mercoledì 13 luglio 2016

2016 - I colori della Provenza

L'idea c'era gia da tempo, qualche assaggio, qualche tentativo fallito per via della stagione o per mero errore di calendario era gia stato fatto ... ma arriva il momento in cui occorre organizzarsi a modo.

Giorni a consultare meteo e social network per carpire informazioni a proposito dello stato della fioritura della lavanda, fino a quando viene raggiunta la fatidica decisione e la scelta va a ricadere sul classico week end di metà luglio che precede l'inizio della raccolta.

Giorno 1 - Da Genova a Manosque  <<< Traccia Gmap


Radunata la compagnia e preso Genova come punto di partenza, una sveglia antelucana per approfittare il più possibile del fresco, una buona colazione e poi via a testa bassa in autostrada prima italiana, poi francese fino a Cagnes sur Mer. Traffico, vacanzieri, caldo che inizia a farsi sentire, arrivare alla prima sosta del nostro viaggio ci da modo di riprendere fiato dopo lo stress della straziostrada. Prima tappa che è quel gioiellino medievale di Saint-Paul-de-Vence, che ci accoglie subito benissimo con un parcheggio gratuito per le moto, proprio a ridosso delle mura, e una bella fontana di acqua fresca.  
Non c'è niente da fare,  ormai in moto adoro i francesi e il rispetto che hanno per i "motards" .
Il paese è un piccolo borgo medievale arroccato su uno sperone, un grande classico con le sue piazzette

e le sue innumerevoli botteghe d'arte di ogni genere di pittori e scultori ... arte si ma sa tanto di attività "attira-turisti".
Un angolino appartato del borgo tuttavia conserva gelosamente memoria di una celebrità, la casa che a suo tempo fu abitata da Jaques Prevert nascosta tra edera e bouganville

Sotto un cielo bigio carico di umidità marina lasciamo Saint-Paul per iniziare il giro vero proprio. Ora si che riconosco la Francia, strade divertenti, buoni asfalti e panorami rimarchevoli come le graziose  Gorges du Loup.
A Gourdon si comincia a salire verso l'Altopiano di Caussols indicato come un posto da "lavanda". La strada carinissima, ci da la soddisfazione di marcare altri due inaspettati "valichi",
 

ma ci delude alquanto ... di lavanda non se ne vede neanche col binocolo, solo una distilleria e tanti campi ....
Delusione che verrà mitigata dalle belle curve della successiva Route Napoleon e dal classico baracchino che propone in vendita i prodotti tipici della zona a base di lavanda.
Con il tempo in miglioramento e l'umidità lasciata alle spalle delle montagne si continuano a macinare chilometri che ci faranno attraversare prima l'altopiano di Gratemoine.

con la sua cappella a fare da pietra miliare
e un passaggio sulla "rive droite" delle sempre spettacolari Gorges du Verdon.
Con le nuvole che si rifanno presenti e la stanchezza che inizia a farsi sentire passato il Verdon, ci concediamo un rapido passaggio sull'altipiano di Valensole ... e ora si che si ragiona .... pur con una luce diffusa si comincia a farsi un idea di quello che è il viola dei campi di lavanda.

Stanchi, accaldati e puzzolenti raggiungiamo poi il nostro ricovero notturno in quel di Manosque che è già ora di cena .

Giorno 2 - Manosque - Senanque  <<< Traccia Gmap


La giornata inizia come meglio non si può, in sequenza ci toccano :
  • Cielo pulitissimo e sole che da il suo meglio per colorare il territorio
  • Una colazione spettacolare !
  • Un inedito e inaspettato valico poco dopo la partenza !
Meglio di così ....
Lasciata la strada principale, un occhio ai cartelli non ci fa sfuggire l'indicazione di punto panoramico in direzione di Saignon.
E da buona tradizione, abbandonando le via maestre .... non si resta delusi.



Saignon è un piccolo villaggio arroccato, e immerso nei colori .... giallo di girasole, viola di lavanda, verde e tanto azzurro .... non stiamo guardando un panorama, ma un quadro !
Qualche chilometro per attraversare il Plateau de Claparedes, che è un puzzle colorato di viola e giallo per arrivare a Bonnieux, altro villaggio che si affaccia sulla pianura
La zona è gradevolissima, non a caso siamo nel parco del Luberon
Scesi a valle la curiosità ci porta alla scoperta del Village des Bories un villaggio recuperato costruito con una particolare tecnica specifica della zona. Case e altri edifici interamente in pietra, ma tirati su "a secco", una tecnica che ricorda i trulli pugliesi ....



In ogni caso, molto suggestivo. Una pagina di storia "popolare" del territorio conservata e tenuta viva per il futuro.
Altra breve sosta fotografica per apprezzare il profilo di Gordes, direttamente dalla strada panoramica
Gordes
prima di proseguire e raggiungere uno degli obiettivi prefissi da tempo.
La splendida "Abbazia di Senanque"

Una vera cartolina, purtroppo schiava della sua bellezza .... un'austera abbazia, assediata da torme di turisti caciaroni, maleducati e irrispettosi ...peccato.
Anche se la magia del campo di lavanda davanti all'antico edificio ... resta !
Abbazia di Senanque

Rinunciamo alla visita, a causa dei tempi di attesa e riprendiamo la strada ... che manco a dirlo è perfetta, perchè di qui a pochi giorni transiterà il Tour de France

Tra saliscendi e curve continue, si parano davanti a noi numerosi campi di lavanda, tutti regolarmente infestati da turisti (in massima parte orientali), così tanti che ormai vengono considerati parte del panorama

Ma la Provenza non è solo lavanda, in quanto a colori c'è un paese secondo a nessuno, ossia Roussillon con le sue montagne colorate e il Sentiero delle Ocre.
Giunti in paese ho modo di apprezzare di nuovo il rapporto francesi - motards ... appena messo le ruote in piazza con lo sguardo perso nel tentativo di orientarmi, mi si fa incontro una vigilessa solare e sorridente che mi indica subito il parcheggio moto ribadendo che è "gratuit".

.... Innamorato perso della Provenza ....
Parcheggiati i mezzi (gratuitamente ) e indossati abiti leggeri si va alla ricerca di colori.
Già il primo sguardo sulla falesia multicolore è notevole ...
per poi perdersi tra colori caldi che vanno del giallo, all'arancio, al rosso di queste pietre e terre ... pura magia.




Ne usciamo appagati, polverosi e ... colorati !
Riprendiamo la via del ritorno verso Manosque, ma la strada pur essendo breve è irta di tentazioni .... irrinunciabili deviazioni prendono possesso delle ruote delle nostre moto, e così invece che in albergo ci troviamo prima al cospetto del mulino a vento di Saint-Michel-l'Observatoire 
 Per poi approfittare della luce del tramonto per un raid fotografico di nuovo sull'altopiano di Valensole, dove la lavanda da il meglio di se ...


Ancora una volta in albergo ci vedono arrivare stanchi, sudici, puzzolenti, ma con un sorriso che va da orecchio a orecchio.

 Giorno 3 - Da Manosque a Genova <<< Traccia Gmap


Si comincia a tornare verso casa ... non prima di un ultima ripassata dai campi di lavanda ! 
E' domenica ... e si vede .... migliaia di turisti sciamano per i campi di lavanda alla ricerca dell'inquadratura perfetta .... 
Ma come dargli torto ... la luce del mattino accende il viola di una tonalità superlativa


 Ovviamente la strada è costellata di produttori di qualsiasi cosa "alla lavanda", carini, coreografici, ma ormai dediti solamente allo spennamento del turista .... ne apprezziamo i colori, 
ma questi supermarket .... non avranno i nostri euro !
Nella ricerca di prodotti più "veri" ci concediamo uno "shopping time" a Valensole, avremo modo di trovare botteghe artigiane autentiche
ma anche una boulangerie e gli agognati pain au chocolat

La strada del ritorno prevede il passaggio sull'altra metà dell'altopiano, con la strada che porta a Puimosson.
Scopriremo una parte della zona della lavanda, più vera. La strada più stretta e tortuosa tiene lontano i pullman e le comitive di giapponesi, 

scopriremo un'abbondanza di campi di lavanda di una varietà diversa, più avanti con la fioritura tant'è che in questa zona è gia iniziata la raccolta.

Ma casa è ancora lontana, al primo pomeriggio siamo meno di 30 Km da Manosque .... 
Faremo scorrere in fretta i chilometri che ci portano alla "rive gauche" delle gole del Verdon
Verdon

Balcon de la Mescla
a toccare Castellane con la sua chiesetta in cima alla rupe
Castellane
a costeggiare il Lac de Castillon fino a riprendere la spettacolare N202 fino a Entrevaux e alla sua fortezza a guardia della valle.
Entrevaux

E con il sole che inizia a farsi basso ci concediamo un assaggio delle Gorges du Cians scavate nella roccia rossa, ma che meriterebbero una ben più lunga sosta per essere apprezzate.

Sopratutto per poter affrontare (esclusivamente a piedi) i tratti della vecchia strada scavata nella roccia, ormai sostituita dei tunnel, troppo veloci e bui per essere davvero attraenti.... unica conclusione logica .... ci sarà da ritornare !

Ultime curve son quelle del Colle della Lombarda, sole ormai prossimo al tramonto, ma asfalto perfetto (grazie al giro d'Italia, passato su questa strada a maggio).
Una boccata d'aria pura ai 2300 metri ...

un orecchio alle marmotte che a quest'ora si fanno sentire in maniera potente e la consapevolezza che la breve vacanza ormai volge al termine.
Resta lo sguardo attonito tra gli increduli compagni di viaggio
e poi solo autostrada fino a casa. 
Stanchi, stanchissimi, ma felici e con gli occhi pieni dei magici colori della Provenza.
Au Revoir ... Douce France !

Note per i viaggiatori 


Pernottamento a Manosque : Hotel du Terreau, carino, pulito con tutti i comforts. Ha un garage per le moto, ottima colazione e per cena è convenzionato con i ristoranti della zona. In alta stagione la mezza pensione con circa 60€ a persona in camera doppia + le tasse di soggiorno. Consigliatissimo !

Village des Bories a Gordes : ingresso 6,5 €

Sentiero delle Ocre a Roussillon : ingresso 2,5 €



 


martedì 7 giugno 2016

2016 - Nel centenario della Grande Guerra - Seconda puntata


Non era stato sufficiente il passaggio del 2014 in questi luoghi segnati dalla guerra di un secolo fa ... Nonostante il meteo bizzoso e inclemente di questo ponte di inizio giugno, radunata la compagnia è tempo di partire di nuovo. Impermeabile a portata di mano, cartina stradale e tanta voglia di scoprire strade e luoghi della storia

Giorno 1 : A27 Treviso Nord - Montello - San Boldo - Dont

  • Sacrario del Montello
  • Sacello di Francesco Baracca
  • Molinetto della Croda
  • Passo San Boldo
Partenza di buon mattino per un irrinunciabile tratto di autostrada fino a Treviso Nord, tra nuvolaglia e qualche schizzo di pioggia quasi insignificante. Un breve tratto di statale ci conduce a Nervesa della Battaglia e fin da lontano è visibile quello che è il primo stop di questo motogiro storico, ossia il Sacrario militare del Montello . Prima di iniziare la visita sfruttiamo il periodo di chiusura ( è aperto dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17) per una meritata pausa pranzo presso l'osteria "La Barachetta", proprio all'inizio del viale che conduce all'ossario.
Parcheggiamo poi le moto davanti alla scalinata che conduce al sacrario e la visita può cominciare.


La struttura è imponente ed è proprio sopra una delle punte del Montello, in posizione assolutamente dominante. Dalle terrazze superiori facile far spaziare lo sguardo tra la pianura e le anse del Piave.

All'interno trovano posto i resti di quasi 10.000 soldati, molti dei quali "ignoti", la "croce di Nervesa", resa celebre da uno dei canti degli alpini (La tradotta) e un piccolo museo, con carte, fotografie e cimeli reperiti su quello che cento anni fa era un campo di battaglia, un luogo che più iconico non si può, sono le rive del Piave

Tra le molteplici tracce della "Grande Guerra", proprio a poca distanza dal sacrario sorge il sacello di quello che, almeno in Italia, è l'aviatore per antonomasia ... Francesco Baracca, che fu abbattuto proprio in quel punto nel giugno del 1918



Riprese la moto, sotto una leggera pioggia, tra paesi sonnacchiosi e un traffico praticamente inesistente puntiamo le ruote verso Refrontolo per ammirare quello che è una vera cartolina in 3D ossia il Molinetto della Croda . Normalmente una visione quasi idilliaca, ma destino vuole che oggi troviamo un cielo cupo e il Lierza decisamente "in piena".

Impossibile non pensare al recente disastro dell'agosto 2014

Lasciato il molinetto, una strada piacevolmente mossa ci fa attraversare i colli trevigiani, culla del prosecco, per condurci fino al Passo San Boldo. Un'ardita strada costruita su una parete praticamente verticale, resa carrozzabile in soli 100 giorni durante l'ultimo anno di guerra dagli austriaci


Pur se la parte con gli 8 tornanti in galleria è breve, merita sicuramente anche un filmato !

E un doveroso festeggiamento

E ovviamente come vuole la norma, ormai la sera incombe, si lasciano scorrere le ruote delle nostre moto fino a Lavarone e poi sulla divertente strada che conduce a Dont, luogo del nostro ricovero notturno presso   Albergo Brustolon (0437 78150 a Dont di Zoldo 46 € a persona mezza pensione), dove troveremo cortesia, ospitalità e un sorriso per i motociclisti.


Giorno 2 : Dont - Mis - Valdobbiadene - Grappa - Pennar 


  • Passo Duran
  • Lago del Mis - Cascata la soffia - Cadini del Brenton
  • Passo Praderadego
  • Cartizze - Osteria Senz'Oste
  • Monte Grappa
Al mattino cielo sempre incerto, ma almeno non piove. Una bella colazione e subito via per le curve che conducono al Passo Duran

A valle del passo, ad Agordo, si cominciano a seguire i cartelli marroni che indirizzano verso la valle del Mis. Tappa obbligatoria per soddisfare gli occhi dei cacciatori di panorami. Occhi che iniziano a riempirsi di meraviglia, gia all'inizio delle gole con un panorama niente male 



condito da passaggi spettacolari su una strada che offre parecchie gallerie scavate nella roccia, umide, strette, ma dal fascino unico.



E poi l'incantevole lago del Mis,  circondato di punti interessanti.

Visto che oggi abbiamo anche il sole, doppia sosta obbligatoria presso la Cascata La Soffia nei pressi del rifugio in riva al lago. Un comodo percorso attrezzato conduce dentro una gola strettissima entro cui scorre impetuoso un torrente che rimbalza sulle rocce



 Ma non finisce qui, esattamente dall'altro lato del ponte che attraversa il lago c'è un'altra curiosità geologica che merita una visita, ossia i Cadini del Brenton , una serie di cascatelle e pozze di erosione coloratissime in verde che sono una gioia per gli occhi 



Una volta ripartiti e costeggiato tutto il lago, si punta verso un altro passo del tutto inedito, scoperto e asfaltato recentemente dal giro d'Italia il Praderadego, stretto quasi tutto al coperto in mezzo al bosco, ma con una parte in quota assolutamente panoramica .... si merita un video

E alla base del Praderadego, una meritata pausa pranzo presso Osteria A La Becasse a Valmareno. Ancora una volta, piacevolmente stupiti dalla gentilezza, cordialità e ospitalità dei veneti. Nonostante fossimo fuori orario della cucina, in quattro e quattr'otto spunta fuori tovaglietta, tagliere di salumi e formaggi, cameriere, proprietario e amici che davanti a un buon prosecco si prodigano in consigli su strade e attrazioni della zona. 
Eh si .... questo è "viaggiare" .... mi piace !

Ripartiti alla volta di Valdobbiadene, curve dolci e occhi rapiti sul verde vivissimo delle vigne fino a quello che è il primo consiglio datoci poca fa .... il punto più panoramico del Valdobbiadene, poco prima del paese bivio a sinistro per l'azienda agricola "Col Vetoraz" per poi raggiungere l'osteria dell'Oste che non c'è.
A parte che il posto è probabilmente una delle terrazze più panoramiche che esistano sui vigneti del Valdobbiadene, e gia questo giustifica la sosta,

a parte che siamo in cima al colle del Cartizze,  la particolarità sta che in un casolare dell'ottocento c'è l'osteria, ma non c'è l'oste .... All Oste che non c'è , c'è il frigo, i salumi, i taglieri, bicchieri, tavoli e sedie, si prende il prodotto, si lascia un "contributo" e via ... 
Pura magia fatta di fiducia nel prossimo, che il mondo ce la conservi !!!




Sempre fedeli ai consigli ricevuti durante la pausa pranzo, lasciamo perdere la strada programmata e da Valdobbiadene attacchiamo la salita al Monte Grappa mediante la strada che passa da Fener e da Alano del Piave. Questa che sale sul Grappa è nota come "strada delle gallerie", in alcuni tratti stretta, ma enormemente panoramica, inoltre  in quota si incontrano una serie di gallerie scavate nella roccia risalenti agli eventi bellici, conditi ogni tanto da resti di trincee e rifugi come quello del Monte Pàlon. 
La cima del Monte Grappa però è sempre emozionante ....

Una veloce discesa verso Bassano del Grappa e un'altrettanto veloce ascesa sulla bella strada che porta ad Asiago, per raggiungere il nostro punto sosta, l' : Hotel Pennar , Loc. Pennar (vicino osservatorio astrofisico d Asiago) 0424.462371 (45€ a persona a notte mezza pensione)


Giorno 3 : Pennar - Cengio - Vezzena - Tonezza - Pennar


Al mattino ancora un cielo plumbeo che fa da cornice alla prima sosta della giornata, il Sacrario di Asiago, imponente, rigoroso e razionalista, 

Oltre a un piccolo museo, conserva i resti di più di 50.000 soldati sia italiani che austriaci, e tutti comunque giovani di più o meno vent'anni 
 


Per molti dei quali, come consetudine della Grande guerra unico riconoscimento, una lapide con scritto "milite ignoto" .... quante vite ...

Col tempo in miglioramento, si passa alla seconda tappa ossia alla zona sacra del Monte Cengio. Caso vuole che arriviamo proprio al termine delle celebrazioni per i cento anni della battaglia che diede lustro al corpo dei Granatieri di Sardegna.
Una stradina con qualche tornante porta al piazzale che funge da parcheggio davanti al rifugio "Al Grantiere". Indossate calzature adatte, ci lanciamo in quella che è una delle "passeggiate" più spettacolari della zona. La mulattiera di arroccamento, scavata sul fianco del Cengio durante la guerra.
E .... signori miei, non ci sono parole, tra gallerie e strapiombi impressionanti, ci concediamo una passeggiata a centinaia di metri di altezza sulla val d'Astico.
Dal "Piazzale dei Granatieri"

 Si intuisce gia quello che ci aspetta, ma dopo aver attraversato le gallerie




si cammina sulla storia ....

Impossibile non fare raffronti con le foto di un secolo fa .... e sentirsi piccolissimi.





Fino a giungere al luogo simbolo della zona .... il "salto del granatiere" 


Teatro di combattimenti terribili tra austriaci armati e difensori italiani ridotti all'arma bianca .... racconti e gesta di uomini, giuste o sbagliate che siano, ma che oramai si ammantano di leggenda.
Passata la galleria comando, un altro breve sentiero conduce alla vetta del Cengio e alla croce, ma una nuvola dispettosa ci nega la vista dalla cima ... peccato .... ma forse è solo una buona scusa per ritornare in questo posto "unico"

Una visita al "Granatiere del Cengio", fatto con le schegge di granata, presso la chiesetta dei granatieri 

E quindi giunge il momento di una meritata pausa pranzo presso il rifugio "Al Grantiere"

Lasciamo passare il temporale del mezzogiorno e col sole che fa di nuovo capolino, torna il momento di fare i motociclisti. Quindi su per le belle curve, con tanto di asfalto perfetto che conducono al passo Vezzena

E a seguire, il passo Sommo e sosta al forte Cherle, che ha sempre il suo perchè sia storico che panoramico


E per concludere la giornata una bella cavalcata per l'Altopiano dei Fiorentini, Tonezza del CImone, Arsiero, Rotzo e Asiago.

Giorno 4 : Pennar - Forte Pozzacchio - A22 - Casa



  • Forte Pozzacchio Loc. Pozzacchio a 7 km da Rovereto sulla SS46 (visitabile dal Giovedì alla domenica orario 10-18) €4.
  • Eremo San Colombano (Rovereto)


    Ultimo giorno di vacanza, si comincia con la bella strada che da Asiago porta a valle verso Schio e .... ah si è giugno ! E a valle comincia afarsi sentire il caldo torrido della pianura veneta ! Per fortuna il passaggio è di breve durata, si risale in quota sul Passo Pian delle Fugazze, per entrare in Trentino e puntare verso "L'ultima fortezza austriaca" !
    In località Pozzacchio, (frazone di Trambileno), una bella strada panoramica conduce ad un piazzale in quota. Da qui occorre lasciare i mezzi e predisporsi per una camminata di circa 20 minuti sulla ex strada militare (manco a dirlo, ornata con 2 gallerie scavate nella roccia) che conduce al forte. recentemente messo in sicurezza e reso visitabile.


    L'accesso all'area circostante del forte è libero, da qui partono anche alcuni sentieri trekking, mentre per accedere all'interno del forte occorre un biglietto di 4€ (ben spesi) acquistabile al Bar/biglietteria/punto informazioni.

    Nonostante non sia mai stato completato, ha partecipato agli eventi bellici, è stato prima conquistato dagli italiani, poi ripreso dagli austriaci. Non ha mai montato gli obici, ma resta un opera ciclopica ! La prima è il "ponte di pietra" 
     che doveva servire a far arrivare corazze e cannoni sul tetto della fortezza .... ma quello che è impressionante è la dimensione degli scavi all'interno della montagna. Grotte e gallerie enormi, una piccola città interamente scavata nella cima della montagna. Ovviamente, freddo e umidità non mancano in questi ambienti, tantè che nelle grotte artificiali gli austriaci avevano costruito intere casette in legno.
     Merita senz'altro la visita e anche i vari affacci sulla valle non sono niente affatto malvagi
     Dall'esterno inoltre non si riescono a intuire le dimensioni effettive della fortezza ...
    Che sono davvero ragguardevoli.
    Terminata la visita, pausa pranzo al punto di ristoro della fortezza (anche per contribuire a tenere in piedi questo "pezzo di storia") e poi ricomincia la discesa, con sosta obbligatoria all'Eremo di San Colombano.
    Ancora un po di strada piacevole, tra Rovereto ed Affi, che altro non è che la SS12 dell'Abetone e del Brennero, con scorci niente male tra vigneti e le "chiuse dell'Adige".
    Poi è autostrada fino a casa .... ma a casa insieme a uno zaino (alpino ... ) pieno di ricordi e immagini, e un po di consapevolezza in più su quello che è stata la "Grande Guerra".
    Ah si .... non finisce qui ! Troppe cose ancora da vedere, troppe note lasciate irrisolte per mancanza di tempo, una zon d'Italia che offre veramente tantissimo .... so gia che ci sarà una "terza puntata", restate sintonizzati !

    Nota

    Gran parte delle informazioni necessarie all'organizzazione di questo viaggio e del precedente sono state tratte  dal sito http://www.magicoveneto.it/ 
    Vera miniera di informazioni ai cui curatori vanno i miei più vivi ringraziamenti.