche passo a visitare la città. Parcheggiate le moto vicino al municipio, in un comodo parcheggio moto gratuito (adoro i francesi ), può cominciare l'esplorazione.
Il centro medievale di Annecy è una bomboniera adagiato su un canale, ponti, ponticelli e localini. Tanti turisti, ma non c'è affollamento.
Village fleurì

Palais de l'Isle

Una piacevole passeggiata, una sosta caffè al tavolino di uno degli innumerevoli locali, poi il nostro viaggio può ricominciare.
La statale che da Annecy va verso le montagne è costellata da innumerevoli caseifici dove si produce il formaggio tipico di questa zona della Savoia ... il famoso "Reblochon" !!!
Prima solo una curiosità, poi alla fine la cosa prende la mano ... e ti trovi davanti ad uno dei più (apparentemente, vista la quantità di persone che ci si ferma) famosi la Cooperativa di Thones.
Non ci si può esimere dall'assaggio ... ed ecco che ...
Fuga col Reblochon sotto braccio !!!
Che poi, una volta assaggiato non è che sia nulla di che. Buono, ma un normale formaggio francese a pasta molle e buccia bianca.
La strada che segue poi è un pezzo della Route des Grandes Alpes, con il Col des Aravis
Cappella di Sant'Anna all'Aravis
a seguire il Col des Saisies ed il bellissimo Cormet de Roselend, al solito strade note ma sempre belle da rifare all'infinito
Verso il Cormet

Happy moto al passo !
Discesa verso Bourg-St-Maurice e poi verso la sosta notturna alle pendici dell'Iseran, in quel di Tignes allo chalet Eterlou per un'altra buona dormita al fresco.

Giorno 4 - Tignes - Genova GMAP (350 Km)


Un'ottima e abbondante colazione, un'altra giornata stupenda e l'ascesa verso il Col de l'Iseran, inizia nel migliore dei modi. Mattino non c'è traffico, strada e panorami sono stupendi, impossibile non arrivare in cima col sorrisone


Ci godiamo anche la strada in discesa verso Bonneval sur Arc, dove non mancano stemmi e simboli savoiardi ....
tracce del tour de France
Che cielo !!!
A valle per l'ultima spesa francese, poi verso il confine italiano del colle del Moncenisio.
In cima verremo accolti da una fastidiosa foschia, ma apprezzeremo le nuove installazioni simbolo del passo ....
Prima Annibale ...

Poi Napoleone ....

E ora i ciclisti !
La strada al solito è comunque bellissima, e gli effetti non tardano a manifestarsi
Happy moto al Moncenisio
In fondo alla divertente e perfetta strada del Moncenisio (per una volta è meglio il versante italiano che quello francese) inizia la Val di Susa, la percorreremo tutta nell'afa agostana per arrivare al uno dei simboli del piemonte proprio sopra il paese di Avigliana, ossia la Sacra di San Michele.
Abbazia originaria dell'anno 1000, prima abbandonata, poi ripresa nell'XIX secolo che ospita all'interno della chiesa alcuni membri della famiglia Savoia.
E' un simbolo del Piemonte, è bellissima e tremendamente coreografica.
Lasciate le moto al parcheggio (1,50 €/h anche per le moto ... sgrunt), una breve camminata porta al cocuzzolo che ospita l'abbazia

 Pagato il biglietto d'ingresso (8€ a persona) si accede al monumento e non si può far altro che rimanerne affascinati, dall'architettura, dalla storia (vedi il link precedente) e dal panorama che spazia su tutta la val di Susa e fino a Torino
Scalone dei morti

Portone della basilica

Torre della bell'Alda
 Terminata la visita non resta che ripartire, ma non senza volgere un ultimo sguardo al monumento che si staglia fiero sulla cima del monte.
La Sacra dalla strada per Colle braida

Insomma alla fine una fuga di qualche giorno, senza impegno, senza stress (poco più di 1000 Km in 4 giorni), ma di enorme soddisfazione.
Al solito ripassare per l'ennesima volta sui colli del Tour de France, non stanca mai e ogni passaggio ... attende il prossimo.