lunedì 27 settembre 2021

2021 - Svizzera e parco dei Vosgi

 La vacanza in Germania del luglio scorso ci ha lasciato in eredità il bollino per le autostrade svizzere, e allora che fai non lo sfrutti ? Qualche giorno settembrino a disposizione, green pass alla mano, qualche idea e via in e attraverso la Svizzera e oltre grazie al fatto che con le autostrade a disposizione lo stato extracomunitario lo si attraversa in lungo e in largo in poco tempo.

Giorno 1 :  Da Aosta (I) a Besançon (F)

Al solito partenza di buon mattino e un po' di sana autostrada italiana fino ad Aosta e a seguire il divertimento sulla bellissima strada del passo del Gran San Bernardo

Son Bernardo

Sconfinamento in Svizzera, rapida discesa e autostrada (sfruttiamo il bollino !!!) fino a Montreaux, in riva al lago Lemano. Parcheggiate le moto, subito sul lungolago a cercare la statua di Freddie Mercury, ovviamente assediata da turisti e fans, ma con un po' di pazienza riusciremo ad andarcene con la nostra foto !

Con Freddie ! 



Un breve giro per il paese, che in pratica è un unico centro commerciale e poi riprese le moto direzione verso il vicino Vevey, dove ha sede nientemeno che la Nestlè !! 
Il lungolago di Vevey è un piacevole passeggio decorato da numerose sculture, tra cui quelle di personaggi famosi che l'hanno frequentato come Charlie Chaplin o Nikolai Gogol, 
Charlot
Gogol

ma la più famosa è senz'altro la forchettona posta davanti all'Alimentarium, il museo dell'alimentazione della Nestlè !
The Fork

Riprese le moto si sconfina in Francia in direzione di Pontarlier e passato il Col des Hopitaux (il passometro, va sempre incrementato), non si può non rimanere affascinati dall'arcigno Château de Joux posto a guardia della valle e dal Fort Mahler che lo fronteggia.
Château de Joux
e dal suggestivo passaggio nella sottostante gola. 
Con le ombre della sera, poi non resta che fare rifornimento di viveri e raggiungere l'albergo per la notte in quel di Besançon.
Da Aosta a Besançon

Giorno 2 - Francia, Parco dei Vosgi. Da Besançon a Mulhouse

In primis un giretto per Besançon, soprattutto per vedere la casa natale di Victor Hugo
Casa natale di Victor Hugo

Scopriremo poi che nella stessa piazzetta, c'è anche la casa natale dei fratelli Lumiere, un bel concentrato di personaggi in pochi metri quadri !!
Già che siamo a Besançon, passaggio obbligatorio alla cittadella, una delle numerose fortezze progettate da Vauban, divenuta patrimonio UNESCO
Ingresso della cittadella

Statua di Vauban
Ripresa la strada verso il parco dei Vosgi, in prossimità dell'ora di pranzo, ci imbattiamo in una pizzeria automatica !  Aïssey, un paesino sperso nel mezzo della campagna francese, ma un po' per gioco, un po' per fame non resistiamo e ci concederemo una pizza lungo strada, .... calda pronta in 3 minuti ! Una stupidaggine, ma che ci ha fatto sentire come dei bambini !!!
Et voilà ... pizza calda lungo strada !
Poi nei pressi di Belfort, inizia la salita verso i Vosgi, per arrivare tra belle curve e panorami niente male fino al Ballon d'Alsace
Il Ballon d'alsace


La strada principale del parco dei Vosgi è la Route des cretes, che tra vari su e giù, curve e prati verdi garantisce una ottima esperienza di guida. Inutile sottolineare l'ottimo stato delle strade francesi, per cui ci faremo cullare da questo percorso per quasi tutta la giornata.
La Route des cretes, oltre numerosi passi (come si conviene) ospita alcuni punti caratteristici, tra i quali La sorgente della Mosella, il grande fiume che in Germania a luglio ci ha regalato alcuni tra gli scorci più belli del nostro viaggio estivo.
La sorgente della Mosella
La Route, con una piccola deviazione su una breve strada stretta e infestata di automobilisti incapaci, consente di arrivare alla terrazza dei Vosgi, il Sommet du Hohneck, praticamente una terrazza panoramica a quasi 1400 m da cui vedere la catena montuosa da una parte e le montagne tedesche in lontananza che ospitano la Schwartzwald, e il Kandelpass, da cui fotografammo la catena dei Vosgi a luglio.
Laggiù c'è la Germania

Poi dondolandosi pacificamente tra Markstein, col du Grand Ballon, col de la Schlucht, col du Bonhomme (il passo più sfigato, ma con l'adesivo più grande del mondo) le morbide curve ci faran perdere gran parte della giornata.
Nella discesa verso valle, abbandoneremo la statale per attraversare Kaysersberg, villaggio medievale fondato da Federico II.
Kaysersberg
E Infine, con la luce che comincia a mancare, salteremo la sosta a Colmar (a cui dedicheremo senz'altro un prossimo viaggio), ma senza rinunciare all'autoscatto da bambini davanti alla riproduzione della statua della libertà.
Colmar, statua della libertà
Di nuovo buio, autostrada e via verso il centro di Mulhouse per la notte.
Da Besançon a Mulhouse

Giorno 3 - Da Mulhouse (F) a Interlaken (CH)

Al mattino, come piace a noi, mentre la città si sveglia ci concediamo un piccolo giro per il centro di Mulhouse che si articola tutto intorno a Place de la Reunion. Anche Mulhouse fa parte di quella striscia di terra che nel passato è stata alternativamente francese o tedesca con l'ultimo cambio di bandiera avvenuto nel 1918 a fine guerra, quando Mulhouse tornò francese.
Il centro è carino, con case in stile, soprattutto l'hotel de Ville, attira la nostra attenzione, mentre la cattedrale è in ristrutturazione e non visitabile !
Hotel de Ville

Cattedrale di St. Etienne
Ripresa la strada e sconfinato di nuovo in Svizzera, una dose di autostrada ci porta fino a Berna e poi a Gruyeres, paese noto per l'omonimo formaggio e per il borgo medievale facente parte del percorso "Grand Tour of Switzerland". Ma a parte qualche foto da cartolina, quello che ci ha fatto fermare è il bar progettato da H.R. Giger, lo scultore, disegnatore creatore di Alien.
Due passi per il borgo medievale e sosta obbligata per un Alien Cafè, tra l'altro accolti benissimo da una simpatica barista (con tanto di controllo del green pass) !
Modello di alien

Giger Bar

Una breve pausa al tavolino, tra l'altro neanche cara, ci da modo di apprezzare il particolare design e la consapevolezza che passare qui la giornata potrebbe avere ripercussioni sulla psiche !
AnZia !!!

Lasciato il paese medievale, sosta obbligatoria al consorzio del Gruyere per un assaggio, qualche acquisto e poi su per le belle curve del divertente Jaunpass.

Panorama svizzero dal Jaunpass
La strada verso Interlaken scorre tranquilla, e nonostante il buio incombente non rinunceremo ad un'esplorazione di quelle che sono definite le valli più belle della Svizzera, andando verso Lauterbrunnen scorrendo tra due pareti verticali di roccia e poi verso Grindewald a cercare tra le montagne la cima dell'Eiger e della Jungfrau.
La in fondo c'è il gruppo della Jungfrau
Da Mulhouse a Interlaken


Giorno 4 - A spasso tra i cantoni. Da Interlaken a Wassen

Al mattino un rapido giro per Interlaken che non riserverà particolari emozioni e poi un gradevole ripasso per le due valli, a cercare il sole che si riflette sul ghiacciaio
Ghiacciao dell'Eiger
Ripresa il viaggio la strada ci porta verso il gradevole Brunig Pass con tanto di deviazione improvvista verso Hasliberg, alla ricerca di una fontanella e di un tavolino per il pranzo !
Punto pranzo con panorama svizzero, Hasliberg

Dal Brunig poi a valle verso Giswill e da li di nuovo in salita sulla stretta ma piacevole Panoramastrasse (nella quale, tra l'altro, è vietato il transito a camion e camper !), verso il Glaubenbielen Pass
Panoramastrasse

Campi verdi e montagne in lontananza, un po di traffico in fondovalle, ma ad Entlebuch, su di nuovo verso l'altrettanto piacevole Glaubenberg Pass.
Curve, curve e curve su strada perfetta fino a Sarnen, poi da li autostrada (evvai di bollino !) fino a Lucerna. Fermate le moto sul marciapiede (perchè in Svizzera funziona così) nei pressi della stazione centrale, nonostante un caldo afoso micidiale in pochi passi si arriva al simbolo della città, il pittoresco ponte in legno, il Kapellbrücke.
Kapellbrücke
Solita sessione per le 1000 foto di rito alla ricerca del riflesso perfetto, poi l'attraversamento fino al centro della città vecchia, dove ci concederemo un momento di relax al tavolino di una delle birrerie sul lungolago.
Una sosta con birra e snack in mezzo al viavai dei visitatori e dei lucernesi (lucernari ? lucernotti ? ), che se pur piacevole può essere tutt'altro che economico .. siamo pur sempre in Svizzera !  
Chiesa dei gesuiti
A pomeriggio inoltrato, di nuovo in moto per consumare un altro po il bollino e via di autostrada fino ad Altdorf, il paese natale dell'eroe nazionale, Guglielmo Tell.
Statua di Guglielmo
Altdorf, a parte la piazza centrale non offre molto altro, oltretutto è uno snodo piuttosto trafficato, ma dal momento che non piove e siamo sulla strada .... approfitteremo per risalire al Klausenpass che a luglio affrontammo tra pioggia e nebbia !
Col meteo favorevole finalmente avremo modo di apprezzare la bella strada e i panorami alpini che portano fino ai 1900 metri ..... finalmente !!!
Klausenpass all'asciutto !

E dopo il tramonto in quota, non resta che riscendere a valle fino al luogo deputato alla nostra sosta notturna in quel di Wassen, ai piedi del Susten.
Da Interlaken a Wassen

Giorno 5 - I classici svizzeri. Da Wassen (CH) a Campodolcino (I).

Giornataccia, il meteo settembrino ci ha definitivamente voltato le spalle. Al mattino una fastidiosa pioggia e un cielo grigio, annunciano una giornata di passi subacquei.
Contrariati, ma non intimoriti si parte col Sustenpass tra le nubi.
Umido Susten 
A seguire, Grimsel e Furka, tra un alternanza di pioggia e nebbia
Al furka, imbustati, ma contenti lo stesso

Ci è di conforto al solito l'ottimo stato dell'asfalto svizzero, tant'è che imbustati negli antipioggia e con le velocità ridotte, salire e scendere per queste mitiche strade non è poi così male .... certo il cielo azzurro sarebbe stato meglio, ma questo abbiamo e ce lo godiamo lo stesso !
Ad Andermatt, uno spiraglio di sole ci fa deviare fino all'Oberalp, dove consumare il nostro pranzo al sacco con vista faro !
Al faro dell'Oberalp
Scopriremo poi che il faro è li a fare il segnaposto del percorso delle sorgenti, qui intorno infatti ci sono le fonti del Reno e del Ticino .... hai visto mai che prima o poi si torni qui con un paio di scarponcini invece che con le moto ?

Si indugia un po sperando in un miglioramento, speranze tuttavia che verranno ferocemente deluse, arriveremo in cima al Gottardo tra nebbia e pioggia, il che però non ci impedirà di passare comunque dalla Tremola .... anche senza panorama ci piace lo stesso !
Tremola tra la nebbia ....

A valle un po di tregua dalla pioggia ci farà illudere di nuovo, un tratto di autostrada (bollino ti distruggo !!) in direzione prima di Bellinzona poi di Splugen con l'intenzione di affrontare il passo del San Bernardino che dovemmo tagliare a giugno per sopraggiunto maltempo. E ancora una volta dovremo rinunciare ... in prossimità del passo un nuovo temporale e un nebbione da competizione ci farà desistere, rimandando il San Bernardino irrimediabilmente all'anno prossimo.
A Splugen, sosta con sorpresa alla latteria della valle. Scopriremo che qui è ancora in vendita il latte fresco non pastorizzato (oltre a formaggi e altre brutte cose) e non ci faremo mancare l'occasione di assaggiarlo !
Latteria di Splugen !
 Da Splugen poi ultima dose di nebbia e pioggia per rientrare in Italia 
Ed andare ad asciugarsi in albergo a Campodolcino.
Da Wassen (CH) a Campodolcino (I)

Giorno 6 - Da Campodolcino a casa

Al mattino ancora pioggia, niente da fare salta anche l'ultimo obiettivo che ci eravamo prefissi ossia il Balcone d'Italia sul Sighignola, non resta che mettersi in strada e prendere la via di casa tra schiarite e temporali. Peccato, ma la moto è anche questa !
Nebbia, freddo e pioggia lo consideriamo allenamento per quando affronteremo le strade del grande nord !



 










 



sabato 31 luglio 2021

2021 - Germania 2, Romantischestraße e Deutsche Alpenstraße

<<< Germania 1, Schwarzwald e grandi fiumi 

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In primis, visto che siamo in zona, un'occhiata al centro di Magonza, città natale di Gutenberg. anche se la prima impressione è che la città non ci voglia, indicazioni frammentarie, mancanza di parcheggi moto nei pressi del centro, però ci adegueremo all'uso locale, moto sul marciapiede e via in zona pedonale.

Prima tappa un'occhiata al museo Gutenberg, proprio a ridosso della cattedrale

Museo Gutenberg

Per poi proseguire nella piazza, dove come di consueto al mattino c'è il mercato dei produttori locali

Duomo di Magonza
Certo eh, si bello il mercatino, ma per i turisti come noi è un po' una sfiga, troveremo la statua di Gutenberg nascosta dai tendoni dei baracchini e il segno del 50° parallelo, decisamente ricoperto da scatole e rifiuti vari ....
50° parallelo
Da Magonza, rapido trasferimento autostradale verso Wurzburg, costeggiando anche l'immenso aeroporto di Francoforte.
Da Wurzburg, inizia la Romatische, e una volta imboccata è facile seguire i cartelli (anche se cartina e tracciato GPS non ci mancano, siamo quelli del Piano B,C etc), la strada passa per la campagna e per paesini alcuni carini, altri insignificanti, non è niente di particolare, ma si va.
Indubbiamente la nostra attenzione viene attratta da qualche particolare cartello stradale come :
Pericolo ! Castori assassini !

Ci sono alcuni passaggi caratteristici, 
Romantischestraße

ma, mano a mano che ci si avvicina ai paesi più famosi della strasse, aumenta anche il traffico, tant'è che in più punti l'impressione è quella di essere sull'Aurelia !
Si va avanti sempre più perplessi, tant'è che in uno dei paesi più noti, Rothenburg ob der Tauber, pur con un bell'impianto medievale, mura comprese non riuscirà ad attrarci abbastanza da vincere traffico e difficoltà di parcheggio, per cui ci limiteremo ad attraversarlo e fare una sosta merenda a Feuchtwangen.
Anche qui altro attimo di perplessità, preso un gelato al tavolino nella bella Markplatz, lo gusteremo con l'incessante rumore del traffico e con la cameriera che già chiude gli ombrelloni e raduna le sedie nonostante sia appena primo pomeriggio.
Un altro pezzo di Aurelia e stavolta, decidiamo di fermarci a Dinkelsbühl. Anche questa città preserva l'impianto medievale e la cinta muraria, ma almeno ha una zona pedonale come si deve e finalmente vediamo la piazza principale occupata da tavolini e colori !
Dinkelsbühl

Indigene a Dinkelsbühl
Col sole che comincia a farsi basso, poi riprendiamo la strada, finalmente poco trafficata che passa in mezzo ai campi


Fino ad arrivare ad Augsburg (Augusta), per la notte.

Giorno 8 - Romantischestraße, seconda puntata



Memori delle esperienze non entusiasmanti nelle città più grandi, decidiamo di sacrificare la visita al centro di Augusta per una deviazione di non poco conto .... a poca distanza da dove siamo ci sono i resti del famigerato campo di concentramento di Dachau, anzi il KZ-Gedenkstätte Dachau.
Sotto un cielo plumbeo, come si conviene a questi luoghi, passato il centro informazioni si arriva all'ingresso del "campo", la cui visita è gratuita in quanto monumento nazionale.
Ingresso al campo di Dachau

E sul cancello in ferro ... la scritta che ancora oggi mette i brividi

Varcato il cancello, nonostante il campo sia veramente sconfinato, non si può non avvertire un senso di oppressione, senso che aumenta dopo la visita ai locali della palazzina che ospita il museo, con tanto di testimonianze e particolari agghiaccianti sull'organizzazione e le storie di chi è vissuto e morto nel campo.
Palazzina manutenzione (museo)

Ma il particolare più terrificante è la palazzina in mattoni rossi all'estremità del campo, è sopravvissuto ed è stato restaurato per mantenerne la memoria, il crematorio.
Crematorio
L'edificio conserva al suo interno gli ambienti più agghiaccianti, le sale di "disinfestazione", le "docce" e i forni, brrrrr.

Cuore pesante e ovviamente in ritardo, perché la visita, come di consueto, ha richiesto più tempo del previsto, riprendiamo l'autostrada diretti verso Augusta per completare il percorso della Romantische.

Poesia però che passa dopo aver percorso altri chilometri seguendo i cartelli marroni alternativamente in mezzo ai campi (su strade diritte) o nel traffico, tant'è che a Landsberg decidiamo di interrompere lo straSSio e iniziare a puntare verso le alpi, lambendo la periferia di Monaco.
Per questa volta il destino sarà benigno, arriveremo a Inzell ad un orario tranquillo, tanto da fare la spesa, preparare la cena a base ovviamente di wurstel, crauti e spatzle e stare alla finestra a guardare il temporale che arriva scuotendo gli alberi e oscurando le montagne, scrosciate di pioggia violenta, ma  che poi alla fine ridarà il cielo stellato. 
Panorami e temporali che richiamano in maniera poderosa la "Pastorale" di Beethoven !  

Giorno 9 - Deutsche Alpenstraße



Col sole e col consiglio della simpatica proprietaria del B&B di Inzell, prendiamo la strada per Berchtesgaden, ma con una deviazione verso la Rossfeld Panoramastrasse.
La Rossfeld è una strada alpina, circolare a pedaggio (5€ per le moto), ma se pernottate in zona (e Inzell è nella zona), il proprietario vi fornirà un voucher per accedere gratis. Vuoi farti scappare un'occasione del genere ? Certo che no, e infatti ci godremo una strada fantastica, asfaltata perfettamente, larga, con tanti curvoni goderecci e ovviamente vista sulle montagne.
In cima alla Rossfeld

Tra l'altro dalla sommità oltre all'Austria da un lato, dall'altro si vede il famoso "nido dell'aquila", ex residenza estiva del crucco coi baffetti e ora ristorante panoramico

Terminato il breve excursus da motociclisti smanettoni, si riscende a valle per due passi in centro a  Berchtesgaden.
Parcheggiate le moto, in maniera regolare, gratis, ma in un parcheggio che al massimo potrebbe contenerne 3 (decisamente i germanici sono molto meno moto friendly di quanto pensassimo) ci lanciamo all'esplorazione.
Berchtesgaden ha un centro caratteristico, con stradine in acciottolato, case colorate e piazza, 



Il corso principale e le strade adiacenti sono praticamente monotematici e fioccano i negozi di sport ! Troppo ginnici questi tedeschi.
Riprese le moto si parte davvero per la Alpenstrasse adesso !

Ancora una volta abbiamo i cartelli marroni a guidarci, la strada è bella, larga, asfaltata perfettamente, ma non è quello che ci aspettavamo. In pratica è un lungo fondovalle che segue la linea delle alpi bavaresi anche moderatamente trafficata, vista la zona mi sarei aspettato più passi, invece ne valichiamo ben pochi e alcuni molto inventati (alla francese per intenderci). Nonostante tutto però è fresca e decisamente molto meglio della Romantische.
E che siamo in Baviera ci viene ricordato regolarmente dai pali decorati all'ingresso di ogni paese che attraversiamo

In pratica la strada scorre via senza troppe emozioni, almeno fino all'arrivo del temporalone pomeridiano, un addensarsi di nubi all'orizzonte (pare di avere la contea di Mordor davanti) e una pioggia violenta, tant'è che dovremo rifugiarci sotto la tettoia di un benzinaio.
Passata la tempesta rispunta un po' di sole che ci permetterà di arrivare alla nostra destinazione serale a Ettal, costeggiando laghetti e guardando le montagne sempre sullo sfondo.
Panorami da Alpenstrasse

Giorno 10 - Deutsche Alpenstraße e Ravensburg



Il tratto conclusivo della Alpentrasse si sovrappone con quello della Romantische strasse e porta nientemeno che al castello più famoso della Germania, ossia Neuschwanstein.
C'eravamo già passati, ma stavolta l'avvicinamento dal lato tedesco ci consente una visione da lontano che non può che confermare l'impressione avuta da sempre .... è finto, troppo scenografico per essere vero !
Neuschwanstein da lontano



E' il monumento più famoso della Baviera, al costo di 3€ parcheggiamo le moto e ci concediamo un giro tra i baracchini di souvenirs e un'arrampicata fino alle porte del maniero.
Il maledetto covid ci impedirà la visione panoramica per eccellenza dal Marienbruke, chiuso per evitare assembramenti e ci dovremo accontentare di vedere il castello da sotto le mura. 

E entrare manco a pensarlo, a parte che non ci interessa, ma occorre prenotare il biglietto con anticipo via internet, altrimenti niente !
Conclusa la visita e acquistato il nostro souvenir preferito (lo 0 euro) puntiamo verso la vicina cittadina di Füssen, che poi è la tappa conclusiva della Romantische strassIo.
Due passi per la cittadina ci fanno apprezzare la vivacità del passeggio e i suoi edifici colorati


Tant'è che vista l'ora, una volta trovata una piazzetta secondaria ci concederemo una sosta al tavolino per un pranzo e una birretta in puro stile bavarese. 
E il pomeriggio come di consueto, nere nubi si addensano sulle nostre teste, e la pioggia ci farà decidere di lasciar perdere l'ultimo tratto di alpenstrasse che ormai corre solo in mezzo ai paesi e invece di arrivare fino a Lindau opteremo per puntare alla nostra meta successiva, a Ravensburg, sede della mitica Ravensburger.
Prima sosta al parco Ravensburger Spieleland in cui pensavamo (erroneamente) di trovare almeno un gift shop della famosa ditta, invece verremo abbondantemente delusi; nonostante il parco sia immenso, la biglietteria è disadorna con appena due vetrinette con qualche puzzle di rappresentanza.
Delusi ma non persi di animo ci dirigiamo verso la città e all'ingresso ci si imbatte nella sede, impossibile non arrivare davanti al cancello per una foto commemorativa 

Poi  anche in città prosegue la ricerca di un negozio, un gift shop qualsiasi cosa a firma Ravensburger, ma complice la lingua barbara delle (scarse) informazioni in nostro possesso, non riusciremo nell'intento. L'unico risultato sarà quello di passeggiare per il centro di Ravensburg, tra l'altro abbastanza anonimo, sotto la pioggia. 

Giorno 11 - Da Costanza a Livigno



Dopo colazione, un bel sole ci accompagna alla città di Weingarten, dove a quanto pare c'è una basilica che richiama San Pietro. Parcheggiate le moto, di nuovo con difficoltà (parcheggio moto di 3 posti) ci dirigiamo alla basilica che è grande si, in stile romanico pure, ma con San Pietro .... ha ben poco a che fare!
Basilica St. Martina a Weingarten

Lasciata poi alle spalle la deludente Ravensburg, puntiamo verso il famoso lago di Costanza o Bodensee, per curiosare sul lungolago di Friedrichshafen, città la cui fama è dovuta alla costruzione dei primi dirigibili Zeppelin agli inizi del secolo scorso, che aveva qui la sua fabbrica.
Museo Zeppelin

Monumento Zeppelin sul lungolago
Poi strada nazionale e qualche strada secondaria per cercare di apprezzare il lago di Costanza, ma con scarsi risultati
Lungolago
e di nuovo traffico e una spruzzata di pioggia per arrivare al capoluogo.
A costanza per fortuna c'è di nuovo il sole e ci possiamo concedere qualche passo in centro per visitare il monumento più famoso, ovviamente il duomo.
Lo "struscio" di Costanza

Facciata del duomo

Chiostro 

Bella la cattedrale e anche l'interno, dove nella cripta, risalente a prima dell'anno 1000 sono conservante le reliquie dei santi della zona.
Ancora due passi (senza trovare gadget degli di acquisto), un'occhiata al famoso Hotel Zeppelin, dalla facciata decorata
Hotel Zeppelin

e si conclude la nostra breve visita a Costanza.
Ripresa la strada, sconfiniamo in Svizzera senza problemi ne controlli e pur con qualche incertezza riguadagniamo l'autostrada in direzione Italia.
Il paesaggio svizzero scorre via tranquillo, da cartolina, e mentre le montagne "vere" si avvicinano la nostra attenzione viene attratta da un nuovo cartello di confine .... siamo in Liechtenstein. e allora che fai ? Esci dall'autostrada e vai a cercare il gadget !
Ci limitiamo a passare sulla strada che costeggia la capitale Vaduz, anche perché la strada che porta al castello è chiusa

E quel che più conta, dopo alcuni tentativi andati a vuoto riusciamo finalmente ad ottenere il sospirato gadget ... l'adesivo del Liechtenstein da esporre con soddisfazione sulla moto !

Ancora un po' di strada e poi a Davos, su per la strada fantastica del  Flüela pass ....
Pomeriggio inoltrato, traffico praticamente assente e una fantasistica giostra di asfalto tra le montagne

Al passo col sorriso
Breve sosta per ammirare le montagne, poi a valle come di consueto verremo raggiunti dalla pioggia che ci farà affrontare il Bernina e la Forcola all'umido, fino a raggiungere Livigno, sede del nostro ricovero notturno per oggi.
Si perché gli svizzeri ci fanno solo transitare e noi transitiamo e dormiamo in Italia !

Giorno 12 - A casa sfidando gli elementi

Tempo incerto, ma almeno non piove per cui dopo colazione un po di sano shopping come si conviene in quel di Livigno e di nuovo in direzione Bernina.
L'intenzione era quella di affrontare i passi dello Julier e del San Bernardino in modo da rientrare in Italia da Lugano, ma la pioggia ci sorprende di nuovo e dal momento che sembra abbia intenzione di durare, optiamo per un cambio di programma e scegliere un rientro breve passando dal Maloja, Val Chiavenna e SS36 verso Lecco.
Decisione che poi scopriremo azzeccatissima, le precipitazioni hanno allagato alcune strade in zona Como causando non pochi problemi alla circolazione !
Poi pianura e caldo fino a casa, non senza il divertimento finale della Serravalle al tramonto.

Note finali

Una volta a casa emergono alcune considerazioni sulla Germania che non ci saremmo mai aspettati : 
  • La Romantische è una sòla ! Alcuni paesi sono carini, tanti sono insignificanti e la strada ha solo alcuni tratti divertenti, per il resto è una lunga strada di collegamento che obbliga al passaggio nel centro dei paesi, traffico e impicci compresi, ben si merita l'appellativo di Romantische StrassIo
  • La Germania non è moto friendly come ci aspettavamo, parcheggi moto praticamente inesistenti, anche se la pratica sembra quella di lasciarle sui marciapiedi, e pochissimi motociclisti in giro
  • La Germania è molto meno accogliente degli altri paesi, il turista è più sopportato che incentivato, tant'è che che anche a ricordini siamo messi malissimo, pochi e veramente bruttarelli
  • Hotel e B&B, mediamente più cari di Italia e Francia e spesso con gestione del check in in automatico con poche (rigorosamente in tedesco) o nessuna informazione e orari "nordici" diversi dai nostri ... arrivare alle 20 in albergo potrebbe riservare dei problemi.
Per il resto belli i panorami di Foresta nera, bellissime le valli del Reno e della Mosella e gradevole la Alpenstrasse, ma strade talmente larghe e perfette che alla lunga risultano noiose, strade che potrebbero diventare emozionanti se fatte a velocità molto al di là dal limite (che comunque è 80 - 100 Km/h), ma non è il caso visto che abbondano gli autovelox.

La Germania invita a muoversi, a percorrere chilometri in abbondanza senza problemi, tutto pulito, tutto ordinato, tutto organizzato, bella si ma alla lunga noiosa, ci torneremo sicuramente, ma è un paese che più che in moto è meglio girare in auto e a piedi.