venerdì 29 aprile 2011

2011 - La compagnia dell'Arancino (prima parte)

Aprile 2011 - Sicilia !

Sono mesi che se ne parla, tutto è pronto e organizzato e alla fine sembra incredibile, ma ci siamo !!! E’ l’8 di aprile, il giorno della partenza per il viaggio dell’anno … sognato da tanto tempo e finalmente è realtà.

Oggi è giorno di trasferimento, dalle rispettive magioni la compagnia si riunirà al porto di Civitavecchia per imbarcarsi sul traghetto per Palermo. L’aria di vacanza c’è gia, tanto che nel corso dell’avvicinamento al porto c’è il tempo per fermarsi al mercatino

 e fare una sosta gelato in quel di Talamone.

L’entusiasmo e l’allegria sono gia al massimo al porto, imbarcate le moto non resta che farsi una bella dormita e arrivare freschi freschi al mattino nella splendida terra sicula.

9 Aprile - Da Palermo a Pedara (CT) <<< Gmap


Sbrigate le formalità portuali ad attenderci sulla banchina troviamo Niki e Sara ad aspettarci che ci lanciano subito nel caotico traffico palermitano, ma per una buona, anzi buonissima ragione, c’è in programma la prima colazione in stile “siciliano”.
Sistemati i bassi istinti con la prima razione di cannoli, cassatelle e golosità varie Salutiamo Niki e ci accodiamo dietro la nostra bella guida indigena che ci condurrà verso Catania. Lasciata Palermo alle spalle, arriviamo velocemente a Cefalù (la cui visita è rimandata alla prossima volta) e da lì imbocchiamo la SS286 di Castelbuono verso Geraci Siculo e cominciamo ad apprezzare le curve siciliane ....




Siamo nel parco delle Madonie e la bellezza dei paesaggi non lascia indifferenti. In pochi chilometri di curve la strada sale dal mare agli oltre 1000 metri della Portella Bafurco, un primo contatto col verde delle montagne, nella Sicilia dei piccoli centri, lontano dagli schiamazzi e dalla confusione della litoranea. Geraci Siculo è la prima vera sosta, un borgo piccolo e carino,



facile perdere tempo per le sue viuzze alla ricerca di qualche scatto particolare e sopratutto di qualcosa di mangereccio, ossia di quegli arancini che hanno dato il titolo alla nostra vacanza.


Il mare da una parte, l'Etna che troneggia dall'altra, impossibile non fermarsi e altrettanto impossibile tenere una media decorosa, le strade semideserte e i panorami meritano tutta la nostra attenzione di dondolatori immersi nel paesaggio.

Anche se può sembrare strano, pur tenendo una media indecorosa per allungare il più possibile il picere di andare in moto per strade assolutamente "sconosciute" (almeno per noi )  i chilometri scorrono ugualmente e ben indirizzati da Sara ci fermiamo per la sosta successiva a Sperlinga, dove il castello quasi tutto scavato nella roccia domina la valle circostante e si merita assolutamente una visita.




Ovviamente come si conviene, gran parte della giornata se ne va bighellonando. E seppur il trasferimento verso Catania presenti qualche "imprevisto" ...


... riusciamo a depositare il bagaglio e presentarci a tavola per cena col sorriso e con le prime impressioni da racconatrsi a vicenda senza sosta fino a tarda ora !

10 Aprile - Ragusa e Modica (RG) <<< Gmap


Oggi turisti ! Con la guida della nostra indigena preferita si punta verso sud per visitare due città ricche di storia. Non prima che la nostra indole motociclistica ci faccia apprezzare dopo un breve trasferimento, le belle curve tra le colline piene di aranci che portano verso Buccheri e da li puntare decisi verso Ragusa


La doverosa sosta foto dal belvedere è seguita dalla ricerca del parcheggio per le nostre moto e poi i turisti intutati sotto il caldo sole primaverile si possono lanciare alla scoperta della città

Sosta obbligata al Duomo



E poi verso i giardini a cercare un po di refrigerio con un gelato e l'autoscatto obbligatorio !!!


Tappa successiva Modica la città del cioccolato !
Dove saltano fuori i vizi da primadonna de "La polverosa" che non esita a mettersi in posa davanti al duomo di San Giorgio !


Capolavoro del barocco siciliano ...

Un'occhiata anche al Duomo di San Pietro

che domina il corso principale del paese .... ma è ormai ora di merenda e i bassi istinti prendono il sopravvento sotto forma di cannoli e granite al caffè con panna



Prima di lasciare Modica per rientrare, non può mancare il doveroso saccheggio di ghiottonerie ... principalmente cioccolata modicana in tutti i gusti possibili !!!


11 Aprile - Noto e Vendicari (SR) <<< Gmap


La giornata avrebbe dovuto essere dedicata all'Etna, ma una piccola eruzione ha sporcato la strada con cenere vulcanica, il che sconsiglia il transito ai mezzi a due ruote, e allora la decisione è di puntare di nuovo verso sud.
Inoltre avremo anche l'handicap dell'assenza della guida ... Sara purtroppo è caduta e non sarà con noi.
Nonostante l'ovvio giramento, una volta rassicurati sulle sue condizioni, un noioso trasferimento autostradale ci fa arrivare in breve tempo a Noto .

la capitale del barocco e uno dei siti UNESCO come patrimonio dell'umanità

Il Duomo, anzi la Chiesa Madre di San Nicolò è stato perfettamente ricostruito e restaurato dopo il crollo del 1996



Ma non è solo la cultura che ci porta in questa splendida città ! Pare che sul corso principale ci sia un bar dove viene preparata la granita migliore di tutta la Trinacria ... il famoso "Caffè Sicilia" e come vuole la tradizione delle giornate storte ... troviamo ovviamente chiuso per riposo settimanale !!!!

La delusione è così cocente che per mitigarla è necessario rinfrescarsi con un bel bagno !!!

Lasciata noto ci dirigiamo verso la riserva di Vendicari e dopo un breve sterrato ....

Possiamo marchiare con lo striscione il capo sud del nostro viaggio ... la baia di Calamosche

Un postaccio !!! che si merita un bel bagno ... fresco (anche troppo) e la classica Piramide con dedica ad apertura della stagione marinara !



Giornata decisamente stancante

ma per cena abbiamo di nuovo la compagnia di Sara e del suo sorriso ed è la cosa migliore della giornata visto il brutto inizio.


12 Aprile - Etna e Taormina (ME) <<<Gmap


Finalmente oggi è il giorno dell'Etna !! L'eruzione di ieri è stata poca cosa, due chiacchere con gli abitanti della zona abituati alle bizze del vulcano ci confermano che ormai il traffico è ripreso regolare, sicuramente il transito degli autobus avrà ripulito la strada, per cui niente ci ferma. Inoltre avremo di nuovo la nostra guida, in veste di passeggera delle "perla nera" mùdnès


La salita verso il vulcano, lascia senza fiato ... lasciato Nicolosi alle spalle, man mano che si sale il panorama diventa sempre più lunare, più "strano" .... quello che è certo è che il vulcano non è da sottovalutare; lungo la strada si scorgono tracce passate della sua furia

Non può non scorrere un brivido lungo la schiena se ci si ferma a pensare quello che può essere un eruzione ....
La giornata però è stupenda, l'azzurro del cielo fa il paio con quello del mare e contrasta vivacemente col nero della terra lavica e la neve che ancora abbonda dai 2000 metri in su



Merita di essere adeguatamente festaggiato l'arrivo al famosissimo Rifugio Sapienza  da dove partono tutte le escursioni dirette verso i crateri


Ma non finisce qui .... c'è ancora strada da fare su questa impressionante montagna, per arrivare all'altro punto in alto, ossia Piano Provenzana, dove si susseguono immagini che vanno dallo spettacolare, al drammatico



E comunque ... il gigante è nervoso ... fuma ancora !


Le intense emozioni suscitate dal vulcano (quello vero eh ! non quello pelato !!! ) fanno si che all'ora di pranzo si consumi una strage di arancini in quel di Giardini Naxos

Infine come dei veri turisti non ci resta altro che visitare la bella Taormina, che si rivela tutt'altro che accogliente almeno per quanto riguarda il traffico e la situazione parcheggi .... e siamo solo ad aprile !!! Ad agosto dev'essere un vero girone dantesco !!
Un breve giro per le vie del paese


E una bella granita non può mancare .... se riusite a resistere agli assalti ....


Ma poi arriva il momento di rientrare alla base ....

e apprezzare i caldi colori della luce del tramonto.

Fine Prima parte ...
>>> Seconda parte

martedì 20 aprile 2010

2010 - La Volterra di Mauro Staccioli

Aprile 2010

Le installazioni di Mauro Staccioli immerse nei luoghi e nei paesaggi intorno a Volterra.


La moto ... che fantastico mezzo per immergersi nei paesaggi, e stavolta l'immersione è davvero totale.
Niente maratone, oggi, niente chilometraggi impossibili, solo la voglia di sfruttare al massimo una (finalmente !) bellissima giornata di primavera.

Il tempo delle curve è breve, ma comunque sempre ben gradito, scorrono via Poggibonsi, San Gimignano, Castel San Gimignano e via sulla sempre bella Volterrana, anche se oggi è bene starne alla larga; complice al prima bella giornata con tanto di temperatura accettabile, purtroppo abbondano i "professionisti" del 200 all'ora su strada ...
I nostri obiettivi sono tutti compresi in quello che sembra un ristrettissimo lembo di terra toscana.

Cartina alla mano e guida stampata tratta dal sito della Galleria d'arte "Il Ponte"
Sulla Volterrana in località Spicchiaiola ecco il primo incontro con le opere di Mauro Staccioli

Installazione n. 1 . L'indicatore



La Guida recita : Il luogo conosciuto dai volterrani con il termine “l’indicatore”, posto nei pressi della località di Spicchiaiola, è un punto panoramico che segna il punto di passaggio tra la provincia di Pisa e quella di Siena. Qui la scultura si impone quale fulcro accentratore, segno di interscambio, perentoria affermazione di un confine da superare sempre, alla ricerca dell’altro, di una relazione con il mondo che questa terra, isolata e dura, deve ricercare 

La giornata è stupenda ... impossibile resistere alla tentazione di piazzare la moto proprio lì sotto


Installazione n. 2 
Passata "L'indicatore", al bivio si svolta a destra e poi a sinistra per una strada bianca che porta alla Villa di Pigano

Per scoprire però che si trattava di un'opera in esposizione temporanea e quindi purtroppo gia rimossa ... peccato.
Ripresa la Volterrana, (sempre in direzione Volterra) al bivio per Mazzolla ecco

L'installazione n. 3 


La Guida recita Podere San Nicola / SR 68 bivio per Mazzolla. Al bimbo che non vide crescere il bosco 2009, cinque elementi, ottone, rame, acciaio inox, alluminio, acciaio corten, cm 1530x25 ciascuno 
La “selva” di stele posta a ridosso del bivio per il borgo di Mazzolla rende omaggio al bosco di Berignone-Tatti poco lontano, un omaggio alla sua bellezza e varietà. E nell’immaginario dell’artista gli alberi diventano metafore del crescere, diventare adulti, vivere, in una dedica sentita a una vita stroncata prematuramente. 


Siamo persi ... sospesi tra il verde intenso delle colline e l'azzurro del cielo primaverile ....

La curiosità aumenta ... e allora ripresa la strada verso il borgo "sconosciuto" di Mazzolla


Per arrivare all'installazione n. 4 



La guida recita :  "Chiesa di San Lorenzo a Mazzolla. Attraversando la storia 2009, intonaco rosso, cm 535x70x535 
L’intervento sul fianco della Chiesa di San Lorenzo scaturisce dalla volontà di evidenziare il tratto murario medievale conservatosi, al contrario della facciata purtroppo modificata nel corso del XIX secolo. L’arco ideato da Staccioli nasce sul margine della stretta via che costeggia la chiesa, per appoggiarsi delicatamente sul muro medievale, quasi a voler sorreggere questi resti di un passato da ricordare. 

Il borgo è minuscolo e semideserto, unica traccia di vita un trattoria bar davanti alla chiesa e l'immancabile scooter parcheggiato esattamente sotto l'opera ... doverosamente tagliato dall'inquadratura !

Il panorama è l'ideale per consumare le vettovaglie ...

Si perchè tra partenze, fermate e foto ormai s'è fatta l'ora di pranzo ...

Ma poi si riparte sempre più carichi e pronti alle nuove sorprese


Riguadagnata la solita volterrana ci dirigiamo verso l'installazione n.5, proprio al bivio della strada per Pontedera.

Ma anche in questo caso si trattava di un esposizione temporanea, siamo di nuovo arrivati tardi per vedere l'opera di Staccioli, ma sempre in tempo per scoprire la bellezza della Villa di Roncolla che scopriamo stupendamente decorata in terrecotta

Una piacevolissima sorpresa ! E chi se lo immaginava che proprio lì sulla stranota Volterrana ci fosse una tale bellezza nascosta !!!

Proseguiamo sulla strada per Pontedera per imboccare poco dopo la strada bianca sulla destra che porta alla Villa Palagione
Lo sterrato ci porta prima intorno e poi fino alle pendici del Monte Voltraio 

Ma dopo una bella salita scopriamo che anche stavolta siamo andati a vuoto,
L'installazione è stata anch'essa rimossa ... dobbiamo accontentarci della polvere e dei panorami ... in ogni caso son tempo e chilometri di polvere ben spesi !!

Ripercorriamo a ritroso i chilometri di strada bianca fino a tornare sulla volterrana, di nuovo pochi metri verso Volterra e siamo di nuovo fermi alla
Installazione n. 6 


La guida recita SR 68 località Poggio di San Martino. Anello 1997-2005, cemento e ferro, cm Ø600x50 
L’anello dal tipico colore rosso ossido caro a Staccioli dà al dolce panorama collinare volterrano una nuova visibilità e conduce lo sguardo alle alture metallifere al di là dei declivi verdeggianti. Questa sorta di cornice-schermo tondo obbliga a rallentare la corsa lungo la salita che porta a Volterra e costringe il passante non a vedere ma a guardare, e dunque contemplare, lo scenario che si schiude al suo interno 

Resistere alla tentazione di una foto "stramba" ? ... impossibile


Il tempo vola ! Saltiamo Volterra con le installazioni n.9, che (queste lo sappiamo !) sono temporaneee per dirigerci verso il borgo di Montebradoni 

Installazione n. 10

La guida recita Località Montebradoni. Cerchio imperfetto 2007–2009, intonaco rosso, cm 350x350x45
Staccioli è nato nel 1937 a Volterra, o meglio, a Montebradoni. Se non per il fascino originario di questo piccolo borgo posto tra la Badia camaldolese e le mura etrusche o per la sua storia millenaria, la scultura di Staccioli merita di trovare posto qui anche solo per il riferimento biografico. Per Staccioli il grande quadrato rosso dai lati curvi diventa una sorta di schermo, dal quale guardare per attraversare con uno sguardo i secoli e leggere tutto il nostro passato.

Bella, ma sinceramente poco evocativa, forse perchè stretta tra le case, poco tempo speso ... pronti per le prossime !!

Proseguiamo la discesa verso Pontedera, fino a svoltare a sinistra sulla strada bianca che indica l'Agritursmo San Giacomo dove c'è una delle opere.

Esattamente l'Installazione n. 11
Per arrivarci, occorre traversare la corte dell'agriturismo, attenzione a trattori e turisti ... fino ad arrivare in mezzo alle colline, verdi di grano giovane ...


Mototurismo .... si grazie !


Rapido dietro front per tornare verso la chiesa diroccata di Santa Lucia a Corbano che è praticamente nell'aia di una fattoria, ma in una posizione invidiabile e panoramica, da cui si apprezza come le opere si sposano con le colline ...


Ma siamo all'installazione n. 12 !


La guida recita : Chiesa di Santa Lucia a Corbano. Corbano 2009, intonaco rosso, cm 302x219x6
I ruderi della chiesa preromanica di Santa Lucia a Corbano hanno spinto a realizzare un segno per questo piccolo edificio in balia delle intemperie e destinato a scomparire. La scultura in questo caso si fa gesto risoluto contro l’incuria, a comunicare il rammarico dell’artista che valuta le conseguenze del tempo e della noncuranza.

Aria, verde mosso dal vento e luce ... siamo davvero "dentro la scena"


Avanti ancora per la strada bianca che corre lungo il crinale, tra dolci colline e fattorie per arrivare all'apoteosi ...

L'installazione n. 13 in località Piancorboli



Di questa stupenda installazione che inquadra nel suo profilo l'abbazia
camaldolese di Volterra,  

la guida recita : Località Piancorboli. Primi passi 2009, acciaio corten, cm 805x1300x40
Qui le terre aspre riecheggiate nei romanzi di Cassola si aprono ai ricordi dell’infanzia dell’artista. La grande ellisse in acciaio corten che incornicia il panorama che va dall’antica contrada di Montebradoni – borgo in cui Staccioli ha vissuto fino alla maggiore età – alle Balze, alla chiesa di San Giusto e al profilo di Volterra, definisce una sorta di cannocchiale prospettico che in primo piano rileva un casale da tempo abbandonato, la casa dei nonni materni, teatro dei suoi primi passi e del suo primo approccio con la tradizione contadina toscana.

Siamo senza parole ... sembra veramente di essere in un quadro ...


Torniamo sui nostri passi fino a Volterra e iniziamo la discesaverso Saline, fino alla strada sulla destra dove una fortunosa indicazione indica la Fattoria di Lischeto.
Sulla strada di avvicinamento abbiamo modo di apprezzare dal poggio la nostra ultima sosta ...


E poi avanti fino a imboccare la strada sterrata per Lischeto dove c'è L'installazione n. 14


Di questa sapiamo che : Fattoria di Lischeto. Portale 2009, acciaio corten, cm 1000x805x55
Osservando il portale lungo il viale d’ingresso alla Fattoria di Lischeto si può scorgere in lontananza l’ellisse collocata a Piancorboli. Le due sculture ripercorrono idealmente quello che un tempo era il consueto tragitto dei contadini dal podere di Persignano alla fattoria che raccoglieva tutto il loro raccolto. Il grande arco triangolare, quasi sospeso sulle sottili estremità, da vicino manifesta tutta la sua imponenza, facendosi soglia accogliente e solenne nel ricordo di episodi significativi nella vita dell’artista.


sicuramente d'effetto passare tra i cipressi sotto questo "Portale"


foto di rito e poi di nuovo sulla statale verso Saline che il sole è ormai basso sull'orizzonte, perfetto per regalrci dei colori bellissimi alle ultime soste ....

Alla n. 15 e alla vicinissima n. 16

di cui sappiamo che 15. SR 68, Località La Mestola. Tondo pieno 2009, cemento e ferro, cm Ø600x60
Due tondi, uno aperto ad anello e l’altro pieno, appaiono lungo la STR 68, nel tratto che da Volterra porta alla frazione di Saline. Questi due tipici segni "staccioliani", correndo lungo il percorso della strada in collina, sottolineano una delle vie più solcate dai volterrani che in questo sottosuolo collinare ai piedi della città, mediante un procedimento inusuale, estraevano l’”oro bianco” dai giacimenti naturali di salgemma. Una via che fin dall’antichità ha costituito una miniera dalle enormi potenzialità e che ancora oggi, seppur con un lento declino, segna il destino di questi luoghi.





Che sono in pratica un unica installazione ....

Le ombre della sera ci colgono con l'improvvisa consapevolezza di aver saltato l'installazione n. 8 ....
Chissà, forse lo abbiamo fatto apposta per aver la scusa di tornare a scoprire questi paraggi nascosti dal fascino incredibile ...

Una giornata persa a spasso, tra andata e ritorno da casa meno di 200 Km .... un po di km sterrati e la gioia e la consapevolezza di vivere in un paese meraviglioso ...

C'è un posto più bello dell'Italia ?

P.S.
Si meritano un plauso gli eroici compagni di viaggio che con le loro moto ben poco adatte agli sterrati hanno comunque condiviso con noi questa bella esperienza.

Giuro che gli sterrati non erano preventivati ...