giovedì 30 giugno 2022

2022 - Laghi di Plitvice, Slovenia e Alpi orientali

 Un'idea che balla in testa da tempo, una festa patronale comune con ponte annesso, un traghetto casualmente con un orario praticamente perfetto e come un lampo si concretizza l'idea di un recupero di una visita che abbandonammo per maltempo nel 2019, durante il tour mitteleuropeo

Con il traghetto in partenza alle 22 da Ancona, il giorno prima della festa ecco che si può partire per gli agognati "Laghi di Plivitce".

Giorno 1 - Trasferimento Firenze - Ancona



Partenza dopo il lavoro per Ancona, senza farsi mancare un passaggio sulla Bocca Trabaria, che è sempre un bello spettacolo, alle 22 salpa il traghetto della Jadrolinija in direzione Zara e buonanotte.

Giorno 2 - Zara - Plitvice


Dopo una notte tranquilla, c'è subito motivo di festeggiare .... siamo in Croazia !

sbarcati a Zara

Il tempo scarseggia e fa un caldo infernale, lasciamo la visita di Zara alla prossima volta concedendoci solo la curiosità di andare a sentire a suonare l' "Organo Marino", la particolare installazione che suona col moto delle onde. Particolare, ma divertente.

In sella ! che un po di strada da fare ce n'è .... ma è strada divertente ! Prima sulla spettacolare litoranea fino a Karlobag, tra saliscendi e asfalti perfetti vista mare, poi attraverso il massiccio del Velebit.

Il Kubus in cima al Velebit

Infine su strada collinare tra boschi e campi fino alla nostra destinazione e , una volta trovata una sistemazione per la notte, all'ora di pranzo siamo pronti per la visita di quello che viene decantato come uno dei più bei parchi del mondo.
Plitvice finalmente, le aspettative sono alte, e di conseguenza anche il prezzo, accesso comprendente l'uso dei trasporti interni (trenino e traghetto) costa quasi 40€, almeno il parcheggio per le moto è ancora gratis !
Con mezza giornata di tempo, dall'ingresso 2 sceglieremo di seguire il percorso H (Percorsi parco) , dopo un breve tratto in trenino ci lanciamo nella visita partendo dai laghi superiori.


Il parco è tenuto benissimo, non c'è una cartaccia in terra e i caratteristici camminamenti in legno per superare laghi e zone "ostiche" sono praticamente perfetti. Ci si profila una bellissima passeggiata al fresco.
Ad ogni lago gli occhi cercano le famose cascate, che pur in una stagione siccitosa fanno il loro sporco mestiere. E' davvero una meraviglia.


Un passaggio dopo l'altro tra laghi smeraldini e cascate di ogni forma e dimensione col plus dell'attraversamento in traghetto del lago Kozjak, il più grande del parco.


Persi nei paesaggi tra mille fotografie termineremo la nostra visita come da tradizione riuscendo a prendere l'ultimo trenino della giornata per tornare all'ingresso 2.
Stanchi ma soddisfatti (anche se reputiamo il biglietto eccessivamente caro) non resta che tornare in albergo per la notte.
E anche questa bandierina è stata finalmente tolta !

Giorno 3 - Dalla Croazia alla Slovenia



L'intenzione per oggi è quella di proseguire sulla tanto decantata "strada madre" della Croazia, ossia la litoranea, per andare a Fiume dove abbiamo un appuntamento per una visita irrinunciabile. La strada verso la costa è una classica collinare e anche divertente (a parte un brutto tratto sterrato a causa di lavori) e ci regala pure un passo prima di vedere il mare, il Vratnik a 700 m s.l.m.

Una volta sulla litoranea all'altezza di Segna, direzione nord verso Fiume, ma con le vacanze già iniziate il percorso si fa abbastanza noioso. Molto traffico, tanti paesini da attraversare, grandi drittoni ... insomma una strada poco interessante a differenza del tratto più a sud percorso il giorno prima.

Fatto sta che per l'ultimo pezzo di strada preferiremo prendere la strada veloce in modo da raggiungere Fiume in tempi "decenti". Una sosta gelato sul lungomare, con tanto di chiacchere a profusione con l'amica croata che colpevolmente ci scordammo di chiamare nel nostro passaggio precedente e la giornata può continuare.

Passato il confine avremo un assaggio delle belle strade slovene, fino ad arrivare al castello di Predjama al tramonto, quando tutto ormai e chiuso e i turisti scarsi .... come piace a noi.

Castello di Predjama

Un rapido giro per cercare la migliore inquadratura del castello, la promessa di tornare per visitare le famose grotte di Postumia e si può finalmente pensare di cenare e concludere la giornata.

Giorno 4 - Dalla Slovenia alle Dolomiti


Al mattino un bel sole ci da la carica, carica che ci farà affrontare in allegria le belle e fresche statali slovene, tra villaggi da cartolina, montagne e asfalto perfetto
Slovenia
Un piacevole su e giu, destra sinistra etc, tra valli e e colline, fino alla prima salita della giornata : il monte Kolovrat, scelto un po per motivi storici (ci si è combattuto la grande guerra), ma soprattutto perché un mese fa ci è passato il Giro d'Italia e come da tradizione troveremo un asfalto perfetto, anche se si tratta di una strada secondaria e normalmente trascurata.

Alla conquista del Kolovrat

Fatta la meritata pausa al fresco, in poco tempo si scende a valle per un doveroso omaggio al vicino ossario italiano di Caporetto (Kobarid)
Ossario italiano di Caporetto

Non è un posto molto frequentato, se non ci sono celebrazioni è possibile salire con le moto fino al sacrario, osservare la valle chiusa dominata dalla collina e ... riflettere. 
Al solito, tanto rispetto e tanta compassione per le migliaia di ragazzi di vent'anni mandati al macello.

A seguire, si rientra in Italia e dopo un po di pianura friulana, si punta in maniera decisa (su strade veloci) verso un'altra montagna asfaltata di fresco grazie al Giro .... Lo Zoncolan !


E' sempre una bella salita, il versante di Sutrio veloce e ben asfaltato, il versante verso Ovaro, stretto e con le caratteristiche gallerie che danno un po' il senso dell'avventura.

Le fasi finali di una corsa ciclistica ci daranno modo di prenderci una pausa in vetta e scambiare 4 chiacchere coi comunque coraggiosi ciclisti che hanno affrontato il "mostro" ovviamente dal versante più duro, quello da Ovaro.
Ancora qualche chilometro in mezzo alle montagne che ci sovrastano, poi a Cima Sappada, l'impresa !
Scoperta spippolando su internet, da Cima Sappada parte una strada che va in quota fino all'altopiano dove ci sono le "Sorgenti del Piave", quella che sulla carta sembrava una normale strada di montagna si rivelerà poco più che una mulattiera (fortunatamente asfaltata), stretta, malmessa e arcigna in più punti. Una fatica, che però verrà ricompensata dallo spettacolo delle montagne una volta arrivati in cima.
Il Monte Peralba sovrasta l'altopiano ed è uno spettacolo.


Sorgente del Piave

La strada termina qui, al rifugio "Sorgenti del Piave", per cui un bel respiro e giù di nuovo per la stessa strada infame fino a Santo Stefano di Cadore dove per l'ultima sera dormiremo al "fresco" circondati dalle montagne !

Giorno 5 - Dalle Dolomiti a casa

Sei in mezzo alle Dolomiti e che fai cerchi l'autostrada ? Ovviamente no ... metti in moto e ti lasci cullare dalle curve e dai panorami, conosciuti, straconosciuti, ma che non stancano mai.
E allora comincia la sequenza con il lago di Misurina,
Passo tre croci, Cortina d'Ampezzo, e l'immancabile sosta strudel al cospetto di Re Giau 
Passo Giau, obbligatorio
Si risale al passo Fedaia per rimanere impressionati dal basso livello del lago
Lago Fedaia .... in secca

Poi un po di fondovalle fino a Cavalese e si ricomincia a salire verso il Passo Manghen per uan pausa pranzo in quota ! 


Discesa in Valsugana e a Levico Terme di nuovo in salita sulla "Strada del Menador / Kaiserjager strasse" (anch'essa riasfaltata di fresco grazie al Giro), divertente e panoramica anche se strettina.
Qualche giro intorno a Lavarone per carpire le informazioni necessarie e lasciate le moto sulla statale all'inizio della strada sterrata (chiusa al traffico) per la frazione di Magrè ed indossato un abbigliamento più leggero, una breve camminata di circa 20 minuti ci porta fino all'altura che sovrasta il paese dove è stato installato l'ormai famoso "drago Vaia", costruito coi pezzi di legno recuperati dopo la tragedia della tempesta "Vaia" del 2018.
Molto ben fatto, estremamente coreografico e purtroppo destinato a sparire (come le conseguenze della tempesta) perché fatto con il legno grezzo, non trattato.

Drago Vaia

Poi ancora qualche curva e autostrada fino a casa, ricaricati al massimo dopo aver strappato qualche giorno di moto agli impegni quotidiani.


martedì 10 maggio 2022

Zucchero & Zuzzi

 Maggio 2022, finalmente il via libera ! dopo aver acquistato i biglietti per il concerto di Zucchero all'Arena di Verona a febbraio 2020, dopo quasi 2 anni e 2 posticipi a causa COVID, il concerto infine si terrà ! Era l'ora.

Giorno 1 - Verona e Concerto

Il giorno del concerto è finalmente arrivato, e dopo 2 anni di attesa come da buona tradizione, per assistere al concerto all'aperto avremo .... la pioggia !!! Ma niente ci può fermare ormai !

Il tempo non manca e approfitteremo dell'avvicinamento a Verona, facendo un salto verso 2 luoghi mitici della nostra storia patria.

Prima sosta a San Martino della Battaglia, sotto un cielo plumbeo non lontano dall'uscita dell'autostrada si arriva al cospetto della torre eretta per celebrare la vittoria delle truppe piemontesi sugli austriaci.


Torre di San Martino, sotto la pioggia

  e poco lontano, non potremo esimerci di visitare la cappella ossario dove sono conservati i resti dei combattenti

Ossario di San Martino della Battaglia
Nonostante la pioggia, non rinunceremo ad affacciarci anche al secondo ossario commemorativo in zona, quello di Solferino
Ossario di Solferino
Luoghi di battaglie importanti che hanno lasciato il segno nella storia della nazione, una visita che ogni tanto andrebbe fatta.
Col tempo che accende qualche speranza, ci dirigiamo poi verso Verona e lasciata la macchina al B&B scelto per il soggiorno (anche questo praticamente prenotato da più di un anno, in concomitanza del concerto), sfruttiamo il pomeriggio per fare i turisti nella bella Verona.
Prima sosta obbligatoria a casa di Giulietta !
Il balcone di Giulietta
A seguire una piacevole passeggiata nel centro storico, tra piazza delle Erbe, le arche scaligere
Verona .... Panorama
E quando la sera arriva, siamo pronti per entrare all'Arena
Arena di Verona
Passati i controlli di sicurezza e preso posto grazie ai nostri superbiglietti, a sole 3 file dal palco possiamo apprestarci a godere dello spettacolo.
IN attesa del concerto, col prodotto tipico

Zucchero

Zucchero

E come da previsioni, a metà del concerto arriva l'acquazzone, ma non ci sono problemi, siamo pronti a tutto ! 
Pubblico entusiasta sotto la pioggia



Finito il concerto, resta il tempo per un ultimo giro notturno per Verona fino al ponte di Castelvecchio
Castelvecchio

Giorno 2 - Bassano e Marostica


Al mattino, una bella colazione e di nuovo in movimento (sotto la pioggia) per spuntare i luoghi segnati durante l'inverno. Prima tappa a Lavarone alla ricerca del Drago Vaia, tentativo infruttuoso a causa del temporale che ci perseguita, quindi niente drago si cambia obiettivo puntando su Bassano del Grappa.
Il paese animato e colorato ci accoglie con un barlume di sole che sfrutteremo per un passaggio sul famoso ponte, distrutto e ricostruito più volte, ma basato sul progetto di un certo Palladio ..
Il ponte di Bassano
Non mancherà lo shopping e la visita ad uno dei produttori del prodotto tipico .... la Grappa !
Distilleria Poli
Ma ... poco lontano da Bassano c'è Marostica con la sua piazza degli scacchi, obbligatorio allungare la visita fino a lì
Marostica, piazza degli scacchi

Poi con la giornata che volge a termine, un trasferimento autostradale fino a Grado per il pernotto.

Giorno 3 - Grado, Aquileia e Redipuglia


Da tempo pensavamo di visitare Grado, col suo passato altisonante, con la sua storia, con la sua particolarità di nascere praticamente su un banco di sabbia nella laguna.
Un affaccio sull'immensa spiaggia la mattina con la bassa marea è obbligatorio, il panorama ricorda molto la Normandia .... a parte la temperatura
Spiaggia di Grado con bassa marea

Poi un piacevole passeggio con i bar e i locali della zona pedonale che aprono per la colazione, fino ad arrivare alla basilica di S. Eufemia.

Pavimento della basilica



Basilica che porta sul gobbo un discreto numero di anni, uno stile romanico delle origini e un pavimento a mosaico che è una meraviglia.

Riattraversata la laguna sulla strada che la taglia in due

La sosta successiva è ad Aquileia, patrimonio UNESCO e nei nostri obiettivi da tempo. E' finalmente giunta l'ora di togliere anche questa spunta !
Aquileia, una paese oggi quasi inesistente, ma che trabocca di storia dai romani fino alla prima guerra mondiale, Aquileia da sola è un viaggio nella storia della nazione.

La prima sosta è alla Basilica patriarcale di Santa Maria, che gia di per se è uno spettacolo
Basilica di Aquileia
Una volta pagato un onesto biglietto si è accolti dal personale gentilissimo e pronto a indirizzare i visitatori (quando si è contenti di pagare sapendo di contribuire alla conservazione di un capolavoro immenso) pronti per ammirare quello spettacolo che è il pavimento a mosaico, il mosaico più antico più grande dell'occidente


Uno spettacolo che non smetteresti mai di guardare, interpretare e leggere. Coi suoi animali, i suoi personaggi e le sue scene.
Ma non finisce qui .... col biglietto è possibile accedere anche al sottosuolo per ammirare la Cripta degli affreschi
Cripta degli affreschi
E non solo, sotto la basilica e la piazza antistante il campanile ci sono i resti conservati (mosaici compresi) di una enorme domus romana.

Resti romani
Un posto incredibile che da solo vale i chilometri percorsi.
Ma non finisce qui .... la basilica ospita dietro l'abside "Il cimitero degli eroi", dedicato ai combattenti della prima guerra mondiale, ma sopratutto .... la tomba dei 10 militi ignoti che NON furono scelti da Maria Bergamas (sepolta insieme a loro) per rappresentare il milite ignoto. L'undicesimo milite ignoto, quello scelto da Maria è all'altre della patria, a Roma.

10 militi ignoti

Maria Bergamas
Emozionante .... 
Anche perché si sono da poco concluse le celebrazioni del centenario del milite ignoto .... che fu scelto qui ad Aquileia e portato a Roma nel 1921. Tra l'altro vicino alla basilica c'è ancora la stazione ferroviaria da cui partì il feretro, anche se non è visitabile per le condizioni di abbandono in cui versa, ma la speranza è quella di un prossimo recupero.
100 anni del milite

Ma non finisce qui !!!
Aquileia era città romana e poco oltre la basilica, proprio sulla strada principale ci sono i resti di un imponente foro romano
Foro romano di Aquileia

Una bellissima scoperta, un posto da vedere e rivedere che ovviamente ci ha fatto perdere molto più tempo del previsto tant'è che dovremo rinunciare alla tappa successiva, ossia Palmanova, per rispettare una promessa fatta 3 anni fa  e dirigerci verso Redipuglia.

Prima di arrivare al sacrario dei 100.000 però un insidioso cartello marrone ci farà deviare verso il monte "Sei Busi".
Proprio dietro la collina che ospita il sacrario di Redipuglia infatti, c'è la "Dolina dei Bersaglieri", e in cima al monte proprio a pochi passi dalla strada è possibile visitare i resti delle trincee (ancora ben mantenute come un museo a cielo aperto) e i resti di una postazione medica risalente alla Grande Guerra.
Resti delle trincee


Concluso il breve fuor programma è tempo di rispettare la promessa e una volta parcheggiata la macchina affrontare la salita di tutti i gradoni finalmente aperti per arrivare in cima al sacrario, a visitare quello che ormai abbiamo adottato, quello col nome prima inventato poi scoperto essere reale , ultimo gradone, quello che non ci fu permesso di raggiungere nella nostra visita precedente , ma ora dopo tre anni ...

 eccoci, Soldato Zuzzi, come promesso, siamo tornati a trovarla


Ultimo gradone

Uno dei sacelli con 30.000 militi ignoti

"PRESENTE"


Promessa mantenuta !
Redipuglia è comunque un posto sempre emozionante, ma ci piace l'idea di aver finalmente raggiunto colui che avevamo adottato come lo sfortunato di turno, che durante i lavori di restauro per il centenario non poteva avere neanche la possibilità di essere visitato.

3 giorni in giro quasi senza meta, ma con tante idee e la volontà di continuare a sfruttare ogni occasione










lunedì 9 maggio 2022

2022 - Una mamma a Barcellona

 Da tempo ormai mi sentivo dire ... eh ... però è strana la "Sagrada Familia", "mi piacerebbe vederla", "oramai sono vecchia" ... ecc ecc ...

E allora ? Allentata la morsa del COVID finalmente si può ricominciare a muoversi abbastanza liberamente, e complice la oramai amica Vueling, in poco tempo, una volta trovati dei biglietti ad un prezzo abbordabile è un attimo prendere mamma sotto braccia e metterla su un aereo con direzione .... BARCELLONA !

Volo stavolta con un po' di ritardo, ma alla fine senza problemi e partiti da Firenze all'ora di pranzo, al pomeriggio siamo già a passeggio nei pressi della Rambla !

Mamma e Daniela in Plaça Reial
Mamma non è mai stata in Spagna pertanto,  alle prime ombre della sera subito uno spettacolo di Flamenco presso "Los Tarantos

E a seguire una bella paella per concludere in bellezza la giornata.

A spasso per Barcellona

Al mattino colazione, metropolitana ed è subito "Sagrada Familia", la cui architettura lascia un po perplessi se si è abituati al classico, ma è decisamente apprezzabile, soprattutto gli interni, dove la luce colorata delle vetrate vivacizza il bianco degli interni

Mamma e Daniela alla Sagrada




E dopo una bella e completa visita, qualche tapas per far riposare la vecchietta, e poi di nuovo a spasso per il Passeig de Gracia , il passeggio elegante a vedere le famose case di Gaudì

Casa Batilò

e giù fino alla bella placa de Catalunya.
Plaça de Catalunya

E per chiudere la giornata di nuovo una paella serale a base di moriscos

Domenica di rientro


Ultima tappa del breve (troppo ) weekend catalano .... la cattedrale di Santa Croce e Santa Eulalia, un goticone in piena regola impreziosita da una messa cantata ... in catalano
Di fronte alla cattedrale


 
Col plus della visita del chiostro dove alloggiano le 13 tradizionali papere
Le papere nel chiostro

 A seguire altri due passi per le vie del Barrio Gotico e poi giu fino al mare, alla Rambla del Mar



Sosta pranzo per il giusto riposo e con tutta calma di nuovo 2 passi per la Rambla e  al pomeriggio di nuovo in metropolitana fino all' aeroporto (comodissimo). .

2 giorni son troppo pochi per vedere Barcellona, ma l'autonomia di mamma è limitata e comunque bastano per farsene un'idea, vivacissima, casinara, bella da vivere .... Più che fare i giovani in vacanza questa volta lo scopo era un altro, ed è decisamente colto in pieno : mi riporto a casa una mamma shakerata, stanchissima, ma felice per questa esperienza, e ovviamente un pensiero a babbo che ci guarda da lassù sicuramente sogghignando sotto i baffi !