martedì 30 luglio 2019

2019 - Turchia, Gallipoli, Troade e Lesbo

<<<< Parte 1 - Epiro, Tessaglia e Macedonia

Giorno 7 - Da Kavala (GR) a Çanakkale (TR) : gmap

Partenza da Kavala col naso tappato e subito e senza indugio un bel 200 Km di autostrada senza distrazioni (tanto il panorama è poco interessante) per arrivare ..... alla frontiera turca !
Ecco la frontiera !!!

Caldo, tanto caldo si resta sotto il sole in coda ad aspettare il nostro turno, ma per fortuna l'attesa non è lunghissima. Tanta pazienza, un po di apprensione per passare prima il controllo del passaporto (con tanto di timbro turco !!!!) e poi la registrazione del mezzo per la circolazione in Turchia, ma alla fine ci siamo ... abbiamo passato la frontiera di Ipsala e siamo in TURCHIA !!!!
Una frontiera che emoziona

I primi chilometri sulle strade turche sono incoraggianti; grandi drittoni, panorami sconfinati meno desertici di quel che pensavo, comunque gli alberi .... son rari.
Però la benzina è a buon mercato, grazie alla svalutazione della lira turca, a luglio 2019 costa l'equivalente di 1,2€ al litro ! ... ci piace la Turchia !!!
Un attenzione maniacale al tachimetro, dato che da più parti ci hanno avvertito che la stradale turca è molto presente e molto poco disposta al dialogo, ma comunque si va e i chilometri passano velocemente. La direzione da prendere, a destra una volta arrivati a Keşan è la penisola di Gallipoli (Gelibolu in turco), e seguendo i numerosi cartelli turistici verso la collina di Çunukbahir.
Beh ... aleggia ancora il centenario della grande guerra e passare di qui è davvero un valore aggiunto al nostro viaggio. In questi luoghi si è svolta una delle più sanguinose battaglie della prima guerra mondiale, la battaglia di Gallipoli, e i turchi vittoriosi ne hanno fatto un monumento nazionale (un po come il nostro Monte Grappa).
Lungo la strada che sale si incontrano numerosi memoriali

fino ad arrivare alla sommità della collina dove troneggia il memoriale dedicato a Kemal Ataturk la cui parabola ascendente iniziò da qui fino a farlo diventare il padre della Turchia moderna.
Ataturk !
Quello che è bello da vedere è la quantità di visitatori (turchi), si vede proprio che questo è un posto molto importante per loro, che visitano affrontandolo come una specie di pellegrinaggio.

Non mancheremo di attirare l'attenzione con la sola nostra presenza (unici stranieri presenti), ma sopratutto Dany, che in quanto donna e motociclista finirà per prestarsi a numerose foto ricordo da parte di alcune visitatrici turche.
Scesi dalla collina, in poco tempo si arriva in paese per affrontare una tratta in traghetto .... La coda è lunghissima, ma dopo poco tempo ci fanno segno di avanzare, sosta al baracchino per acquistare il biglietto (in contanti) e subito ci fanno salire a bordo.
Siamo a bordo e stiamo per attraversare lo stretto dei DARDANELLI !!!!!
I Dardanelli 
E questo si che è un confine .... un confine geografico stavolta, non politico, ma di enorme spessore ... la nostra breve crociera (mezz'ora scarsa) ci consentirà di passare dall'Europa .... all'ASIA !!!
In vista dell'attracco di Çanakkale, sul lato asiatico dello stretto, spicca il cavallo usato per le riprese del film Troy del 2004, ormai assurto al ruolo di monumento
Dal traghetto il cavallo sul lungomare di Çanakkale


Allunghiamo le operazioni di sbarco festeggiando come dei deficienti perchè ....

SIAMO IN ASIAAAAAAAAAAAA !!!!  





Passata l'euforia, in 5 minuti arriviamo al nostro albergo, il Grand Ece Otel, che è in un vicolo a poca distanza dall'attracco dei ferry, nel pieno centro del paese.
Come ormai di consueto, assistiti dal personale della reception, parcheggeremo anche stavolta le moto sul marciapiede, con il particolare che in questo caso il marciapiede è micro ... largo quanto il manubrio delle moto; acrobatico, ma efficace.
Preso possesso della stanza, più che dignitosa, doccia e via nella "movida" turca.

Apprezzeremo la vivacità del passeggio serale, e un paio di assaggi di gastronomia locale, prima una specie di kebab vegetariano in un negozietto gestito da un simpatico persiano (di religione cristiana) e poi in una pasticceria dove assaggeremo un dolce tipico dal nome impronunciabile con tanto di gelato turco, diverso dal nostro, ma apprezzabile.
Comunque a fine giornata la prima impressione della Turchia "vera" è più che buona. E' vero, siamo in un centro estremamente turistico, ma la città è pulita, ordinata, le persone ospitali e non abbiamo avuto sensazioni di pericolo, nonostante fossimo abbastanza "estranei".
Cavallo di Troy, by night

Giorno 8 - Da Canakkale a Ayvalik : gmap


Come consuetudine, una bella e abbondante colazione per affrontare la giornata.
Moto & Moschea .... Oriente
 e in poco tempo usciamo dalla città per immetterci nella statale che costeggia il mar di Marmara. I primi chilometri scorrono senza problemi, sulla bella strada statale che porta a Smirne, ma da bravi esploratori, cartina alla mano veniamo attratti dall'indicazione per il faro di Kumkale che si trova proprio all'imboccatura (sponda asiatica) dei Dardanelli. Ma tra il dire e i il fare c'è di mezzo la realtà delle cose, ossia della strada; in un attimo si passa dalla statale a 4 corsie, praticamente perfetta, ad una stradina che corre in mezzo ai campi più buche che asfalto, fino ad arrivare al paese dove la ragione ci fa desistere dal procedere verso il faro. In paese la strada scompare, sostituita da una distesa di sassi e sampietrini mischiati a sabbia dove anche i mezzi a 4 ruote (a parte i trattori) avanzano con circospezione. Pazienza, niente visita al faro e torniamo sui nostri passi diretti verso quello che è stato uno dei motivi ispiratori del nostro viaggio ....
Ormai ci siamo ... siamo a arrivati a Troia in moto !

Già sappiamo di non aspettarci molto come sito archeologico, ma il richiamo del mito è veramente forte, e poi i turchi sembrano proprio moto friendly .... il parcheggio per le moto è gratuito (luglio 2019).
Lasciate le moto più o meno all'ombra, tra il baracchino del parcheggiatore e un minuscolo albero, indossati sandali e abbigliamento leggero, ci dirigiamo verso la biglietteria (ingresso 35 lire turche, circa 5 euro) pronti a calcare quel lembo di terra che ha visto le imprese di Ettore, Achille e compagnia bella.

Ingresso del sito di Troia

Cavalluccio simbolo
Come sapevamo, rimane ben poco dell'antica città, ma alcuni ruderi sono apprezzabili, sopratutto i resti delle antiche mura
Resti delle possenti mura di Troia
E la stratificazioni delle varie città che si sono susseguite nei secoli
La visita è comunque gradevole, con un po di fantasia non è difficile immaginare l'armata dei greci schierata sulla pianura sottostante oppure Achille (versione Brad Pitt) che urla ... ETTOREEEEEEEEEEE.

Terminata la visita e riprese le moto, un breve tratto di statale e poi, seguendo le indicazioni turistiche, spostarsi sulle provinciali in direzione di Alessandria nella Troade.

Strade perse nel nulla, pochissimi mezzi e ancor meno persone, fino ad arrivare ad una collinetta con un po di boscaglia e i cartelli che indicano il sito archeologico.
Alessandria nella Troade
Ben poco resta di questa antica città, tra l'altro l'accesso alle rovine è libero, ma non sono abbandonate. L'area è pulita e sono stati fatti alcuni lavori di consolidamento per preservare qualcuno degli ultimi ruderi
Resti delle terme di Erode Attico
Da qui sempre per strade provinciali, comunque ben tenute, faremo un piccolo viaggio nel viaggio. Passeremo prima sulla litoranea, dove si affacciano qualche albergo e qualche campeggio tutti con insegne senza un minimo accenno di inglese o altre lingue diverse dal turco, per poi deviare verso l'interno. Faremo scorta di acqua fresca e gelati nel market di un paesino agricolo anonimo, dove siamo stati sicuramente l'argomento di discussione al bar di tutta la giornata.
L'attraversamento della campagna turca, lascia ogni tanto scorci impagabili
Kösedere : trattori e moschea
  Tutto in un continuo su e giù per campi e colline,
Campagna turca
continuando ad attirare la festosa curiosità sopratutto dei bambini. Non devono passare molte moto straniere da questi paraggi.
Gülpinar decideremo di evitare la sosta al tempio di Apollo, a causa di biglietto d'ingresso, accesso e parcheggio difficoltoso su acciottolato scivolosissimo e poi sono i soliti ruderi in una posizione ben poco coreografica e fa ... un caldo feroce !!!!
Proseguiamo la nostra escursione tra le provinciali turche fino ad arrivare in vista di Behramkale, che ospita il coreografico sito di Assos.
L'acropoli di Assos
Una breve deviazione per cercare una foto panoramica, non viene delusa
Il mar egeo dalla strada che porta al porticciolo di Assos
Poi coraggio e gambe in spalle. Lasciate le moto al parcheggio occorre inerpicarsi per le stradine del paese (in acciottolato, ovviamente) tra bar e negozietti di souvenir per arrivare fino all'acropoli, pagare il biglietto di ingresso e godersi lo spettacolo ...
Assos
Dalla cima, guardare i ruderi del tempio di Athena che si stagliano nel blu tra cielo e mare .... beh .... leva il fiato. Niente da dire ... gli antichi greci avevano un gran bel senso estetico !
Tempio di Athena ad Assos 

Anche qui ben poco resta dell'antica città, ma non importa, saremo impegnati a bearci di questa vista superba e nonostante le migliaia di foto che proveremo a fare nessuna sarà mai in grado di dare un impressione corretta.
Finita la visita, ovviamente tutta sotto il sole, perché ribadisco ... nei siti archeologici l'ombra non esiste, accaldati e un po stanchi cederemo alle lusinghe di un simpatico buttadentro di un caffè del paese ....
E alle volte il destino è benevolo, con l'idea di prendere solo un po da bere, andremo a finire in una terrazza, con dolcetto, caffè turco e .... gambe a mollo nell'acqua fresca !!
Sosta caffè con rinfresco !
Gia ... perchè questo simpatico locale, il Ehl-i Keyf Cafe Restorant, oltre alla terrazza panoramica, ha anche la piscinetta in cui immergere le gambe.
Una simpaticissima trovata, che da bravi turisti accaldati apprezzeremo enormemente.

Inevitabilmente le soste portano a ripartire alle luci del tramonto e con l'oscurità che avanza avremo modo di fare conoscenza con la stradale turca, durante il nostro tragitto verso l'albergo verremo fermati per controlli ben due volte nel giro di 20 chilometri !!!
Nessun problema, solo strizza generica e tempo perso, ma ultimo pezzo di statale verso Ayvalik percorso al buio.
Parcheggiate le moto (sul marciapiede, ma che lo dico a fare ?) davanti all Ayvalik Palas Hotel, doccia, cena e nanna.

Giorno 9 - Pergamo : gmap


Oggi giornata "leggera", tant'è che pernotteremo anche stasera ad Ayvalik. Un po per riprendersi dalla stanchezza, un po per esplorare questi luoghi che sono la riviera "turca". Colazione vista mare dalla terrazza dell'albergo con tutta calma, per poi prendere le moto con bagaglio ridotto e imboccare di nuovo la statale per Smirne con direzione Pergamon.
Strada tranquilla fino alla città di Bergama, poi .... delirio .... segnaletica turistica approssimativa, strade principale che diventano vicoli, acciottolato, insomma forse non siamo preparati alla viabilità turca, però con un po di caparbietà riusciremo ad arrivare "vivi" al parcheggio della funivia che porta all'acropoli.
35 lire turche di funivia (ma con un po più di pelo sullo stomaco è possibile parcheggiare anche all'acropoli, basta essere disposti ad affrontare una salita ripida, stretta in acciottolato) e 35 lire di ingresso al sito di Pergamo.
Non avevamo grosse aspettative, considerando che questa visita è stata inserita un po come un riempitivo defaticante, ma ci ritroveremo catapultati al 4° secolo AC .... il sito di Pergamo è veramente bellissimo !!!
Tempio dei Traiani 



Una vera metropoli dell'antichità, incredibile

L'anfiteatro sul fianco della collina
Oltre a vestigia dell'antica magnificenza, conservate abbastanza bene,
Dall'acropoli si domina un gran pezzo di Turchia ed essere lassù in cima, ascoltando il canto dei  muezzin che sale dalla città sottostante è decisamente molto suggestivo !
Ci sentiamo fortunati a poter godere di queste bellezze ...
Dall'acropoli si domina la città moderna .... e si sentono i muezzin 
Ah si ... manco a dirlo, oltre alla storia stiamo godendo di un altro sito UNESCO
Bello, decisamente bello.
Riprese le moto e in qualche modo riguadagnata la strada del ritorno, tenteremo anche una deviazione per vedere delle cascate in zona, ma vista la strada infame e il fatto che per arrivarci occorre pagare desisteremo.
Rientrati in paese, per una volta tanto ad un'ora decente, approfitteremo per  bighellonare in giro tra lungomare e localini di Ayvalik. Città di turismo marinaro, passeremo la serata a cercare le differenze con le nostre .... e a farci guardare, non ci è parso di vedere altri turisti occidentali.

Giorno 10 - Isola di Lesbo (GR): gmap



Ultima colazione turca, poi direzione porto traghetti per sbrigare la pratiche doganali, controllo passaporti e de-registrazione dei veicoli, un salto al Duty Free per spendere le ultime lire turche e avremo anche la sorpresa di una cortesia inaspettata, pagati gli acquisti ci faranno omaggio di una bottiglia di Ouzo ... Ce ne usciamo dal negozio imbastendo con una pronuncia terribile un " teşekkürler" (grazie in turco) e un sorrisone da competizione.

Una volta saliti sul piccolo traghetto (di cui avevamo acquistato i biglietti dall'Italia con un discreto anticipo) direttamente dal sito della Turyol, possiamo goderci questa minicrocera sull'Egeo.
Le moto sul traghettino

Arrivederci Turchia
Salutiamo la Turchia con una buona impressione e la promessa di tornare, con obiettivo... Cappadocia !

Dopo circa un'ora e mezza di traghettino si torna in Europa, sbarcando in Grecia al porto di Mitilene, capoluogo dell'isola di Lesbo
Sbarco in scioltezza a Mitilene
Il traghetto per tornare sul continente partirà la sera, per cui abbiamo a disposizione praticamente tutta la giornata per esplorare l'isola.
Castello di Mitilene
La strada che porta verso l'interno dell'isola, è gradevole e poco trafficata e una volta arrivati a Kalloni, la località balneare più gettonata dell'isola, la voglia di vedere la spiaggia famosa e il fatto che finiremo per perderci vicino ad un villaggetto, dove la strada finisce ai margini di una piccola pineta. Scesi dalla moto praticamente in spiaggia ... la tentazione si fa irresistibile, considerando che c'è anche una doccia libera  a disposizione non riusciremo a resistere alla tentazione e allora .... BAGNO !!!

Una spiaggia semideserta (per i nostri canoni), un mare piattissimo (la baia di Kalloni è praticamente chiusa), le moto a vista .... ci godiamo il nostro primo bagno nelle acque dell'Egeo.

Si ... si ... siamo motociclisti, ma anche turisti ...e allora turistiamo !

Bagno, riposino e si può ripartire; qualche altro chilometro per la strada che porta a Petra sulla costa opposta dell'isola.
Un'occhiata alla chiesa sulla roccia, che da il nome al paese,
La chiesa di Petra
ma finiremo irresistibilmente attratti dal piacevole lungomare del paese con tanto di  gustosa e abbondante merenda a base di gyros, in completo relax.
Merenda !!!
Lungomare

Dopo un po ci si accorge di aver bighellonato a sufficienza, per cui inversione di rotta e ritorno verso Mitilene; tra l'altro costeggiando la laguna e le saline all'avvicinarsi del tramonto riusciremo a scorgere numerosi fenicotteri.
Al porto, per una nuova tratta in traghetto, stavolta delle line interne greche della Blue Star Ferries, (di cui avevamo preso il biglietto online con un discreto anticipo) e buonanotte !!


>>>> Parte 3 - Grecia centrale e Peloponneso

2019 - Grecia, Epiro, Tessaglia e Macedonia


Per il 2019 la scelta della motovacanza cade sulla Grecia (e non solo), paese per noi ancora inesplorato e grazie ad un comodo traghetto anche abbastanza a portata di mano.
Dire Grecia comunque è riduttivo, finiremo per fare un vero proprio tour intorno al mar Egeo

Giorno 1 - Firenze - San Vittore delle Chiuse (Frasassi)

Come porto di partenza per la Grecia è stato scelto il più vicino a casa, ossia Ancona, ma considerando che la strada passa proprio vicino alle famose Grotte di Frasassi è inevitabile allungare di un giorno la vacanza per visitare con calma questa meraviglia naturale.
Partenza al mattino, due passi tanto per sgranchire le ruote (Consuma e Spino .... )  e superstrada fino a destinazione. Un appunto, la nuova superstrada da Perugia ad Ancona è praticamente completata, ma la zona di Frasassi è in fase finale di sistemazione, abbiamo trovato un bel po di cantieri ancora in essere.

Parcheggiati i mezzi al centro visite e acquistato il biglietto una comoda navetta porta all'ingresso delle grotte, dove accolti da una giovane guida potremo entrare in questo fantastico mondo sotterraneo.

Difficile non restare a bocca aperta ....

L'abisso Ancona


Poco da dire se non che è difficile non rimanere impressionati dalla vastità dell'Abisso Ancona e dalle dimensioni esagerate delle concrezioni. Ci piace .... e tanto !!!
Finita la visita, spesa per fare scorta di generi alimentari per affrontare la traversata dell'indomani, cena e due passi al fresco.

Giorno 2 - San Vittore delle Chiuse - Ancona - Igoumenitsa

Il traghetto parte il primo pomeriggio, per cui abbiamo tutto il tempo per un abbondante colazione presso l'hotel Terme di Frasassi, due foto con la bella luce del mattino  al microscopico paese di San Vittore
Abbazia San Vittore delle Chiuse

Ponte romano 
e ruote verso il porto di Ancona, per imbarcarsi sul traghetto. destinazione Igoumenitsa.
Dal traghetto, il duomo di San Ciriaco sulla collina


Giorno 3 - Da Igoumenitsa a Zakas : gmap



Una rapida colazione sulla nave, poi fuori a vedere la prima alba greca.
Alba greca
Concluse le operazioni di sbarco, una sosta da  : , quello che diventerà il nostro supermercato di riferimento per i necessari rifornimenti e poi subito lungo la vecchia statale 6 verso l'interno, direzione Ioannina.
La vecchia statale per Ioannina, ormai sostituita dalla rapida ed efficiente autostrada, ci mostra subito l'aspetto di questa parte della Grecia, strade deserte, pochi e sparuti centri abitati, traffico inesistente, tante curve e un buon asfalto .... che in moto non è che proprio faccia dispiacere !
La statale 6 che si arrampica

Il primo "passo" greco
A Ioannina abbandoneremo la "6" per dirigerci verso uno dei primi obiettivi di questa vacanza, le Gole di Vikos, uno dei maggiori canyon d'Europa.
Lasciate le grandi direttrici, le strade si riducono drasticamente di dimensione, ma hanno comunque un buon fondo e in poco tempo siamo al cospetto di uno dei simboli della regione, uno dei famosi ponti in pietra medievali
Ponte Kokori
Il ponte vicino al paese di Kipoi, si staglia tra due pareti di roccia verticali veramente molto coreografico.
Da li poi si prosegue per il paese di Monodendri,
Scorcio di Monodendri
dove dopo una breve camminata (ma sotto il sole ferocissimo di luglio .... ) si raggiunge un piccolo monastero da cui ammirare il panorama della gola
Gole di Vikos dal monastero di Agia Paraskevi

Dalla terrazza del monastero
Gia che ci siamo proseguiamo sulla strada di Monodendri, verso la "Foresta di pietra" (una zona con particolari formazioni rocciose lungo la strada) per arrivare al punto panoramico di Oxya, dove la strada finisce e dove si trova uno dei più bei punti panoramici della zona
Gole di Vikos dal punto panoramico di Oxya
L'esplorazione prosegue verso un altro punto panoramico, quello di Papigo, ma che non riuscirà a superare il precedente. Quello che rimane di Papigo è la strada per arrivarci ... praticamente un intestino tenue ... una serie di tornanti stretti e difficili che risalgono una parete quasi verticale ... impegnativo, ma divertente.

Fuori dalle gole poi a Konitsa, di nuovo un bel ponte in pietra, segna l'inizio di una bella "avventura".
Ponte in pietra di Konitsa

Da qui infatti parte una delle strade che attraversano il parco dei monti del Pindo. Non è una strada da ginocchio a terra, ma il fondo non è male (anche se ogni tanto bisogna fare i conti con qualche frana) ma sopratutto è praticamente DESERTA. Ci troveremo a percorrere quasi 100 Km in perfetta solitudine, tra salite discese mai troppo ripide, curve a non finire, rari paesini semi disabitati e un panorama che fa invidia a montagne ben più famose ...
I monti del Pindo
E che sia una strada poco frequentata ce lo testimoniano gli animali che incontreremo lungo la strada, compresi daini, aquile e ..... un ORSO di corsa sulla strada, forse spaventato dal rumore dei nostri motori !!!
Un emozione indicibile .... mai mi era capitato di vedere un orso in libertà !
La strada poi trova la sua massima altitudine alla stazione sciistica di Vasilitsa, per l'occasione completamente deserta, da sembrare quasi abbandonata.
Cartello della stazione Vasilitsa 1850
Pensavamo di fermarci qui per la notte ... ma pensavamo in maniera troppo "europea", la stazione in estate è totalmente disabitata (a differenza delle nostre) e dovremo ripiegare verso il paese a valle, ben accolti dai proprietari del B&B, Villa Alexandra in quel di Ziakas.
Insomma un primo giorno greco, veramente carico di emozioni, nonostante la prima impressione (Igoumenitsa è decisamente bruttina) ed è inevitabile un andare al a letto col sorrisone a 54 denti.

Giorno 4 - Da Ziakas a Kalambaka : gmap


Un abbondantissima colazione alla "greca", un saluto ai simpatici gestori e si può ripartire, imboccando la strada Grevena - Metsovo, che si snoda piacevolmente in mezzo alle colline, strada larga in ottimo stato, curve, saliscendi, insomma un gradevole scorrere, e una piacevole sorpresa quando un'anziana benzinaia dopo il pieno ci trattiene per omaggiarci di una manciata di caramelle ed un sorrisone impagabile. Come non voler bene ai greci ?
Poco prima di Metsovo si arriva al bivio che introduce di nuovo alla vecchia "statale 6" in stato di dismissione, ma che porta al passo Katara .... una delle strade più alte della Grecia.
Accesso a vostro rischio !
La strada, ormai inutile, è stata sostituita dalla moderna e asettica autostrada a valle, ma per i motociclisti è un must ! Il panorama è invidiabile, la strada è decisamente bella e quel cartello all'inizio da un po il senso dell'avventura. In fin dei conti è una statale non manutenuta, ci sono alcuni punti franati che obbligano a dei passaggi "sterrati" e molto sporco sulla carreggiata, ma niente di drammatico.
Un po' avventura un po' no .... inevitabile far festa agli oltre 1700 m del passo, nonostante il cartello del passo (che sapevo esistente) non ci sia più, ormai disperso.
Katara pass ... 1750 m 
Il versante da Metsovo al passo ha alcuni punti brutti ed è malmesso (ma transitabile), mentre il versante verso Kalambaka è decisamente migliore e sembrerebbe più manutenuto.
Lasceremo malvolentieri il fresco dell'altura per riscendere a valle verso Kalambaka, ma quello che ci aspetta è una delle zone più belle e coreografiche della Grecia .... è la zona di "Meteora".


Come non rimanere affascinati da un panorama così inconsueto ? Enormi torri di roccia sulla cima delle quali spesso c'è un ardito monastero .... lo spettacolo lascia senza fiato, nonostante le avessimo viste e riviste in foto, vederle dal vivo è un'altra cosa.
Durante il resto della giornata percorreremo più volte, come una giostra la strada che corre intorno ai monasteri alla ricerca dell'inquadratura migliore e come accade in questi casi, la foto migliore da fare è sempre la prossima ....

Approfitteremo della scarsa affluenza (almeno per i nostri standard) per visitare un paio di monasteri, che oltre alle bellezze architettoniche offrono delle terrazze panoramiche davvero invidiabili
Monastero di Varlaam

Monastero di Varlaam
Insomma, siamo a tutti gli effetti su una giostra ... scendi, risali, foto alla luce, foto all'ombra, un metro avanti uno indietro .... come si dice in questi casi ... Non ne leviamo le gambe !!!
Monastero Varlaam e Rousanou

Agia Triada (Monastero della Trinità)

Punto panoramico privilegiato
Abbiamo veramente apprezzato il fatto di saltare da un punto panoramico all'altro dopo le 17, quando i monasteri chiudono e i turisti (sopratutto quelli in pullman) se ne vanno, lasciando la strada semideserta. Una bellezza ....
Visto che è a poca distanza, per cena ci dirigeremo verso Trikala, dove la mitologia ne fa la città natale di Esculapio.
Esculapio a Trikala
Cenato in piazza tra il piacevole viavai serale, rientreremo per la notte a Kalambaka presso l'Hotel Meteora, piccolo a conduzione familiare e sotto uno dei pinnacoli, che si è recentemente dotato di un parcheggio riservato alle moto (anche se la rampa di accesso è strettina).

Giorno 5 - Da Kalambaka a Salonicco : gmap

Ormai assuefatti all'abbondante colazione "alla greca", ci lasciamo viziare per poi partire alla volta dell'obiettivo seguente, che dopo un tratto di trasferimento tra statale autostrada è la famosa (per loro) "Valle di Tempi". Un ampio parcheggio, un sottopasso, innumerevoli baracchini di cianfrusaglie e un ponte sospeso
Ponte sospeso, valle di Tempi
al di la del quale c'è il santuario di Agia Paraskevi, con la sua chiesa (ortodossa, ovviamente) scavata nella roccia
Ingresso al santuario

Iconostasi del santuario
Insomma, anche se non particolarmente esaltante dal punto di vista architettonico, è comunque una bella zona a bordo torrente e in mezzo agli alberi, fresca, attrezzata per accogliere tantissime persone. sicuramente un bel rifugio alla calura estiva.
Maggiormente attrattiva è però la meta successiva, che si palesa davanti a noi dopo un breve tratto di autostrada .... il mitico "Monte Olimpo", non prima di una sosta al   di Litochoro, il paese all'inizio della salita per l'Olimpo. 

La residenza degli Dei si presenta come da programma ammantata di nubi e al rifugio "Prionia"finisce la strada (dopo un breve tratto di sterrato) e inizia il sentiero che porta alla cima del monte (a piedi). Tralasceremo questa esperienza ... (siamo motociclisti ... mica pedoni), ma al fresco della montagna con tanto di fontanella di acqua gelida, ci concederemo uno dei migliori pic nic della vacanza ...
Piazzale del rifugio "Prionia"

Vista dalla strada dell'Olimpo
Scesi dalla sacra montagna, autostrada e pianura per mettere piede in due paesi mitici, potenti prima ancora dell'invenzione della Grecia ....
Un salto a Verghina, luogo di sepolture dei reali di Macedonia, tra i quali Filippo II, padre di alessandro Magno
Cimitero reale di Verghina .... UNESCO !
e un occhiata a quel che resta di Pella, antica capitale della Macedonia antica e città natale di Alessandro Magno
Pella 
Giungeremo tardi per fare una visita vera e propria, ma l'impressione è che di quei tempi mitici sia rimasto ben poco.
Da li poi ci sposteremo per il pernotto a Salonicco, seconda città della Grecia. Tardi per un giro turistico, ma in tempo per apprezzarne la vita serale e cenare insieme alla Flo, casualmente in questa città .... alle volte ... neanche a farlo apposta !


Giorno 6 - Da Salonicco a Kavala : gmap

Partenza con calma per un breve giro sul lungomare di Salonicco per un doveroso scatto ai due principali monumenti ...
Torre bianca di Salonicco

Monumento equestre ad Alessandro Magno
e poi via verso una delle maggiori mete turistiche della Grecia continentale, la penisola Calcidica. Il gran caldo ci farà optare per un abbigliamento "easy" e di conseguenza uan velocità ancora più ridotta. Che la Calcidica sia maggiormente frequentata lo si avverte dal volume di traffico, certamente maggiore rispetto alle montagne del Pindo, ma tutt'altro che pesante.
In scioltezza ci ritroveremo a percorrere le strade litoranee attenti agli squarci di blu intenso del mar Egeo. Quello che ci sorprende, da bravi italiano continentali, è la possibilità di arrivare con le moto praticamente in spiaggia .... queste si che sono litoranee !!!
Porto Koufo
Un incedere lento, pochi chilometri e fermi per cercare di catturare con uno scatto il colore del mare Egeo.

Blu
L'andatura rilassata fa si che ad un certo punto non potremo resistere al richiamo della Cantina Androklis, un baracchino in posizione strategica, con qualche tavolino e tanta simpatia che ci consentirà una gradevolissima pausa nel nostro percorso
Caffè ice e birra vista mare da Androklis

Androklis, pronto a coccolare i suoi clienti
Un momento di relax totale, ci prendiamo tutto il tempo possibile per gustare le nostre bevande. Difficile lasciare queste sedie, ma il viaggio chiama e la tappa successiva è il grazioso "Parco di Aristotele".
A Stagira, paese natale di Aristotele, in mancanza di ruderi o altre testimonianze concrete è stato costruito un piccolo parco dedicato al grande filosofo, con tanto di statua
e  una serie di installazioni che illustrano in maniera concreta i principi fisici ispirati ai suoi scritti.
Una visita davvero piacevole e consigliatissima.
Il resto della giornata è una dose di autostrada fino a Kavala dove pernotteremo all'Hotel Nefeli, parcheggiando come di regola le moto sul marciapiede.

>>> Parte 2 - Turchia, Gallipoli, Troade e Lesbo